Le carte da gioco come opere d’arte, al MAG la mostra di Paola Masino

Le carte da gioco come opere d’arte, al MAG la mostra di Paola Masino

Inaugurazione a Palazzo Bufalini, Spoleto, giovedì 7 dicembre

Viene inaugurata a Spoleto giovedì 7 dicembre alle ore 12 la mostra Il gioco della pittura. La collezione di carte dipinte di Paola Masino, che si terrà dall’’8 dicembre 2017 al 2 aprile 2018 al MAG MetaMorfosi Art Gallery di Piazza del Duomo.

La mostra porterà a Palazzo Bufalini una collezione unica al mondo, straordinaria testimonianza dell’arte pittorica del Novecento, che arriva dal Museo di Roma in Palazzo Braschi. Ideata da Paola Masino, scrittrice anticonformista, intellettuale coltissima, la collezione nasce proprio dall’intento di considerare la carta da gioco come opera d’arte, reinventata secondo la creatività dei suoi tanti amici artisti. Portato avanti con pazienza e tenacia per quattro decenni, il progetto di Paola Masino arriva a realizzare un originalissimo mazzo completo di carte da gioco francesi, napoletane e di tarocchi, create dai migliori interpreti dell’arte del Novecento.

Da Carla Accardi a Alberto Burri e Consagra; da Carlo Carrà a Campigli e Capogrossi, passando per Cagli, Carlo Levi, Renato Guttuso, Prampolini, Fausto Pirandello, Giosetta Fioroni, Antonietta Raphael Mafai, Pietro Dorazio, Mario Sironi – solo per citarne alcuni – furono in tanti a raccogliere l’invito della Masino, realizzando queste piccole opere d’are da dicembre in mostra a Spoleto assieme ai ritratti di Paola Masino, opera dei pittori Bucci, Cagli, Cecchi Pieraccini, de Chirico, de Pisis, Funi, Marino Marini e Sironi, e di famosi fotografi, da Ghitta Carella Luxardo a Sommariva, a Alexander Calder. La mostra “Il gioco della pittura. La collezione di carte dipinte di Paola Masino”, a cura di Marinella Mascia Galateria e Patrizia Masini, viene organizzata a Spoleto da MetaMorfosi, grazie alla preziosa collaborazione con Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’Archivio del Novecento di Sapienza Università degli Studi di Roma e col patrocinio del Comune di Spoleto e della Regione Umbria.

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