Furti in tutta la provincia, il fenomeno dell’ “integrazione antisociale” e la gente si difende con i social

Furti in tutta la provincia, il fenomeno dell’ “integrazione antisociale” e la gente si difende con i social

Ondata di criminalità e risvolti sociali, come cambia “il volto” dei ladri secondo l’analisi dei dati


Furti e rapine, colpi ai bancomat: Perugia fa i conti con una nuova ondata di crimini. Sono settimane durissime per gli addetti al controllo e alla sicurezza sul territorio. Per quanto le forze dell’ordine abbiano alzato il livello di guardia e siano impegnate costantemente in servizi di controllo i ladri e i criminali hanno colpito duramente in tutta la provincia.

Colpi in tutta la provincia

Diversi i colpi ai bancomat, postamat da quello di castigliane del Lago con bottino da 50 mila euro asportati dalla cassa continua di Poste Italiane a quello alla Ubi Banca di Via Mario Angeloni, passando per le tre rapine tra tabaccheria e sala giochi di Corciano e Ferro di Cavallo al raid di furti a Ponte San Giovanni e alla Trinità. Modus operandi completamente diversi, certo, difficile immaginare che  i ‘topi d’appartamento’ si diano anche  ai colpi a mano armata (come nel caso delle rapine di Corciano). Ma si rileva una recrudescenza degli episodi criminali più significativa che in altri periodi.

Come ci si difende

I territori colpiti vanno da Assisi a Perugia, passando per Collestrada, Ponte San Giovanni e prima periferia del capoluogo, da Todi a Bastardo e poi Mugnano, Corciano e Trasimeno. Una vera e propria ondata di furti nelle abitazioni che si è mantenuta costante nell’ultimo periodo. In media – tra gli interventi di polizia e carabinieri sono almeno cinque gli episodi che ogni giorno vengono denunciati e impegnano gli operatori in interventi. Le segnalazioni dei cittadini arrivano su Facebook, al telefono e in chat, c’è chi pensa al controllo di vicinato chi avvia gruppi su watsapp per scambiarsi informazioni tra vicini, chi come le aziende si affida al controllo privato e collega il sistema di allarme con le centrali dei vigilantes.


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Il più diffuso fenomeno criminale

Il 54-57% dei delitti commessi in provincia di Perugia (dal giugno 2016 al giugno 2017) riguarda proprio i reati contro il patrimonio e quindi i furti (sia in abitazione che all’interno delle auto). Come riferito nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018 della Corte d’Appello con dati relativi ai 12 mesi del 2016/2017 “la criminalità diffusa, i cosiddetti reati da strada, costituisce la forma delinquenziale che maggiormente interessa questo territorio. I reati predatori, infatti, ‘pesano’ in maggior misura sui dati statistici riguardanti l’andamento della criminalità. Relativamente ai furti e alle rapine si registra un leggero incremento. Un dato che merita particolare attenzione, è quello dei furti degli sportelli bancomat, anch’essi in lieve aumento. Assumono specifico rilievo le truffe in danno di anziani, soggetti deboli e più facilmente raggirabili”. Oltre 20.00 le denunce presentate in Umbria per reati contro il patrimonio e di furti contro ignoti.

Integrazione antisociale

“I furti, – ha detto il Presidente della Corte d’Appello Mario Vincenzo d’Aprile – che per anni hanno visto prevalentemente impegnati i minori Rom (con estrema frequenza si rileva il costante impiego di giovani donne incinte) da diverso tempo vede come soggetti attivi: egiziani, marocchini, kosovari, ivoriani, sudamericani, assai di frequente in concorso con minorenni italiani, in una sorta di ‘integrazione antisociale’“.  

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