Fontanelle Umbra Acque, i numeri del successo/ Erogati un milione e 600mila litri di acqua potabile

Fontanelle Umbra Acque, i numeri del successo/ Erogati un milione e 600mila litri di acqua potabile

Un milione e 600mila litri. Questa la quantità di acqua potabile erogata nel 2013 dalle due fontanelle che Umbria Acque ed Amministrazione comunale hanno attivato in via della Barca a Città di Castello e a Trestina. Luca Secondi, assessore alle Politiche ambientali del comune tifernate, ha sottolineato: “Un milione e 600mila litri per un risparmio di 320mila euro ed un vantaggio ambientale pari a un milione e 100mila bottiglie di plastica in meno”. Secondi ha poi dichiarato: “Un incremento progressivo e netto del ricorso a questo tipo di approvvigionamento, che mette insieme economia e ecologia grazie al positivo bilancio in termini di risorse naturali insito nel sistema delle fontanelle di acqua pubblica. I tifernati hanno modificato rapidamente le proprie abitudini al consumo, manifestando anche in questo caso una propensione spiccata verso quelle pratiche che hanno meno impatto sull’equilibrio dell’habitat. Naturalmente gli standard del servizio sono alti dal momento che Umbria acqua ne cura la gestione, assicurando controlli capillari e permanenti sulla qualità. Allo stesso tempo il prezzo calmierato è un elemento di attrazione ulteriore in un momento di contrazione dei redditi familiari”. Un litro e mezzo di acqua presso le fontanelle di via della Barca e di Trestina costa 5 centesimi, è disponibile 24 ore su 24 ed è a un livello di refrigerazione di circa 7 gradi. Una curiosità: i dati dicono che mentre nella postazione tifernate i cittadini preferiscono l’acqua frizzante a quella naturale, a Trestina accade il contrario. “Accanto alla raccolta differenziata e al circuito di smaltimento corretto dei materiali nelle isole ecologiche, le fontanelle dell’acqua pubblica sono uno dei maggiori avanzamenti verso una società a sviluppo sostenibile – ha concluso Secondi – la conversione ecologica dei nostri stili di vita non è un’imposizione dall’alto ma, più spesso di quanto si creda, una scelta di buon senso alla portata di tutti”.