Foligno, successo del convegno “Federico Frezzi e il Quadriregio nel Sesto Centenario della sua morte”

Foligno, successo del convegno “Federico Frezzi e il Quadriregio nel Sesto Centenario della sua morte”

Straordinario impegno culturale con molti accademici provenienti da università italiane e straniere | I contributi accademici saranno pubblicati negli “Atti del convegno” nel 2018

Intorno al 20 marzo 1416, durante il Concilio di Costanza, morì Federico Frezzi, vescovo domenicano di Foligno, autore del poema “Quadriregio”, consigliere di Ugolino Trinci. Nei giorni 23, 24 e 25 febbraio 2017, a Foligno e a Perugia si è svolto il Convegno internazionale di studi “Federico Frezzi e il Quadriregio nel Sesto Centenario della sua morte (1416-2016)”.

Uno straordinario impegno culturale per analizzare da differenti aspetti storico-critici sia la personalità dell’autore che la sua opera poetica. A tal fine sono convenuti accademici provenienti da diverse università italiane e straniere, supportati logisticamente dal Centro di ricerche Federico Frezzi per lo studio della civiltà umanistica, dal presidente Massimo Carcani Bartoli, nonché dagli studiosi associati al Centro di ricerche. I contributi accademici saranno pubblicati negli “Atti del convegno” nel 2018: una pietra miliare nella storia della nostra città.

Jean-Baptiste Delzant (Aix-Marseille) ha trattato della signoria dei Trinci; Elena Laureti ha evidenziato come i rapporti tra Federico e la rete familiare trinciana fossero costanti e ora documentati dalla ricerca archivistica; di questo settennale lavoro d’archivio, svolto con gruppi di studenti del Liceo Classico folignate, coordinati dal Centro Frezzi, hanno discusso Maria Biviglia e Federica Romani, dottoresse archiviste che hanno operato nei diversi progetti. Carlo Longo OP (Roma) ha individuato inedite notizie biografiche su Frezzi. Questi gli interventi del 23 febbraio, in Palazzo Trinci e coordinati da Enrico Menestò (Perugia).

Nel pomeriggio, con il coordinamento di Paola Monacchia (Perugia), si sono susseguiti i fondamentali apporti di Marina Soriani Innocenti, Università di Pisa, città dove Frezzi ha conseguito il magistero in Teologia. Alessandra Panzanelli (Oxford) ha illustrato la fortuna del “Quadriregio” nelle prime edizioni a stampa; mentre Anna Cerbo (Napoli) ha dimostrato come il poema frezziano sia stato ampiamente imitato da Paolo Regio e trasfuso nella sua “Sirenide”.

Fabio Forner (Verona) ha approfondito il discorso sull’Accademia dei Rinvigoriti e l’edizione folignate del poema del 1725. La seconda giornata di studi, coordinata da Carla Gambacorta e da Paola Bianchi De Vecchi, si è tenuta a Perugia, Palazzo Gallenga, Università per Stranieri; dopo i saluti del Rettore Giovanni Paciullo, sono intervenuti: Francesco Scomparin sul rimario del “Quadriregio” e la fonte dantesca, Saverio Bellomo sull’imitazione della Comedìa dantesca, Cristiano Lorenzi sul “Quadriregio” e Fazio degli Uberti; i tre professori tutti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Sandro Bertelli (Ferrara) ha considerato la tradizione manoscritta del poema frezziano.

Ha concluso la terza sessione del convegno Giovanna Lazzi (Firenze), discutendo sull’apparato decorativo del “Quadriregio” tra manoscritti e stampe. Carla Gambacorta (Perugia) ed Enzo Mattesini (Perugia) hanno chiarito alcune problematiche sulla lingua del poema operando dei confronti a partire dalla tradizione manoscritta sino all’editio princeps del 1481. Daniele Piccini (Perugia), presidente del Comitato Scientifico del Convegno di studi, ha trattato le questioni filologiche relative al poema. Su “Le antiche edizioni del Quadriregio nella storia dell’antiquariato e del collezionismo librario” ha parlato Edoardo Barbieri (Milano). Il “Codice-Ariosto” è stato davvero postillato da Ludovico Ariosto? Martina Stella (Perugia) ha cercato di risolvere l’enigma.

L’ultima giornata del convegno, 25 febbraio, si è svolta in Palazzo Trinci, coordinata da Piccini. Carla Frova (Roma) ha argomentato sulla formazione domenicana alla fine del XIV secolo; a seguire Paola Tedeschi e Attilio Turrioni hanno discusso sull’unico altro scritto lasciato da Federico: è lecito o no uccidere il tiranno? Maurizio Coccia ha ricreato, anche graficamente, gli spazi e i paesaggi dei molteplici regni frezziani. Stefano Andres (Pisa) ha individuato nel “Quadriregio” interi passi che denotano, da parte del Folignate, una competenza specifica in campo giuridico. Corrado Viola (Verona) ha analizzato il “Quadriregio” nei giudizi dei principali teorici e critici arcadici.

Seppur assenti, Giovanna Rao (Firenze) e Maria Grazia Bianchi (Losanna) hanno non di meno inviato i loro rispettivi interventi: i codici frezziani conservati nella Biblioteca Medicea Laurenziana, e Jacopo Corbinelli lettore di Frezzi, relazioni lette da Piccini. Assenti: Alberto Viganò OP, i cui studi si sono concentrati sul fondamentale aspetto teologico del “Quadriregio”, e Alessandro Pancheri (Chieti-Pescara) su Petrarca e la poesia frezziana: i loro contributi confluiranno negli “Atti”. Per il Convegno il Centro Frezzi ha ricevuto l’alta onorificenza della Medaglia del Presidente della Repubblica.
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