Lavoro nero, sequestrati due autolavaggi | Denunciati i titolari

Lavoro nero, sequestrati due autolavaggi | Denunciati i titolari

Situazioni accertate a Castel del Piano e Corciano | Impiegati anche lavoratori senza permesso di soggiorno

Continuano i controlli dei carabinieri a tutela dei lavoratori con azioni di prevenzione e contrasto allo sfruttamento del lavoro nero e alla tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’operazione che si è svolta nei giorni scorsi, finalizzata al contrasto dello sfruttamento della manodopera clandestina, ha visto impegnati in un servizio mirato nel settore autolavaggi, i carabinieri della Compagnia di Perugia coadiuvati dal personale del nucleo ispettorato del lavoro, il personale ispettivo della Direzione Territoriale del Lavoro, dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro, e unità dell’ASL. L’efficacia dell’attività ispettiva, rappresentata dai risultati conseguiti e di seguito meglio specificati, è il frutto di un’attenta attività preventiva info-investigativa svolta dai Carabinieri della Compagnia di Perugia e da quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro.

L’operazione di servizio è scaturita da un approfondimento investigativo nei confronti di un’azienda esercente attività di lavaggio auto, con impianto sito nel comune di Corciano, attenzionata dai militari dell’Arma per attività di sfruttamento di manodopera clandestina.
Nel corso dell’attività di servizio sono stati sottoposti ai controlli diversi autolavaggi operanti nel territorio perugino, due dei quali sono stati scovati in totale violazione delle norme che regolano il lavoro e che tutelano la salute e la sicurezza negli ambienti lavorativi. In particolare, nel primo autolavaggio a Castel del Piano è stata riscontrata la presenza di un lavoratore extracomunitario non regolarmente assunto e privo del permesso di soggiorno.

Nel secondo autolavaggio sito nel comune di Corciano, invece, è stata accertata una situazione più grave della precedente: qui si è riscontrata la totalità dei lavoratori impiegati a nero. Infatti, al momento dell’intervento, i militari hanno sorpreso tre cittadini extracomunitari intenti a pulire un’autovettura, completamente “in nero” (quindi senza regolare contratto di assunzione e alcuna cautela previdenziale ed assistenziale), e uno di loro senza permesso di soggiorno nonché destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dalla Questura di Perugia. Per tale motivo era stato già adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per il superamento della percentuale del 20% del personale non in regola.

Accertate le gravi violazioni, i carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo di entrambi gli impianti di autolavaggio, a seguito dell’inottemperanza all’ordine di sospensione delle attività precedentemente impartito ai due titolari, poiché all’atto del controllo i due titolari risultavano aver impiegato personale non in regola in misura superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro.
Il servizio si è concluso quindi con la denuncia dei due cittadini egiziani titolari delle imprese, rispettivamente un 31enne residente a Fiumicino e un 32enne domiciliato a Perugia, entrambi regolari e con precedenti di polizia, ai quali venivano anche contestate sanzioni amministrative e penali per la somma complessiva di 21.000,00 euro a causa delle riscontrate violazioni in materia di igiene e salute sul posto di lavoro.
All’esito delle attività svolte, i locali e gli impianti sequestrati sono stati posti a disposizione dell’autorità giudiziaria.