Lavoro in Umbria, scatta la rivoluzione

Lavoro in Umbria, scatta la rivoluzione

Approvata la riforma: cosa cambia per le imprese e per chi cerca occupazione. Il nodo delle agenzie interinali e degli enti di formazione

Formazione e servizi per aiutare chi è in cerca di lavoro, l’Umbria volta pagina, puntando sui servizi oline e creando l’Agenzia regionale per le politiche del lavoro (Arpl). Un modo per essere più al passo con i tempi, razionalizzando costi e servizi, adeguandoli alle esigenze di chi offre e di chi è in cerca di un lavoro, sostiene la Giunta, che già lo scorso dicembre aveva illustrato il nuovo sistema che, si prevede, sarà operativo in estate.

Il centrodestra parla di mero “maquillage”, che serve a rioccupare il personale dei vecchi Centri per l’impiego (circa 180 tra Perugia e Terni) e delle Montane, vittime dei pasticci delle riforme che hanno interessato le Province e le stesse Montane, senza offrire una reale risposta alla piaga dell’occupazione, soprattutto giovanile, che in Umbria ha raggiunto livelli di guardia. Senza per altro (ha evidenziato il relatore di minoranza, Sergio De Vincenzi) risolvere definitivamente la questione dei precari.

Lo scontro, in Consiglio regionale, è soprattutto con i cinquestelle, con l’assessore Paparelli che sbotta. Alla fine, sono proprio i pentastellati a votare contro la riforma, mentre il centrodestra si astiene. Perché tutti almeno sono d’accordo su un fatto: il sistema formativo e di facilitazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, così come è andato avanti finora, non ha portato adeguati risultati. La legge introduce un sistema di verifica dei risultati ottenuti e di premialità delle prestazioni, andando a valutare quanto lavoro si produce con la formazione. E si annuncia di voler alzare l’asticella qualitativa nell’accreditamento delle agenzie interinali. Perché il meccanismo – spesso finanziato attingendo a fondi europei e statali, ma comunque pubblici – ha dimostrato che le risorse finiscono più per mantenere chi lavora nelle agenzie che non per creare nuovi posti di lavoro.

D’altra parte, gli enti di formazione delle associazioni di categoria lamentano negli ultimi due anni una forte contrazione dei bandi pubblicati. Tanto che questi stessi enti sono stati costretti a ridurre il proprio personale, in parte riassorbito dalle associazioni di emanazione, in parte licenziato.

Concretamente, cosa cambierà per le persone che sono in cerca di lavoro e per le imprese che sono alla ricerca di personale? Il nuovo servizio integrato (denominato Sare) ruota intorno al portale “Lavoro per Te” della Regione: è qui che dovrebbe avvenire “l’incontro” tra imprese e disoccupati in cerca di prima occupazione o di un nuovo lavoro. Attraverso un sistema di sportelli diffuso sul territorio, perché ogni ente sarà collegato al sistema integrato. Ed è sempre qui che saranno gestiti telematicamente i servizi e le opportunità, come ad esempio gli incentivi di Garanzia Giovani.

Il personale dell’Arpl, secondo le previsioni, sarà dunque sempre più impegnato nella presa in carico delle pratiche attraverso il caricamento digitale nel sistema e sempre meno nella gestione burocratica. Così da evitare da un lato la mole di lavoro lamentata dagli addetti dei vecchi Centri per l’impiego, dall’altro i disservizi che hanno esasperato gli utenti, problema questo culminato con la rissa sfiorata a metà gennaio a Terni.

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