Giornate Fai di Primavera, si aprono i luoghi dei benefattori di Città di Castello

Giornate Fai di Primavera, si aprono i luoghi dei benefattori di Città di Castello

Sabato 24 e domenica 25 marzo i volontari del Fondo Ambiente Italiano apriranno le porte dello studio Meroni-Pillitu, del Seminario Vescovile e della Fondazione Cassarotti

Dopo il grande successo dello scorso autunno, con oltre 2000 visitatori alla Montesca, il Gruppo Fai Città di Castello torna a proporre tre straordinari luoghi da conoscere ed esplorare anche per le Giornate di Primavera.

Quest’anno l’evento, dal titolo “Per il bene comune. La città attraverso i luoghi dei suoi benefattori”, si propone di illustrare le storie di alcuni personaggi che hanno scelto di donare parte del loro patrimonio alla città. In particolare le aperture di sabato 24, dalle ore 15 alle 18, e di domenica 25 marzo, dalle 10.30 alle 18, nello specifico saranno: lo studio Meroni-Pillitu, facente parte del lascito di Paola Pillitu scomparsa nel 2013 (situato in Corso Vittorio Emanuele a Palazzo Pierleoni); il Seminario Vescovile con l’Archivio Diocesano e la Biblioteca Storti-Guerri (in via S. Girolamo, 2); la Fondazione Cassarotti (in via M. Angeloni, 8).

Studio Meroni-Pillitu

La prestigiosa cornice di Palazzo Pierleoni, lungo Corso Vittorio Emanuele, ospita al suo interno un appartamento un tempo proprietà della prof.ssa Paola Pillitu, oggi sede del Lascito omonimo, istituito da testamento della precedente proprietaria nel 2013 e affidato all’amministrazione comunale tifernate. L’appartamento, caratterizzato da decorazioni del ‘600, conserva materiale di notevole valore documentario, frutto del lavoro dei suoi proprietari (Paola ed il padre Luigi), ma anche artistico: spiccano ceramiche di ‘800 e ‘900, pezzi di artisti locali come Van Ozner e De Rigù e alcune collezioni di complementi di moda. Una piccola sezione dedicata all’arte moderna raccoglie quadri di De Gregori e Dottori ed alcune tele di Maria Teresa Cupella. Un repertorio di carattere etnico, frutto di frequenti viaggi compiuti intorno al mondo va a completare l’excursus.

Seminario Vescovile con Archivio Diocesano e Biblioteca Storti-Guerri

L’imponente fabbrica settecentesca del Seminario di Città di Castello, eretta sulla preesistente struttura del convento dei Gesuiti a partire dal 1752, con annessa Chiesa di San Girolamo, dove sono conservate le reliquie di San Ventura, ospita al suo interno due importanti enti: l’Archivio Storico Diocesano di Città di Castello, dall’immensa importanza storica per la mole documentaria che conserva, e la Biblioteca diocesana Storti-Guerri. Quest’ultima, inizialmente formatasi per uso del Seminario è stata nel tempo oggetto di continue ed importanti donazioni, tra cui quella di almeno 6000 titoli avvenuta per volontà dell’abate Giovan Battista Storti e di Giuseppe Guerri, suo esecutore testamentario, ai quali la biblioteca venne intitolata nel 1917.

Opera Laica Segapeli, Lascito Cassarotti, Fondazione Monti-Torrioli

In un palazzo che dà accesso ad uno dei tanti giardini pensili della città ha sede la “Fondazione Cassarotti”, intitolazione “ridotta” dell’ “Opera Laica Segapeli – Lascito Cassarotti – Fondazione Monti-Torrioli”, fondata da Giuseppe Segapeli nel 1839 allo scopo di conferire borse di studio a giovani tifernati che avessero voluto intraprendere studi teologici, giuridici, filosofici, delle scienze o delle belle arti. L’Opera Segapeli amministra altri due enti: il Lascito Cassarotti (1891) e la Fondazione Monti-Torrioli (1958), sorti anch’essi con lo scopo di conferire borse di studio a giovani nati e residenti a Città di Castello che intendessero dedicarsi agli studi superiori. Molti tra i borsisti si distinsero in campo artistico: alternate ad opere di provenienza privata, i locali conservano opere di quei giovani artisti, tra cui Giovan Battista Polenzani, Elia Volpi, Celestino Celestini e dei fratelli Sarteanesi.

Le visite nei singoli luoghi saranno a cura degli “Apprendisti Ciceroni” del Liceo Classico “Plinio il Giovane”, degli istituti d’istruzione superiore “Franchetti-Salviani” e “Patrizi-Baldelli-Cavallotti”, accompagnati e supportati dai loro professori e dai volontari del Fai.

La prima edizione delle Giornate Fai di Primavera si svolse nel 1993, il terzo weekend di marzo (quest’anno la manifestazione avrà luogo il 24 e 25 marzo). Da allora è l’occasione in cui il Fondo Ambiente Italiano celebra la bellezza del nostro Paese aprendo al pubblico, con l’aiuto di molti appassionati volontari, luoghi solitamente chiusi, poco visitati o addirittura dimenticati e lasciati al degrado. In questi 25 anni i volontari Fai hanno aperto più di 11.000 luoghi in 4.700 città.

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