Flop Studios Papigno a Terni | Inchiesta di Report, Benigni “Non so quanti soldi ho perso”

Flop Studios Papigno a Terni | Inchiesta di Report, Benigni “Non so quanti soldi ho perso”

Questa sera uno speciale dedicato al fallimento degi Umbria Studios nella trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci

Un flop ‘kolossal’ quello relativo agli Umbria Studios, il progetto di realizzare un polo cinematografico a Terni, precisamente a Papigno; almeno questo è quanto emergerebbe dall’inchiesta di “Report”, popolare programma di Rai3, che questa sera andrà in onda con uno speciale proprio sugli Studios.

Ad anticipare la notizia è stato il “Fatto Quotidiano”, secondo il quale, questa sera, verranno ricostruite tutte le vicende e gli intrighi tra politica e potere che hanno portato al fallimento del progetto sponsorizzato dal premio Oscar, Roberto Benigni che a Papigno ha girato “La vita è bella” e “Pinocchio”.

Il nome di Benigni aveva attirato l’interesse della politica, tanto che tramite fondi pubblici, europei, statali e locali, si era arrivati a investire circa 16 milioni di euro, questa la cifra stimata dai giornalisti di Report, per allestire gli Umbria Studios, che avrebbero dovuto far concorrenza, addirittura, a Cinecittà.

Gli Studios hanno presto raggiunto un passivo di 5 milioni di euro e sono stati rilevati dalla cordata imprenditoriale composta da Luigi Abete, Aurelio De Laurentis e Andrea Della Valle. Sempre secondo “Report”, Roberto Benigni avrebbe rimesso di tasca propria circa 5 milioni di euro, ma il regista avrebbe risposto ai giornalisti che lo hanno raggiunto “Non so quanti soldi ci ho perso”.

Sull’esattezza delle cifre investite e sulle perdite, l’avvocato Michele Gentiloni Silveri, cugino del premier, avrebbe inviato una lettera di diffida al programma condotto da Sigfrido Ranucci, sulla messa in onda dell’inchiesta. Stando a quanto anticipato da “Il Fatto Quotidiano”, sarebbe pronta già una richiesta di risarcimento danni.

Gli Studios di Papigno, di proprietà della casa di produzione di Benigni della moglie Nicoletta Braschi al 40% “Malampo”, fondata nel 1991 (il restante 60% delle quote appartengono a Cinecittà) nel 2010 hanno vissuto l’anno più difficile della loro storia. Lo stesso cda, tramite un verbale di assemblea, informava infatti che “Il presidente conferma che il 2009 è stato un anno in perfetta continuità con l’andamento economico negativo dell’anno precedente. Non è stato infatti possibile utilizzare il sito per il perdurare del rumore prodotto dal cantiere dell’ANAS per la realizzazione del viadotto sulla Valnerina e della Galleria di collegamento per il completamento dei lavori della Superstrada Orte Rieti, i cui lavori si protrarranno ancora per circa 6/7 mesi”. Il polo cinematografico è stato dunque chiuso per mancanza dei requisiti necessari per l’affitto alle produzioni.

Nello stesso verbale si legge ancora: “Inoltre, il Socio Cinecittà Studios ha sollecitato la Regione Umbria affinché riattivi un organismo simile alla Umbria Film Commission che è stata assorbita dalla APT, ma a tutt’oggi, non vi sono novità”, quindi mancanza di ulteriori fondi per la realizzazione del progetto.

A ‘completare’ il quadro un ulteriore considerazione del presidente del cda: “Il Presidente fa presente, inoltre, che il Consiglio ha in programma di approfondire le notizie recentemente apparse sulla stampa specializzata che indicherebbero il sito di Papigno tra i 44 siti italiani a rischio di inquinamento. Ove tale circostanza risultasse verificata sarebbe necessario accertare il tipo e la gravità di tale inquinamento e gli effetti, anche potenziali, su coloro che hanno lavorato nel sito, le possibilità di proseguire l’utilizzo dello stesso anche dopo il superamento dei motivi contingenti”.