Liberazione di Terni, in BCT iniziativa sul rapporto fra nuovi fascismi e crisi economica

Liberazione di Terni, in BCT iniziativa sul rapporto fra nuovi fascismi e crisi economica

Riccardo Foglietta

Si è svolta ieri pomeriggio, presso il caffè letterario della biblioteca comunale di Terni, l’iniziativa culturale “Liberazione continua. Nuovi fascismi e crisi economica” con lo scopo di celebrare l’anniversario della liberazione della città di Terni dall’occupazione nazifascista, avvenuta il 13 giugno del 1944. In occasione dell’evento, organizzato dalla Rete Antifascista Ternana con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Terni, è stata presentata l’inchiesta dal titolo “Il lavoro sporco dei fascisti del terzo millennio” realizzata dalla redazione del giornale online “Contropiano”. L’incontro è stato introdotto da Michele Vecchietti, Responsabile Lavoro per il Partito della Rifondazione Comunista di Terni: “L’iniziativa di oggi è stata organizzata per promuovere una ripresa del cammino di liberazione dal fascismo, poiché è evidente l’opera di revisionismo che è stata portata avanti nell’arco degli anni anche in questa città, revisionismo che si basa sia su pseudo analisi di carattere storico sia su forme di associazionismo poco trasparenti. Non a caso – ha concluso Vecchietti – la Rete Antifascista Ternana si è costituita a partire dal febbraio del 2010, in concomitanza con l’iniziativa che all’epoca venne svolta presso l’Aviosuperficie di Terni per contrastare il tentativo di CasaPound di infiltrarsi nel territorio, iniziativa che l’antifascismo ternano ha pagato a caro prezzo a causa delle denuncie e degli avvisi orali che hanno riguardato alcuni dei manifestanti.” Successivamente ha preso la parola Marco Santopadre, della redazione di Contropiano: “E’ sempre importante ragionare insieme su tematiche che hanno declinazioni sia cittadine che nazionali ed internazionali, soprattutto in questo Paese dove la definizione di antifascista sembra quasi collimare con quella di “retrogrado” o voler significare l’intenzione di impedire a chi ha un’opinione diversa dalla propria di esprimersi. Ciò – ha continuato Santopadre – è dovuto anche al lavoro di alcuni storici come Renzo De Felice e Giampaolo Pansa, che hanno costruito la propria fortuna analizzando episodi della Resistenza che avrebbero macchiato l’intera lotta di liberazione. Negli ultimi venti anni in Italia molti si sono impegnati per farci credere che il fascismo non è un problema e che, in nome della riappacificazione, certe contrapposizioni andrebbero messe da parte; spesso, inoltre, gli stessi rappresentanti istituzionali sono responsabili dello sdoganamento dell’estrema destra tramite la concessione di monumenti, spazi, iniziative e quant’altro. Il risultato di tutto ciò è rappresentato dal disinteresse, manifestato da molti giovani, per ciò che accadde in Italia fra il 1922 ed il 1945 e dal loro interrogarsi sul perché dell’antifascismo, che non bisogna più dare per scontato nella società ma che deve essere promosso nel territorio spiegando cosa è stato il fascismo e chi sono i fascisti oggi. Bisogna spiegare ai ragazzi che il fascismo non soltanto ha promulgato le leggi razziali ed ha partecipato alla guerra, ma ha anche mandato a morte ed al confino gli antifascisti, gli omosessuali e le minoranze etniche, ha proibito l’attività sindacale e politica, ha impedito la libertà di stampa. L’attuale situazione di crisi economica, inoltre, aumenta le possibilità di proselitismo per l’estrema destra, che addita come causa dei problemi “l’altro” da sé, perpetuando aggressioni fisiche nei confronti di attivisti di sinistra, di giornalisti, artisti, immigrati, omosessuali, ma mai ai danni di banchieri, imprenditori e politici compiacenti. A livello istituzionale, solo per fare un esempio, Alemanno e la Polverini si erano impossessati del governo della città di Roma e della regione Lazio, collocando i loro camerati nei ruoli dirigenziali di Acea, dell’Atac, dell’Ente Eur S.p.A. e nei Municipi. Basti pensare a Riccardo Mancini, ex amministratore delegato dell’Ente Eur S.p.A., ex squadrista autore di aggressioni che in passato ha avuto anche contatti con la Banda della Magliana, arrestato per corruzione e false fatturazioni, che i cittadini di Terni dovrebbero conoscere (Mancini era proprietario della SO.GE.RI. Srl, una delle società che figuravano all’interno della TERNI scarl, una Associazione Temporanea d’Impresa che nel 2011 si era aggiudicata un bando utile all’assegnazione dei lavori di ristrutturazione dell’inceneritore situato a Maratta n.d.r.). Si deve prestare attenzione alla strategia utilizzata dagli affiliati a movimenti come CasaPound, che cercano di inserirsi anche in territori caratterizzati da una tradizione antifascista mascherando le proprie intenzioni tramite associazioni sportive o culturali, poiché sarà molto più difficile difendere i propri diritti una volta che la mentalità comune si sarà abituata ai loro slogan ed alle loro iniziative.”

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