La Fondazione CaRiSpo festeggia 25 anni di presenza e interventi a Spoleto

La Fondazione CaRiSpo festeggia 25 anni di presenza e interventi a Spoleto

Partecipato incontro al Caio Melisso, con i protagonisti delle varie realtà cittadine e i vertici della Fondazione

La Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto ha festeggiato 25 anni di attività a sostegno della città e del suo territorio. L’appuntamento era in programma per ieri, domenica 12 marzo, alle ore 10,30 al Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi.

Un momento di riflessione ma anche un incontro in amicizia che ha ripercorso la storia della Fondazione, nata nel 1992.  L’incontro “La Fondazione si racconta” è stato coordinato dal direttore del settimanale “Panorama”, Giorgio Mulè, ormai spoletino d’adozione. Tante le persone intervenute che hanno gremito la platea del Caio Melisso, molte delle quali da anni a fianco della Fondazione  o anche semplici clienti ed azionisti della vecchia Cassa di Risparmio, oggi Banca Intesa.

Sul palco anche il Presidente della Fondazione, l’Avv. Sergio Zinni, che ha fatto gli onori di casa presentando il qualificato parterre  degli ospiti: il Dott. Luca Sapori, direttore sanitario dell’Ospedale di Spoleto, Battistina Vargiu, già membro del Comitato di indirizzo della Fondazione e Direttore didattico a Spoleto, Alberto Pacifici, ultimo presidente della Cassa di Risparmio di Spoleto prima della trasformazione definitiva, il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, Dario Pompili, presidente della Fondazione dal 2000 al 2013, il Dott. Giorgio Righetti, Direttore Generale dell’ ACRI,  Maria Chiara Rossi Profili, Presidente del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, Serenella Banconi, presidente della Cooperativa Il Cerchio ed infine il Prof. Enrico Menestò, presidente del Cisam Spoleto e Accademico dei Lincei.

Tutti gli ospiti a vario titolo e per la loro esperienza lavorativa, hanno raccontato come la Fondazione  sia stata determinante per lo sviluppo continuativo nel tempo dei vari settori rappresentati. Si spazia dal fondamentale ruolo nella modernizzazione dei reparti sanitari dell’Ospedale di Spoleto, tramite l’acquisto di macchinari importantissimi come il robot per la chirurgia mininvasiva e vascolare (all’epoca il reparto era guidato dal Prof. Casciola) o per più semplici interventi di ammodernamento strutturale. Ma anche il ruolo avuto nel sostegno allo sviluppo culturale della città. Se gli interventi costanti e “fedeli” al fianco del Festival dei Due Mondi  sono serviti  solo una decina di anni fa, a salvare la manifestazione da una sua possibile scomparsa definitiva, successivamente con il defilarsi di altre realtà creditizie spoletine per vicende interne agli istituti, hanno posto la Fondazione in una condizione di quasi solitudine nella erogazione del sostegno alle varie iniziative. Si pensi al Teatro Lirico Sperimentale che, come ha ricordato la presidente Rossi Profili, ha sempre potuto contare sull’ascolto dei vertici della Fondazione, che hanno riconosciuto senza tentennamenti l’alto profilo dell’Ente lirico spoletino, ricco di storia e risultati. Ma anche il Centro Studi sull’Alto Medioevo di Spoleto, prestigiosa realtà internazionale che ogni anno con la sua settimana di studi ospita i più importanti studiosi di tutto il mondo per  una full immersion su temi storici relativi  a quel periodo storico e a cui segue una produzione di atti e pubblicazioni che fanno il giro del mondo. Anche questa realtà senza l’aiuto costante della Fondazione potrebbe rischiare l’appannamento e dunque un drastico calo di qualità.  Determinante il ruolo della Fondazione anche nella valorizzazione e recupero del patrimonio cittadino con un numero considerevole di interventi nel tempo a favore di monumenti, opere d’arte e immobili storici e di prestigio, che da sola nessuna amministrazione comunale, racconta il sindaco Cardarelli, avrebbe mai potuto recuperare o restaurare.

E non manca l’intervento della Fondazione  nella importante fase dello sviluppo culturale, ovvero  già sui banchi di scuola, dove CaRiSpo è presente per l’acquisto delle lavagne elettroniche o dei computer fino allo sviluppo di progetti culturali in accordo con le direzioni didattiche. E su questo filone diventa essenziale il ruolo che la Fondazione ha anche nell’aiuto al sociale. Lo Testimonia una delle cooperative storiche della città, Il Cerchio, per bocca della presidente Banconi, ricordando come l’aiuto offerto passi attraverso la condivisione di progetti come da ultimo è stato il recupero di un vecchio albergo spoletino per essere poi trasformato in una residenza protetta a due passi dal centro storico. Ed è solo di qualche giorno fa l’annuncio di un stanziamento di 40mila euro che andranno nelle casse del Fondo Sociale creato dalla Fondazione in accordo con Carits e Comune di Spoleto per l’aiuto alle famiglie in difficoltà (CLICCA QUI).

Sul concetto di condivisione della progettualità insiste molto l’ex-presidente Dario Pompili, che ha guidato la Fondazione in anni non facili da un punto di vista economico per la città e le sue varie realtà, e che tiene molto a sottolineare come la Fondazione non sia mai solo un portafoglio che si apriva e basta. C’è invece sempre stata una forte compartecipazione ai progetti al punto che la stessa Fondazione ha sempre potuto dare un contributo di idee oltre il fatto di possedere il denaro necessario per iniziare qualsiasi opera.

Insomma un ruolo che da puro sostegno economico si trasforma in filantropico e di indirizzo culturale e umanistico, potremmo dire senza tema di smentita. Un sorta di mecenatismo contemporaneo che ha effetti propulsivi decisivi sull’economia cittadina e sul cui modello dovrebbero uniformarsi tutti gli Istituti bancari che lavorano con le economie del territorio, perchè parte degli sforzi di chi intraprende o amministra in qualsiasi settore, possano poi essere premiati nel momento in cui ce n’è più bisogno.

La migliore sintesi della giornata in cui si festeggiano 25 anni di  lavoro della Fondazione a fianco della città, verrà fatta proprio da direttore di Panorama, Giorgio Mulè che riassumendo i numeri statistici degli interventi effettuati  dalla Fondazione su Spoleto ricorda “In media ogni 3 giorni di questi ultimi 25 anni c’è stato un intervento della Fondazione CaRiSpo su qualche progetto che interessava la città”. Un record davvero notevole.

LA FONDAZIONE Cassa di Risparmio di Spoleto nasce formalmente il 5 marzo 1992 in applicazione della legge n. 218 del 1990 – cosiddetta legge Amato – il cui scopo principale è quello di favorire il processo di privatizzazione del settore creditizio nazionale, in vista della liberalizzazione e dell’integrazione del mercato del credito a livello europeo. Ma l’origine del patrimonio e della sua missione risale molto più indietro nel tempo.

La Fondazione è la continuazione storica della Cassa di Risparmio di Spoleto, che deve le sue origini alla nobile iniziativa di alcuni cittadini che versarono gli 800 scudi del capitale, nata con lo scopo di porsi al servizio delle classi meno abbienti in un’economia caratterizzata, all’epoca, da situazioni ambientali di estremo impoverimento.

Nel marzo del 1992, in attuazione della legge “Amato-Carli”, l’attività creditizia della Cassa di Risparmio di Spoleto confluisce in una società per azioni mentre le attività di interesse pubblico e di utilità sociale rimangono al soggetto istitutivo dando vita ad un nuovo soggetto giuridico autonomo la FONDAZIONE Cassa di Risparmio di Spoleto, che detiene una partecipazione di controllo nella SpA bancaria e finanzia l’attività grazie ai benefici economici derivanti dalla gestione del patrimonio della Banca conferitaria.
Fra gli Organi collegiali della Fondazione rimane in vita la vecchia Assemblea dei Soci della Cassa, ente di diritto pubblico, fonte interna di legittimazione della nuova Fondazione.

Nel 1994 la Direttiva Dini definisce un sistema di norme di indirizzo e di incentivi fiscali volti ad indurre le Fondazioni a dismettere quote importanti delle partecipazioni detenute nelle società bancarie.
Nel contempo vengono emanate le prime disposizioni riguardanti la struttura organizzativa e le modalità di svolgimento dell’attività istituzionale delle Fondazioni.

Negli anni 1997/1999 si compie l’iter della cosiddetta riforma “Ciampi”, che detta norme definitive sull’intera materia. Essa prevede l’obbligo per le Fondazioni di dismettere il controllo delle banche. Considerevoli poi i vincoli al modello organizzativo e all’operatività delle Fondazioni, da recepire negli statuti a fronte del riconoscimento della natura di persone giuridiche private con autonomia statutaria e gestionale.
Nel 1998 la Fondazione dà l’avvio alle trattative con la Cariplo SpA per la cessione del pacchetto di maggioranza della Cassa di Risparmio di Spoleto SpA, che la condurrà nel luglio del 1999 a perfezionare l’operazione.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto si è pertanto mossa coerentemente nella direzione indicata dal legislatore e con l’approvazione dello Statuto nel luglio 2000, da parte del Ministero del Tesoro, le è stata riconosciuta la natura di soggetto giuridico di diritto privato dotato di piena autonomia statutaria e gestionale, che persegue i propri fini senza scopo di lucro.

Sotto il profilo dell’assetto interno, l’Assemblea dei Soci rimane organo influente, peraltro nell’ambito di un nuovo assetto istituzionale che vede l’Organo di Indirizzo, organo di nuova istituzione, composto per la metà da esponenti rappresentativi del territorio di riferimento e per l’altra metà da designati dell’Assemblea dei Soci.

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