Inquinamento a Terni, consiglio regionale punta all’Europa e vuole l’Area Ambientale Complessa

Inquinamento a Terni, consiglio regionale punta all’Europa e vuole l’Area Ambientale Complessa

Atto approvato senza voti contrati che impegna la giunta regionale a valutare Terni come caso eccezionale

L’Assemblea legislativa dell’Umbria, nella serata di oggi, ha approvato a larga maggioranza una mozione sulle problematiche ambientali di Terni, con 16 voti favorevoli (Pd, SeR, Misto-Mdp, Rp, FI, FdI) e 4 astenuti (M5S, Lega Nord). Una prima notizia è che non ci sia stato nessun voto contrario.

Si tratta di un emendamento interamente sostitutivo della mozione presentata nella scorsa seduta da Gianfranco Chiacchieroni del PD sul riconoscimento dell’area ambientale complessa della conca ternana. La proposta di modifica è stata firmata, oltre che da Chiacchieroni, dai consiglieri Nevi-FI, Rometti-SeR, Ricci-RP, Solinas-Misto Mdp, Squarta-FDI. 

Insomma, forse la Regione si è accorta che a Terni esiste un problema legato all’impatto ambientale che gli inceneritori hanno sul territorio; così come esiste un vasto ‘fronte ecologico popolare’ che sta lottando contro l’aumento delle quantità di rifiuti che potrebbero finire negli impianti di Terni. Si ricorderà anche l’occupazione del consiglio regionale del M5S e della Lega Nord che lo scorso marzo avevano organizzato una clamorosa protesta a Palazzo Donini.

Oltre al nuovo atto, il testo raccoglie le istanze anche di altri due documenti precedentemente presentati rispettivamente da Nevi-FI, Ricci, De Vincenzi-Rp, Fiorini, Mancini-Ln e Squarta-FdI (mozione con cui si impegnava la Giunta a coordinare le Istituzioni Locali e a coinvolgere il Ministero dell’Ambiente e della Salute al fine di innalzare la qualità dell’aria); Liberati-M5S e Fiorini-Ln (mozione con cui si impegnava  la Giunta ad avviare processi di riconversione e/o chiusura di impianti a biomasse ed altri, per aumentare  i limiti, rendendoli più stringenti, dei livelli di emissione in aria per quanto riguarda i piani regionali, tali da rendere più sicure possibili le tecniche usate, infine creazione di una postazione della Direzione Ambiente – Energia della Regione Umbria  nella città di Terni).

Da un punto di vista squisitamente tecnico, il documento politico è da ritenersi come emendamento interamente sostitutivo delle mozioni precedenti. L’atto impegna la Giunta Regionale ad “avviare un confronto a livello governativo e con le competenti Commissioni dell’Unione Europea per riconoscere l’unicità della conca ternana come ‘Area ambientale complessa’ alla luce delle sue straordinarie specificità, che si possono sintetizzare in tre caratteristiche fondamentali: orografica (Conca che non favorisce ricambio d’aria); presenza di uno dei più importanti insediamenti siderurgici d’Europa e presenza di un diffuso tessuto di piccole e medie imprese del settore chimico; presenza di una vecchia discarica di rifiuti e scorie ferrose da bonificare all’interno della conca stessa. Quindi a definire i criteri per costruire un piano straordinario di interventi mirati all’implementazione, anche in via sperimentale, delle migliori tecniche disponibili nel mondo. A tal fine occorre un pieno coinvolgimento politico finanziario dei Ministeri dell’Ambiente e della Salute con l’obiettivo di realizzare uno studio approfondito delle correlazioni esistenti tra lo stato dell’Ambiente e della Salute della conca ternana, utilizzando altresì studi, ricerche ed indagini già esistenti a livello ministeriale ( es. Progetto VIIAS, studio Sentieri, metodologia MINNI ecc)”. 

La mozione impegna la Giunta a “rivedere parametri e strumenti in modo da rendere più stringente la normativa e rendere più sicura la qualità dell’aria della Conca ternana e del resto della regione attraverso una pianificazione regionale adeguata; ad intervenire presso il Comune di Roma, in qualità di azionista di Acea, per rappresentare la necessità di avviare ogni iniziativa utile alla definitiva chiusura e riconversione ambientale dell’impianto di Maratta; a costituire un tavolo permanente di indirizzo e controllo sulla attuazione della presente risoluzione formato dal Comune di Terni, Provincia di Terni, Asl 2, Arpa, Ordine dei medici della Provincia di Terni, Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, Dirigente Servizio Ambiente Regione e Dirigente Servizio Salute Regione, coordinato dagli assessori all’Ambiente e alla Salute e con la partecipazione di un rappresentante di ogni gruppo politico dell’Assemblea legislativa, del presidente della Seconda Commissione dell’Assemblea stessa e dei parlamentari nazionali ed europei eletti in Umbria; ad impedire che gli impianti Acea e Terni Biomassa possano bruciare rifiuti urbani”.