La lettera di Benozzo Gozzoli del 1452 tornerà a Montefalco

La lettera di Benozzo Gozzoli del 1452 tornerà a Montefalco

Il sindaco di Montefalco, Donatella Tesei, ha inviato alla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio la raccomandata per l'esercizio della prelazione per la l'acquisto della lettera autografa firmata da Benozzo Gozzoli, datata 27 giugno 1452, inviata da Montefalco a Firenze a Michele  di Felice Brancacci. Un documento che, tanto per l’autore quanto per il suo contenuto,  è di sicuro e innegabile interesse culturale, storico e artistico  per il Comune di Montefalco, in quanto la lettera autografa di Benozzo Gozzoli, che rinunciava all'onore di un incarico a Firenze per completare l'opera iniziata a Montefalco, rappresenta un attestato d'amore dell'artista per questo territorio, testimoniato dal temporaneo rifiuto di un importante ingaggio da parte di una delle famiglie più prestigiose del suo tempo.

L'acquisto sarà possibile grazie alla sinergia avviata dall'Ente comunale con il gruppo tessile “Arnaldo Caprai”, che nello scorso mese di marzo ha realizzato un apposito braccialetto, nell'ambito dell'iniziativa “Progetto Montefalco nel cuore”, proprio per reperire i fondi necessari ad acquistare la lettera del pittore, che la casa d’aste Minerva Auctions di Roma ha alienato ad un privato ed è stata poi dichiarata, su iniziativa del Sindaco del Comune di Montefalco, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, di interesse storico e passibile di acquisizione al patrimonio pubblico in via di prelazione (parere confermato dalla Sovrintendenza Archivistica dell’Umbria e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione Generale per gli Archivi, che ha rinunciato all’esercizio della prelazione in favore del Comune di Montefalco). A seguito di tutto questo, l'associazione MontefalcoInArte, l'Accademia per la Storia, l'Arte e la Cultura, il Consorzio Tutela Vini di Montefalco, l'Associazione Strada del Sagrantino e la società Arnaldo Caprai hanno  sottoscritto un protocollo di intesa, con scadenza al 30 aprile 2014, per reperire i fondi attraverso la vendita del braccialetti dedicati alla “ringhiera” dell'Umbria e dare così modo al Comune di acquisire il prezioso documento. “Ringrazio tutte le associazioni ed aziende che hanno risposto con entusiasmo e partecipazione a questo importantissimo progetto – ha commentato il sindaco Tesei – Un progetto di territorio che dimostra come pubblico e privato possano insieme realizzare obiettivi importanti. Il documento che intendiamo riportare a Montefalco, ha la finalità di restituire alla città e al museo di San Francesco, simbolo della nostra cultura e identità, una preziosa testimonianza della grande arte che contraddistingue il nostro patrimonio storico “.

L’opera cui fa riferimento il pittore nella suddetta  missiva, fa parte  del ciclo degli affreschi che raffigurano i più importanti episodi della vita di San Francesco, e rendono unica l'abside della Chiesa Museo. Gli affreschi erano stati commissionati da un colto committente, teologo e predicatore “Fra’Jacopo da Montefalco dell’ordine dei Frati Minori”. In uno degli episodi Gozzoli ritrae San Francesco che benedice la città di Montefalco. E’ facile osservare come lo sfondo rurale ricalchi l'importanza della coltivazione della vite per la città di Montefalco. Inoltre, sempre nell’abside della stessa chiesa, alludeva forse al Sagrantino dipingendo la tavola imbandita con il vino rosso sulla mensa del cavaliere da Celano.