Festival, splendido Richard Galliano al Nuovo di Spoleto | Applausi scroscianti e 3 bis

La star internazionale della fisarmonica accompagna il pubblico in un viaggio tra calle argentine e boulevard parigini

Immaginate una colonna sonora ideale, per un viaggio o una lunga passeggiata a piedi in qualche calle argentina o per qualche boulevard parigino, un giro senza fretta, di quelli che non hanno orari ne punti di arrivo ne regole da rispettare, ne mai ce l’avranno.
Poi pensate anche che per questa colonna sonora ci vuole uno strumento che è comune a tutte e due le tradizioni musicali, quella europea e quella sudamericana, come la fisarmonica o il bandoneon.
Se questa può essere la descrizione di qualcosa di assolutamente piacevole, confortevole a tratti anche commovente e lussuosa, allora siete tra coloro che l’hanno vissuta concretamente ieri sera al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti per il concerto di Richard Galliano Sextet, ultimo degli spettacoli “fuori programma”, nel weekend pasquale a Spoleto e sotto la regia del Festival dei Due Mondi.

Un teatro pienissimo (mancava solo il pubblico del Loggione) e non di soli spettatori spoletini. Molti infatti gli appassionati, venuti da ogni parte, del genere musicale proposto dallo straordinario Richard Galliano, vera star internazionale della fisarmonica e del bandoneon, interprete, compositore e sodale di grandi autori come Astor Piazzola o Claude Nougaro.

Richard Galliano

Un musicista che nella sua lunga carriera, iniziata prestissimo sotto la guida del padre Lucien, maestro fisarmonicista a sua volta, ha avuto innumerevoli e prestigiose collaborazioni con cantanti e jazzisti di fama (Al Foster, Juliette Greco, Charles Aznavour, Ron Carter, Chet Baker, Enrico Rava, Paolo Fresu, Martial Solal, Miroslav Vitouš, Trilok Gurtu, Jan Garbarek, Michel Petrucciani, Michel Portal, Eddie Louiss, Dick Annegarn e Toots Thielemans) a riprova della estrema fluidità interpretativa e della sua immensa tecnica esecutiva.

galliano-21-copiaTecnica e interpretazione che nello strumento della fisarmonica sono scandite dalla bellissima e seducente danza del mantice che modula sentimenti e soffia idee improvvise laddove si pensa si stia solo suonando note scritte su un pentagramma. Un pò come fa il Tango con i guizzi improvvisi di gambe dei ballerini o nelle interminabili e lente milonghe, ballate in qualche piazza o in mezzo ad un vicolo.

Il concerto

Ed è proprio in questo momento di “viaggio”che il pubblico del Nuovo è stato cullato e accudito, dal suono della fisarmonica di Galliano e dagli archi del suo Sextet, per un concerto in cui sono state eseguite musiche di Piazzolla e dello stesso Galliano.
Una lunga camminata tra suite, moderati malinconici e allegri energici, ma anche tanghi e milonghe che hanno lasciato tutti davvero a bocca aperta.galliano-9-copiaDu Tango Nuevo à la New Musette è il titolo chiarificatore dello spettacolo, in cui è chiaro il viaggio, la passeggiata, tra i generi e gli stili offerta da Galliano accompagnato da 5 splendidi musicisti: Bertrand Cervera-primo violino, Saskia Lethiec-violino, Jean Paul Minali Bella-viola, Eric Levionnois-violoncello e Sylvain Le Provost-contrabbasso.
La interazione tra archi e fisarmonica non è ovviamente una novità, ma forse la formula in sestetto risulta ideale per un certo tipo di composizioni. E l’effetto in teatro è davvero splendido, di misura, ne troppo gridato ne troppo sussurrato. Quanto basta per avere a Spoleto un vero momento di spettacolo, degno del marchio Festival dei Due Mondi.

La scelta del Festival dei Due Mondi

Ne è consapevole il Direttore Artistico Giorgio Ferrara, che non rinuncia alla consueta presentazione in platea prima del concerto, in cui si ribadisce la positività della nuova iniziativa degli spettacoli “fuori programma”, in occasione del Natale e della Pasqua. Oggi più che mai, dopo il terremoto, un segno di attenzione e vitalità che nella giornata di ieri, 17 aprile Pasquetta, è stata segnata da una magnifica giornata di sole in cui Spoleto era di nuovo animata e piena di visitatori come prima del disgraziato 24 agosto del 2016.
galliano-5-copiaFerrara non rinuncia alle solite gag con il pubblico e “litiga” per qualche secondo con il termine bandoneonista, per poi chiudere sornione con una spiegazione alla buona “… che poi sarebbe la fisarmonica“. Bandoneon e fisarmonica non sono naturalmente la stessa cosa, ma siccome hanno il mantice tutte e due, Ferrara è salvo in corner con un sorriso.
Presenti in platea molti degli sponsor del Festival, salutati uno ad uno dal Direttore artistico, mentre dai palchi “sorvegliano” il sindaco Fabrizio Cardarelli e l’assessore alla cultura Camilla Laureti.

Ci sarà tempo, invece, per capire meglio alcune scelte artistiche del Festival, mentre si è in attesa di conoscere il programma definitivo che sarà presentato ufficialmente il prossimo 3 maggio a Roma. Scelte che, come quella di Richard Galliano (o come quella di Stefano Bollani come solista al Concerto in Piazza di Spoleto59- CLICCA QUI), sembrano privilegiare una certa via della contaminazione tra generi, non tanto in senso sperimentale, ma in quello della qualità-quantità. Una sorta di rincorsa a “chi ce l’ha più…bravo”, propio mentre a Terni si è appena concluso l‘Umbria Jazz Spring, ovvero il ritorno in grande stile della carovana di patron Pagnotta, nel tentativo di tornare ai vecchi fasti degli anni ’70 a Villalago con Keith Jarrett, Miles Davis e compagnia cantante.

Una vecchia tiritera, quella della competizione casalinga, che non fa bene a nessuno. E giusto per non farsi mancare proprio nulla ricordiamo che quest’anno il Festival e UJ, replicheranno una bella settimana di sovrapposizione totale tra i due programmi, dal 7 al 16 di luglio. Fantastico!
Per la cronaca lo strabiliante concerto di Richard Galliano Sextet si è concluso con 3 bis (immancabile una lirica ed ispirata Oblivion di Astor Piazzolla) e 10 minuti di applausi. Meglio di così davvero non si poteva.

Riproduzione riservata

Foto e video: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)