Gimo, studenti in protesta | “Manca la tratta verso Ellera, nessuna pubblicizzazione del servizio”

Gimo, studenti in protesta | “Manca la tratta verso Ellera, nessuna pubblicizzazione del servizio”

Consiglieri Bori e Bistocchi (PD) interrogano assessore Casaioli | Udu in Consiglio Comunale


Nessuna pubblicizzazione del servizio di mobilità notturna Gimo, né è stata attivata la tratta verso Ellera così come da nostra proposta“. E’ questo in poche parole quanto lamentano gli studenti dei sindacati studenteschi Udu – Sinistra Universitaria e Rete degli Studenti, oggi in manifestazione in Consiglio Comunale durante la seduta ordinaria.


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Con striscioni e bandiere già fuori la sede di Palazzo dei Priori, gli studenti nel pomeriggio hanno poi deciso di entrare a presidiare il Consiglio, durante l’interrogazione dei consiglieri Tommaso Bori  e Sarah Bistocchi (PD) rivolta all’assessore con delega alla mobilità Cristiana Casaioli. In prima battuta, per gli studenti manca la pubblicizzazione da parte del Comune di Perugia del servizio di Gimo, ripartito a regime, con validità per tutto il prossimo anno, lo scorso venerdì 27 ottobre, dopo mesi di trattative a seguito di una prima fase di sperimentazione in campo per alcuni mesi fino allo scorso 30 giugno. “Durante la sperimentazione – scrivevano nei giorni scorsi i sindacati studenteschi con un loro post su Facebook il Comune di Perugia non fece alcuno sforzo per pubblicizzare un progetto che a parole ( e con il logo) sosteneva. Il nostro augurio è che dal 27 ottobre, giorno in cui ripartirà il nuovo Gimo 2.0, l’Amministrazione possa cambiare rotta e convincersi che un impegno attivo di tutti i partner istituzionali e non nella pubblicità è solo un beneficio per la Città di Perugia e i suoi cittadini”.


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Sul sito del Comune di Perugia compare un solo annuncio nel quale si legge: “dal 27 ottobre 2017, tornano a Perugia le linee di mobilità notturna GIMO, programmate per le serate di venerdì e sabato nella fascia oraria 22.00-2.30. Pensato principalmente per le esigenze degli studenti universitari (GIMO è l’acronimo di Giovani In Mobilità), il servizio si rivolge anche a turisti e perugini che intendono usufruire delle attività culturali e sociali in città senza utilizzare l’auto privata. Le linee collegano il centro con i principali quartieri di Perugia partendo da p.zza Italia con una circolare destra e una circolare sinistra – GIMO 1 e GIMO 2 – che toccano Monteluce, Elce, San Marco, Santa Lucia, Ferro di Cavallo, San Sisto (Ospedale), via Settevalli, via della Pallotta e via dei Filosofi. GIMO 3, sempre in partenza da p.zza Italia, collega il centro storico con Ponte Felcino, Ponte Valleceppi e Ponte San Giovanni. Sono previste 5 corse per ogni linea con partenze ogni ora. Il servizio è programmato fino al 16 dicembre 2017, per ripartire successivamente a febbraio 2018″.

Simile la comunicazione sul sito di Bus Italia, dove “non compare la tratta che collega il Gimo anche con il territorio di Ellera Corciano – dicono ancora gli studenti da Udu – come proposto in fase di riattivazione del progetto“. Sul sito di Bus Italia, compaiono gli orari e le tratte, divise in tre, di cui la terza riguarda il collegamento tra i ponti. “Venerdì 27 – dichiarano ancora gli studenti – abbiamo preso anche noi il Gimo. E abbiamo potuto notare come effettivamente la tratta non comprendesse anche il Comune di Corciano. Non siamo più disposti a tollerare l’atteggiamento di chi per miseri calcoli politici sacrifica l’interesse dei cittadini e della Città”, dichiarano gli studenti.

Durante la seduta del Consiglio, inoltre, il consigliere Tommaso Bori (PD) ha interrogato la giunta a riguardo, chiedendo spiegazioni in particolare sulla mancata pubblicizzazione del servizio “che risente così, a causa di una giusta informazione, in termini di accessi, di utilizzo degli autobus della mobilità notturna oltre che naturalmente di visibilità. Non si può lasciare tutto sulle spalle di studenti volontari che hanno progettato un servizio che ha un valore importante per la comunità perugina tutta”, ha detto Bori.

L’assessore Casaioli ha risposto aggiungendo che “nell’ultimo incontro con l’assessore regionale Chianella e i rappresentanti degli studenti che si è tenuto il 2 ottobre si era convenuto che il servizio potesse partire da venerdì 27 ottobre con un finanziamento in parte a carico della Regione e in parte del Comune, a valere sulle risorse supplementari per i servizi di trasporto pubblico locale su gomma stanziate dalla regione ma ancora in attesa di copertura finanziaria. Gimo – ha spiegato l’assessore – è considerato un servizio minimo al pari di altri servizi finanziati dal Fondo Trasporti. Gli stanziamenti comunali fatti in sede di bilancio preventivo erano già tutti impegnati per la copertura dei servizi minimi, quindi per coprire ulteriori km si doveva prevedere una copertura aggiuntiva che non poteva essere quella delle risorse sopra menzionate, a meno che non si ipotizzassero tagli sul trasporto diurno. Il Comune, quindi, non poteva attivare ulteriori servizi in mancanza di risorse aggiuntive accertate. Le comunicazioni al riguardo da parte della regione sulle modalità di erogazione delle risorse supplementari sono arrivate a ridosso dell’avvio del servizio stesso e questa incertezza ha fatto si che lo stesso non potesse essere adeguatamente comunicato”.

Per gli studenti si tratta di una “paradossale risposta dell’assessore Casaioli che ha ammesso in primis di non essere a conoscenza dell’effettivo percorso della mobilità notturna e tanto meno delle successive modifiche apportate. L’assessore ha poi espresso un parere negativo sulla sperimentazione della scorsa primavera, nonostante a Settembre sostenesse l’esatto contrario, mettendo in luce la reale posizione dell’Amministrazione nei confronti di Gimo. Un’Amministrazione che non era neanche presente all’inaugurazione di un servizio fondamentale per la Città. Come Sinistra Universitaria Udu Perugia e Altrascuola Rete degli Studenti medi Perugia riteniamo scandalosi i toni della risposta che da un lato denotano l’incompetenza o la malafede di un assessore che non è a conoscenza dei dettagli di un servizio pubblico di cui è responsabile; dall’altro lato prendiamo finalmente atto come la mancata pubblicizzazione sia un deliberato atto di boicottaggio”.

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