Lo zaino volante dell’istituto comprensivo Spoleto 2, progetto e fattibilità

L’idea e la sua applicazione pratica presentata alla scuola Manzoni da studenti, insegnanti e genitori | Foto e video

Si chiama “lo zaino volante” il progetto messo in piedi, e presentato nei giorni scorsi, presso l’Istituto Comprensivo Spoleto 2 (scuole “Pianciani”, “Manzoni”, “S. Giacomo”). Progetto, che vede insieme studenti, insegnanti e genitori, che prende in considerazione due problematiche importanti: il peso degli zaini e la loro fruibilità da parte di persone con particolari problemi.

Nei giorni scorsi,quindi, alla presenza delle quattro classi Prime, quelle interessate a questa sperimentazione, ad un nutrito gruppo di genitori, ad alcuni rappresentanti di Associazioni del territorio, con le quali la Scuola sta lavorando in vari altri progetti, dopo aver salutato e ringraziato tutti i presenti, il dirigente scolastico Manuela Dominici ha approfondito due tematiche sviluppate in questo lavoro. Quella del “Compito di Realtà” attività che mette lo studente di fronte ad un problema chiedendone la risoluzione e l’altra, la partecipazione delle famiglie degli studenti alle attività scolastiche, prevista dalla L.107/2005 detta anche “La Buona Scuola”.

La referente di plesso, professoressa Caterina Battistini, che ha curato l’organizzazione generale, ha porto il benvenuto nella sede in cui si è tenuto l’incontro. Di seguito un gruppo di alunne ha presentato l’esperienza dal proprio punto di vista, definendola “inaspettata, gradevole e fatta con divertimento”.

Veniamo ora alla parte tecnica curata da Alessio Montini, padre di Maria, che ha illustrato sommariamente la realizzazione di placche e controplacche snodabili, girevoli e… Fortunato Palella, padre di Santina, ha parlato di una nuova esperienza: non avrebbe mai pensato seriamente che la sua azienda, impegnata con progetti universitari, potesse interfacciarsi con una Scuola Secondaria di Primo Grado! A questo punto ha preso la parola il protagonista, cioè il prototipo dello Zaino integrato ad un hoverboard con il quale si viaggia in sicurezza fino a destinazione, si ruota e diventa un trolley da portare comodamente in classe, appoggiandolo alla parete. Quindi l’intervento del professor Franco Pasqualoni, Coordinatore del Progetto, indicando Lo Zaino Volante come uno dei prodotti del prossimo futuro, quando in ogni luogo non avremo più scomodi gradini, ma comodissime rampe, come indicato dalla L. 18/2009 sulla fruibilità degli spazi.

Poi la parte forse più importante della giornata: verificare se tale mezzo può diventare un “mezzo di locomozione” a tutti gli effetti. L’intervento di Lucia Gobbini, madre di Tommaso, dopo una panoramica legislativa europea e mondiale al riguardo, ha presentato un caso avvenuto a Trieste, in cui un giudice ha multato una signora in Hoverboard, riconoscendolo come mezzo di trasporto sprovvisto delle caratteristiche specifiche, quali targa, libretto etc. cioè non omologato. Spiacenti per la signora, ma quel giudice ha così creato “un precedente” chiedendo l’omologazione di quel mezzo! Il signor Giampaolo Emili, imprenditore, agente generale di Assicurazioni Cattolica, sponsor del progetto, ha detto di voler andare “fuori strada” e di non voler assicurare nulla, ma riflettere invece sul fatto accaduto, e cioè come una semplice intuizione può diventare un lavoro, per cui fonte di guadagno e generare un indotto, un benessere che al giorno d’oggi non guasta proprio. L’ultimo intervento in ordine cronologico è stato dell’architetto Moreno Orazi, urbanista, il quale auspicato una eventuale verifica della possibilità dello “Zaino” a superare pendenze nell’utilizzo in città come la nostra, bellissima, Spoleto.

Ha chiuso i lavori ancora la Dirigente dell’Istituto Dominici, ringraziando tutti per aver  partecipato ed aver dimostrato insieme come una semplice idea, possa diventare “sensazionale”!

Stampa