Merkel-Gentiloni, lo scambio di cortesie ad Assisi: “Liebe Angela, con te grande collaborazione”, “Grazie Paolo, abbiamo lavorato bene”

Merkel-Gentiloni, lo scambio di cortesie ad Assisi: “Liebe Angela, con te grande collaborazione”, “Grazie Paolo, abbiamo lavorato bene”

Si conclude con una firma su una bandiera della pace la giornata umbra della Cancelliera tedesca

La giornata assisana di Angela Merkel si conclude con la firma, insieme al presidente della Colombia Juan Manuel Santos, della bandiera della pace realizzata dai migranti accolti dalla cooperativa Auxilium. Prima ancora, la cancelliera tedesca si era incontrata con il presidente Santos per un bilaterale e la firma del libro, preceduto dall’agape fraterna con i frati e gli altri ospiti (tra gli altri, il cardinale Vallini, l’ex presidente della Commissione Europea e del consiglio Romano Prodi, il premier Paolo Gentiloni e una quarantina di ambasciatori, oltre ai francescani).

Nel corso del pranzo, la dedica sul libro delle presenze nella Basilica di San Francesco e la consegna dei doni: un numero speciale della Rivista San Francesco dedicato ai precedenti “vincitori” della Lampada della Pace, una scultura in ulivo intitolata “Il passo di Francesco” scolpita nel legno di un ulivo di circa 120 anni. Creata dall’artista umbro Giulio Valerio Cerbella e ispirata da un particolare passo del testamento di Francesco narrato nelle Fonti Francescane “Quando ero nei peccati mi sembrava una cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia”.

Nella statua, il santo è rappresentato dall’artista mentre, dopo essere stato un giovane egoista e festaiolo, si svolge a dare un ultimo sguardo al mondo materiale prima del passo che lo porterà ad abbracciare quello spirituale, diventando il Santo dei poveri, della pace e della cura del creato. Alla Cancelliera è stato anche donato il volume San Francesco e gli uomini di pace, libro che racconta, con immagini inedite, le visite al Sacro Convento di Assisi dei premi Nobel della Pace e di coloro che hanno ricevuto la lampada della pace di San Francesco.

Finita la visita istituzionale, i due capi di Stato si sono concessi una passeggiata per le vie di Assisi e Santa Maria degli Angeli.


Angela Merkel è arrivata ad Assisi: gli applausi della Basilica Superiore per la cancelliera | Foto


Prima ancora, la Merkel, ospite del Sacro Convento e accompagnata dal presidente Santos, ha avuto un incontro con circa 300 giovani tra frati, rifugiati e rappresentanti di associazioni umanitarie o che si dedicano a temi della pace. L’incontro è stato aperto dal presidente Gentiloni: “Ringrazio il Sacro Convento per questa giornata in cui Assisi rinnova il suo messaggio universale di pace. La consegna della lampada di San Francesco a Merkel è un riconoscimento meritato. Liebe, cara Angela – le parole del premier – sei una figura centrale dell’Unione Europea e della Germania. Io mi ostino a considerare l’Unione Europea un fattore di pace e la cancelliera Merkel ha dato prova anche nei momenti difficili di contribuire all’Unione Europea e alla sua pace, e di saper far prevalere le ragioni dell’umanità sulle paure e sugli egoismi, come dimostrato nel settembre 2015, quando accolse i rifugiati siriani. Nei miei ultimi giorni da presidente del consiglio, ringrazio Santos e la Merkel: con quest’ultima c’è stata grande collaborazione che, nel caso della Germania, mi auguro possa continuare nell’interesse di due grandi Paesi”.

“Non spetta a me dare pagelle, ma anche io voglio ringraziarti per la tua cooperazione, con te ho lavorato bene e ti ringrazio per le tue parole”, la replica della Cancelliera, che ha avuto un momento particolarmente toccante con un undicenne siriana scappata a causa della guerra civile e arrivata in Italia dopo essere passata per la Libia.

“Ciao” l’informale saluto ai due Capi di Stato, ai quali ha raccontato la sua storia, quella di una fuga a causa della guerra civile che ha toccato anche la Libia: “Cosa potete fare voi per noi?”, la domanda che ha fatto piangere i presenti. “Grazie per la domanda – la replica della Cancelliera – innanzitutto vorrei dirti che vedo che parli meglio italiano di me ed è una cosa fantastica. Io ho spesso ho detto che non siamo consapevoli di quali traversie affrontino i rifugiati, alcuni siriani sono in Italia, altri in Germania, altri ancora, come tu mi dici, in Libia, e tutti hanno affrontato o affrontano grandi pericoli. Anche con l’aiuto dell’Italia, noi abbiamo cercato di trovare soluzioni per i migranti, ma prima di tutto – ha concluso Merkel – vogliamo che la gente viva in maniera ragionevole a casa propria”.

[foto da http://www.sanfrancescopatronoditalia.it]

Stampa