Luigi Trincia narra il terremoto e vince il premio “Barbera” a Leonforte

Luigi Trincia narra il terremoto e vince il premio “Barbera” a Leonforte

Il giovane nursino premiato in Sicilia, ecco la sua opera | La giuria: “Gioiello di testimonianza sentita e vissuta, canto di dolore per una terra ferita e sgretolata”

Un giovane di Norcia premiato al prestigioso concorso nazionale “Premio Città di Leonforte”, giunto alla 36esima edizione. Luigi Trincia, ingegnere edile con la passione per la scrittura, si è infatti aggiudicato il Premio “E. Barbera” durante questa edizione del concorso, le cui premiazioni si sono tenute nei giorni scorsi nella cittadina siciliana.

Attraverso il racconto, Trincia ha portato la testimonianza del terribile terremoto che ha distrutto il Centro Italia nel cuore della Sicilia.

L’opera limpida e fluida, evoca mirabilmente quadri di antica e pacata serenità fissi e immutabili nei ricordi di chi ha amato la propria terra. Le parole, che nelle descrizioni degli ambienti e nei richiami alle fredde stagioni suggeriscono immagini di disarmante devastazione, cesellano il brano facendone un gioiello di testimonianza sentita e vissuta. Un’opera che colpisce, scuote ed emoziona nella sua efficace e vera drammaticità. Un canto di dolore per una terra ferita e sgretolata”: questo il giudizio della giuria tecnica, composta da giornalisti, scrittori, poeti.

La menzione è intitolata allo scrittore leonfortese, fondatore dello storico concorso. Il giovane Luigi Trincia ha già vinto numerosi premi, tra cui, nel 2005, il concorso di poesia “Sentieri di pace”, organizzato da Avis e comune di Foligno.

La cerimonia che ha avuto luogo nell’arena spettacoli – lo spiazzo di una ex stazione ferroviaria – lo scorso 2 settembre, ha avuto come ospite d’onore lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, che nel corso della cerimonia ha ricevuto il Premio alla Sicilianità 2017. L’esigenza di trovare la propria unicità nell’ampio panorama dei concorsi letterari, ha fatto sì che il Premio Città di Leonforte si distinguesse per essere – ad oggi – l’unico concorso di micronarrativa organizzato da un Ente Pubblico. Le “Muse” ispiratrici sono state, ovviamente, la famosa “Micronarrativa. Vite in 140 caratteri” di Andrea Maggiolo e il panorama dei social network, con particolare riguardo a Twitter. Una simile ispirazione era inevitabile, l’universo dei social ha costretto l’uomo a riformulare i propri canoni espressivi, plasmandoli. Il limite delle parole imposte diventa quindi un trampolino di lancio, un’ottima occasione per misurare le proprie competenze compositive. Oltre alla scrittura creativa, si è voluto dare spazio a fotografia (corredata da un testo di 140 caratteri) e al teatro.