Festival Due Mondi, presentata al Mibac Spoleto60 | Avanti Pop, arriva il Kung Fu di Jackie Chan

Festival Due Mondi, presentata al Mibac Spoleto60 | Avanti Pop, arriva il Kung Fu di Jackie Chan

Borletti Buitoni, “Spoleto esempio di grande vocazione per cultura e arte” | Ferrara, “Allargare i confini dei due mondi al mondo intero”

Sessanta anni e non li dimostra. Anzi a ben guardare il Festival dei Due Mondi, nel 10° anno della gestione Giorgio Ferrara, dimostra una vitalità insospettabilmente camaleontica. Per una curiosa assonanza del destino il 60° anno della kermesse festivaliera viene infatti celebrato con un programma dalla forte impronta Pop. Quel genere di cultura musicale e sociale che iniziò a prendere piede in Italia propio negli anni ’60. Ancora una volta, dunque, sollevando mugugni ma anche sincera curiosità.

In verità Giorgio Ferrara a Spoleto è stato fin da subito un formidabile animale da palcoscenico dotato di fiuto eccezionale per l’ambiente che lo circondava. E chi lo ha sempre contestato deve pur ammettere che anche difronte a scelte considerate nella migliore delle ipotesi originali, per non dire strambe, il direttore artistico del Due Mondi ha sempre tagliato e cucito la manifestazione, non soltanto con la stoffa che aveva a disposizione, ma sopratutto su misura per il pubblico ed il contesto sociale ed economico del momento. Il tutto senza debiti e pagando tutti nei tempi dovuti.

Ed è proprio di questa affidabilità che ha parlato con entusiasmo oggi, 3 maggio, presso la Sala Spadolini del Mibac, il Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni (assente per impegni istituzionali il Ministro Dario Franceschini), in occasione della presentazione ufficiale del programma di Spoleto60.

“Tramite il Festival la cultura del mondo arriva a Spoleto e da Spoleto si diffonde nel mondo”, sostiene il Sottosegretario Borletti Buitoni. Ed ancora, “Spoleto è un esempio di grande vocazione per la cultura e per l’arte”.

Carla Fendi e Giorgio Ferrara

Carla Fendi e Giorgio Ferrara

Un Festival dunque che gode del più ampio sostegno del Ministero, ma che sopratutto è una delle pochissime manifestazioni culturali italiane che riesce a veicolare con successo, anche grazie alle numerose collaborazioni nazionali ed internazionali, l’amore per la cultura a 360° sia in Italia che all’estero. Esattamente come era nelle intenzioni del fondatore Gian Carlo Menotti che al momento di iniziare la sua avventura a Spoleto, inquadrò il pubblico a cui rivolgersi (All’epoca gli eccentrici miliardari americani che finanziavano generosamente gli artisti come Menotti), nel contesto sociale ed economico dell’Italia della fine degli anni ’50, e tirandone fuori una manifestazione che ancora oggi è decisamente in ottima salute.
Nel suo intervento prima dell’illustrazione del programma, il Direttore Artistico chiarisce così ancora una volta in cosa è consistita la “cura Ferrara”.

Riorganizzazione della vecchia macchina del Festival, con un grande lavoro di recupero delle relazioni esterne, con i media e le istituzioni. Una seconda fase di consolidamento riportando il Festival ad essere un evento da non mancare. Ed infine la grande sfida rispetto agli esordi della manifestazione, “La nostra sfida era riaccendere il dialogo tra passato e presente, allargando i confini dei due mondi al mondo intero”.

Prova ne sono anche le costanti manifestazioni di interesse da parte di grandi artisti che hanno intenzione di partecipare al Festival o ci ritornano entusiasti (uno per tutti il grande regista americano Bob Wilson), ma sopratutto l’attenzione degli sponsor senza i quali la manifestazione non si potrebbe fare con la stessa intensità di proposta con la quale il pubblico si è abituato ad avere a che fare da sempre. Alcuni se ne vanno dopo qualche tempo, ma subito ce ne sono degli altri che sostituiscono i primi. Ma di questo parleremo dopo.

Il VSG Salvo Nastasi e il sindaco Fabrizio Cardarelli

Il VSG Nastasi e il sindaco Cardarelli

Ferrara, tanto per sottolineare i legami inossidabili, racconta tutto questo sotto gli occhi attenti di Salvatore Nastasi, detto Salvo, oggi Vice segretario generale di Palazzo Chigi, e neo presidente del CdA dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ma all’epoca dello strappo con la famiglia Menotti potente Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali per gli Spettacoli dal vivo. Colui insomma che poteva decidere cosa e come finanziare in termini di manifestazioni dal vivo. Lui, e l’allora Ministro Francesco Rutelli, optarono per la “cura Ferrara”. Ed oggi a Roma, nel 60° anno di vita del Festival dei Due Mondi si può dire che il malato è stato guarito.

IL PROGRAMMA

Croce e delizia, elenco interminabile di inutili spigolature degli orfani in gramaglie del tempo che fu, i programmi targati Giorgio Ferrara sono quanto di più semplice si possa immaginare.
Si apre il frigorifero e con quello che si trova si prova a cucinare 15 giorni di appuntamenti stando attenti ad acquistare solo ciò che la ricetta richiede. Niente orpelli ma sopratutto niente derive. E per quanto è possibile tante collaborazioni, come quella ultima con il Festival di Cartagena ad esempio, che sta dando interessanti frutti nel settore dell’Opera lirica. Un pizzico di produzione propria, che insaporisce il tutto, ed infine una cottura a puntino per la delizia di tutti i palati.

Annunciate a marzo alcune anticipazioni sostanziose e sulle quale non vi tedieremo oltre (CLICCA QUI), nell’appuntamento ufficiale di oggi Ferrara aggiunge il sale alla pietanza. Un sale particolare che profuma di forza e Pop a più non posso. Ma andiamo per ordine.

I PUNTI DI FORZA – Fedele alla regola “se una cosa va bene e piace, perchè cambarla?”, l’impostazione di Spoleto60 è praticamente tale e quale a quella di Spoleto59, ma con alcuni punti di forza indubitabili.

Il primo su cui si stanno scatenando entusiasmi da stadio è il ritorno di Maurizio Galante, il costumista delle Nozze di Figaro, che vestirà i protagonisti del Don Giovanni. Il Dio dei Costumi ha ascoltato le nostre preghiere!

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Carla Fendi e Adriana Asti

A seguire lo spettacolo organizzato dalla Fondazione Carla Fendi e che fa da cornice al Premio che la Fondazione assegna nel corso della manifestazione a personalità di alto valore nel campo dell’arte e della cultura e ormai giunto alla VI^ edizione. La Signora Carla Fendi, presente oggi al Mibac, ha voluto per Spoleto un progetto del bravissimo Quirino Conti che firma anche la regia su Genesi e Apocalisse-L’inizio e il compimento, uno spettacolo che mescola le suggestioni materiche di Sandro Chia in Genesi e la visionarietà onirica del famoso regista Peter Greenaway in Apocalisse. A questo si aggiunge una performance introduttiva con gli interventi di Massimo Cacciari e Erri De Luca. Un progetto davvero speciale con la particolarità curiosa di una sorta di caccia al premiato che verrà scoperto solo al momento della sua proclamazione come vincitore del Premio Fondazione Carla Fendi.

Torna a Spoleto anche il Vakhtangov State Academic Theatre of Russia, diretto dal legendario Rimas Tuminas. A Spoleto59 l’arrivo dei russi fu premiato con i teatri pieni per tutte le repliche, un successo incredibile se si pensa che tutti gli spettacoli erano, e saranno, rigorosamente in lingua russa. Per Spoleto60 andrà in scena, al Teatro Romano, nientemeno che Oedipus Rex di Sofocle a cui parteciperà il Coro del National Theatre of Greece. Una passeggiata sul burrone.

Altro salto dal seggiolone, la prima volta al Due Mondi, del duo Ricci/Forte. Acclamatissimi scrittori, drammaturghi e registi di culto, Ricci/Forte erano già stati protagonisti a Spoleto nel 2015 di una messa in scena alla Stagione del Teatro Lirico Sperimentale dal titolo Christmas Eve-Opera a 4 Voci e lisoformio. A Spoleto60 arrivano con Troilo vs Cressida, una traduzione e adattamento da W.Shakespeare, con gli allievi del Teatro Biondo di Palermo. La provocazione è solo uno degli aspetti del loro mestiere.

Una novità assoluta invece la collaborazione tra Bob Wilson e gli allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Il famoso regista texano, ormai spoletino d’adozione, metterà in scena a San Nicolò il suo Hamletmachine, scritto e ideato con il commediografo Heiner Muller proprio grazie ai giovani artisti dell’Accademia che per il regista diventeranno materia viva su cui lavorare.

Torna in scena anche Adriana Asti con Memorie di Adriana, tratto dal suo libro Ricordare e dimenticare, scritto con René De Ceccatty e con la regia di Andrée Ruth Shammah. Di questo spettacolo la curiosità più interessante e promettente al momento, esclusa la indiscutibile bravura della Signora Asti, sono le scene e i costumi a firma di Gian Maurizio Fercioni, che nella vita è anche uno dei più bravi e più vecchi tatuatori italiani viventi. Al termine dello spettacolo dunque tutti a farsi tatuare l’autografo.

Per la danza il colpaccio di Giorgio Ferrara, “li inseguivo da 3 anni…”, è la scrittura della compagnia brasiliana Grupo Corpo, fondata nel 1975 a Belo Horizonte e che iniziò a danzare con le musiche di Milton Nascimento. Dopo il travolgente successo a Spoleto59 della israeliana Batsheva Dance Company, ecco arrivare per il 60esimo un ensemble di danza contemporanea dal linguaggio unico e dalla tecnica interpretativa straordinaria. Qualcosa di molto diverso dall’etoile che balla i classici in un Gala.

Infine l’Opera lirica in un atto Delitto e Dovere liberamente tratto da Lord Arthur Savile’s crime – A study of Duty di Oscar Wilde, con musica e libretto di Alberto Colla e regia in tandem di Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, una produzione Fondazione Teatro Coccia di Novara che scambia con il Festival uno delle sue commissioni artistiche. Una novità sulla composizione contemporanea che a Spoleto è già patrimonio dei progetti commissionati dal Teatro Lirico Sperimentale.

AVANTI POP, IL PIENONE E’ ASSICURATO

Ai punti di forza seguono invece le operazioni che noi vorremo definire, non eufemisticamente, “piacione”.
Giorgio Ferrara in questo è un vero maestro, riesce sempre a trasformare una compagnia di giro o una tappa di un tour europeo in “qualcosa di assolutamente straordinario”, come ama spesso dire.

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Fernanda Cecchini e Fabrizio Cardarelli

Ed è così che avremo in Piazza Duomo una tappa del Tour Combattente di Fiorella Mannoia, ma anche la Scripted Orkestra di Henrik Schwarz, luminare della musica elettronica mescolata al Jazz e alla classica, accompagnato dall’Orchestra Roma Sinfonietta, e un ospite che nessuno si aspettava: Mario Biondi.
Biondi, che ricordiamo al Festival del 2010 circondato dai suoi numerosi figli ad uno spettacolo per bambini, canterà l’unico brano inedito del concerto scritto proprio da Shwarz. Pienoni assicurati.

Altro pienone senza se e senza ma, sarà per Van Gogh-L’odore assordante del bianco di Stefano Massini con quel fustaccio di Alessandro Preziosi. Ora si da il caso che Preziosi sia davvero un ottimo attore teatrale ma scommettiamo su torme adoranti di giovanotte di belle speranze in platea con il cellulare spianato.

Sold out assicurati per Roberto Bolle and Friends e per Il Mito di Medea-Omaggio a Maria Callas, ballato da Eleonora Abbagnato. Due spettacoloni di circuito che se si hanno i soldoni si comprano per tempo con grande soddisfazione del botteghino.

Ma il vero colpo da maestro, il guizzo di genio di Ferrara è stato un’altro in questo Spoleto60, motivo per cui si appannano tutte le altre prestazioni gloriose avute.
Sarà così la prima volta al Festival della Jackie Chan Long Yun Kung Fu Troupe. Con il sostegno del Ministero della Cultura di Cina, avremo in scena una compagnia di ballerini-atleti personalmente scelti dal mito di Hollywood, Jackie Chan. Si, avete letto proprio bene. Ora la speranza è che Chan venga a Spoleto. Sarebbe un trionfo che riporterebbe indietro l’orologio ai tempi dei miliardari eccentrici. Amanti delle Arti Marziali, siete avvertiti; premunitevi per tempo.

E se fin qui il tenore è tutto improntato alla “gioia e rivoluzione”, non mancherà anche il momento di riflessione “piaciona” e politicamente corretta con l’arrivo di Roberto Saviano ed il suo La Paranza dei Bambini, scritto con Mario Gelardi che cura anche la regia. Una storia cruda e dura che non mancherà di suscitare attenzione.

Infine, anche se verremo molto criticati, inseriamo tra gli spettacoli Pop e piacioni, il concerto finale in Piazza Duomo diretto da Riccardo Muti. Il “maestro” ormai è oltre la dimensione dell’artista ed ha raggiunto vette di notorietà che ne fanno un divo al pari di Jackie Chan, ma senza il Kung Fu. E’ lo stesso Ferrara, un pò contrito, che dice alla platea presente a Roma “Non sappiamo ancora il programma esatto del concerto, ma sappiamo che verranno eseguite musiche di Verdi e Beethoven”. Tutto molto Pop e straordinario, naturalmente.

TEATRO MON AMOUR

Questo è un settore del Festival che prima della “cura Ferrara” era sempre rimasto un pò in sordina. Ma Giorgio Ferrara non poteva tenerlo in secondo piano ed è così che saranno molte, come sempre, le aperture di sipario sulle piece teatrali originali che a Spoleto trovano spazio oltre ogni possibile immaginazione. Citiamo solo il ritorno del bravissimo Geppi Gleijeses come protagonista de Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello, autore di culto napoletano morto a soli 30 anni. Per il programma completo del settore Teatro CLICCA QUI

GLI SPONSOR- Chi entra e chi esce

Qualche novità di programma è da segnalare anche tra gli sponsor. Tra i grandi riconfermati troviamo gli ormai solidi Fondazione cassa di Risparmio di Spoleto (main supporter), Fondazione Carla Fendi (main partner), e Banca Popolare di Spoleto-Gruppo Banco Desio (premium partner). Sale direttamente dal ‘si ringrazia’ dell’anno scorso alla nuova posizione di premium supporter Intesa San Paolo, già Casse dell’Umbria. Tra le new entry troviamo ancora un altro istituto bancario, Mediolanum, in posizione ‘sponsor’ (sarà a sua cura lo spettacolo Una Stanza Viola con la famosa ballerina Simona Atzori) dove rientra anche Emu.

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Pitti Monini

Avantune si inserisce tra i technological partner dove si sposta anche Comcom, mentre fanno capolino tra gli sponsor tecnici La Liquirizia Amarelli (forse a beneficio delle ugole dei cantanti) e la Sartoria Fg Roma. Confermati tutti i grandi marchi da sempre a fianco della kermesse, due su tutti l’olio Monini e le cantine D’Amico.
Ma come di solito accade a destare maggior curiosità sono i supporter che invece lasciano il Festival. Tra gli sponsor scompare Solgenia, mentre tra i project partner, figura non più presente tra le varie posizioni a supporto si defilano: le Assicurazioni UnipolSai, Banco Popolare e BRT corriere espresso, per non parlare della Camera di Commercio di Perugia. Tra gli istituzionali si nota l’assenza anche di SIAE e INPS. Resta l’IMAIE con il relativo premio artistico.
Tra i media partner mancherà la voce di AD, Vogue, del Corriere dell’Umbria, Tiscali e Affaritaliani.it. C’è da dire che la RAI ha riconfermato la sua forte presenza sui canali Radio3, News24 e Cultura, mentre sarà potenziato il rapporto e la collaborazione con Repubblica che curerà Un caffè con gli artisti del Festival e con il Messaggero.
Infine, una decina gli sponsor tecnici che si defilano, rispetto allo scorso anno, tra cui spicca MontBlanc e insieme al quale scompare anche uno dei premi storici, nel cartellone del Festival.

GLI EVENTI

Saranno molti al solito gli appuntamenti di cornice a Spoleto60. Ricordiamo i seguitissimi incontri organizzati dal Gruppo Hdrà di Mauro Luchetti con il giornalista Paolo Mieli. Quest’anno il tema sarà Spoleto città ideale-Laboratorio di idee a confronto, il cui scopo finale sarà la creazione di una Carta di Spoleto, un manifesto programmatico per lo sviluppo della città.
Per il programma completo degli Eventi CLICCA QUI

Il programma completo di Spoleto60 e consultabile sul sito ufficiale del Festival dei Due Mondi (CLICCA QUI)

Ha collaborato: Sara Cipriani

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info (Leonardo Perini e Carlo Vantaggioli)