Giano dell’Umbria, scoperta a Montecchio una lunetta federiciana datata 1223

Giano dell’Umbria, scoperta a Montecchio una lunetta federiciana datata 1223

Per il sindaco Marcello Bioli “una ricchezza per la città” | Questa mattina la presentazione a Palazzo Donini

Una lunetta federiciana inedita, datata 1223 e raffigurante Federico II di Svevia che riceve lo scettro gigliato dalla madre Costanza d’Altavilla, è stata scoperta da Carlo Bizzarri sul portale della chiesa di San Bartolomeo nel castello di Montecchio.

Fatta oggetto di una pubblicazione a stampa, presentata questa mattina nella sala Fiume di palazzo Donini alla presenza del sindaco di Giano dell’Umbria Marcello Bioli, dell’Onorevole Giampiero Giulietti, dell’assessore alla Cultura della Regione Fernanda Cecchini e del consigliere regionale Giacomo Leonelli, la scoperta rappresenta un fatto importante per il territorio e, soprattutto in virtù delle particolarità della rappresentazione, per la storia dell’Umbria.

La lunetta, infatti, “documenta pertanto con anni di anticipo il diritto ereditario per via femminile come verrà stabilito nelle costituzioni di Melfi” oltre che “la corretta data e l’abbinamento con il nome di Papa Onorio III presente a Perugia e testimone del buon rapporto tra Impero e papato”, scrive Bizzarri.

“È riconosciuta – inoltre – per la prima volta la firma dell’autore (lapicida), come già a Spoleto, Foligno e Bevagna”. “Spero che questo manufatto – ha detto Bizzarri – rappresenti un motivo per rileggere la storia dell’Umbria”. Due annidi lavoro hanno consentito a Bizzarri di datare con precisione la lunetta, con il contributo del professor Bartoli Langeli, e di descriverne minuziosamente le caratteristiche.

Quattro le figure scolpite, due maggiori, di cui una in trono con testa coronata (sicuramente l’imperatore), due minori;due gli elementi che hanno guidato, insieme alle iscrizioni, l’attribuzione: lo scettro gigliato, a simboleggiare il dominio sulla Normandia (un territorio a ridosso dei Monti Martani), e il rapace,riconoscibile dalle zampe possenti e dal becco adunco, entrambi presenti nello stemma di Federico II.

“Una scoperta che ci rende orgogliosi – ha sottolineato in occasione della presentazione Bioli – e che rappresenta una ricchezza per la città e in particolare per Montecchio e per la cui valorizzazione ci impegneremo”. “La particolarità dell’Umbria – ha sottolineato l’assessore Cecchini – è proprio quella di avere un patrimonio che fa sì che ogni comunità abbia la possibilità di curare al meglio la propria identità e di aprire pagine nuove nella storia dei territori. Federico II ha lasciato in questa terra le sue tracce e questa scoperta potrebbe rafforzarle. Mi auguro di poter essere un interlocutore positivo”. “Si tratta di una scoperta di grande interesse – ha concluso Leonelli – che qualifica un territorio già ricco. Una perla di cui va reso merito e omaggio a chi si è speso. Speriamo che sia un elemento ulteriore per attrarre qualche curioso in più in queste zone e in questa regione che ha tanto da dire e tanto da dare”.