Festival delle Nazioni, bilancio positivo “Aumento di pubblico del 12% rispetto al 2016”

Festival delle Nazioni, bilancio positivo “Aumento di pubblico del 12% rispetto al 2016”

Il vicepresidente Ortalli “Grande successo nonostante misure di sicurezza imposte da Ministero dopo Torino, tutti i concerti sold out”

Manca ancora una serata, l’ultima con protagonista l’Orchestra Toscana (alle 21 nella Chiesa di San Domenico), ma per il Festival delle Nazioni di Città di Castello è già tempo di bilanci. A illustrare i risultati della 50^ edizione, questa mattina, nella sala del Consiglio comunale, erano presenti il vicepresidente del Festival delle Nazioni Massimo Ortalli, il direttore artistico Aldo Sisillo, il direttore organizzativo Roberto De Lellis e il vicesindaco tifernate e assessore alla Cultura Michele Bettarelli.

Reputiamo questa 50^ edizione del Festival delle Nazioni un grande successo – ha esordito Ortalli – Pur avendo avuto meno posti a disposizione in particolare nella Chiesa di San Domenico, in virtù delle nuove misure di sicurezza imposte dal Ministero dopo i fatti di Torino, tutti i concerti hanno registrato il sold out e non solo gli eventi che si sono svolti nelle sedi principali ma anche quelli per così dire ‘minori’, in spazi con capienza ridotta. Abbiamo sentito una partecipazione notevole da parte dei cittadini, testimonianza del fatto che Città di Castello, ogni anno, si avvicina e si affeziona di più al Festival“.

Quest’anno, per onorare la 50^ edizione e concludere al meglio il progetto triennale con la Germania, lo sforzo nella ricerca di artisti di qualità è stato particolare – ha sottolineato SisilloEd è stato possibile avere gli artisti che abbiamo avuto perché in questi anni ci siamo conquistati una credibilità e un’affidabilità che non sempre in Italia vengono riconosciute. Dal punto di vista artistico io non posso che ritenermi soddisfatto. Abbiamo proposto serate piacevoli e di intrattenimento, affrontando anche tematiche difficili per far riflettere: alcuni concerti sono stati ‘duri’ dal punto di vista dei contenuti, come quello di Michael Nyman. Senz’altro sono importanti le valutazioni sui benefici economici o sull’impatto turistico, ma è altrettanto importante dare degli stimoli culturali alla comunità, ragionare sulla nostra storia per conoscere e capire il presente”.

Il Festival negli ultimi anni – ha detto Roberto De Lellissi è dato una strategia per ampliare il rapporto con il pubblico con ben 17 location differenti. Tra questi il Chiostro di San Domenico è stato uno dei più importanti, per la sua capacità di attrarre anche il pubblico più giovane. Quest’anno abbiamo avuto dei limiti, che però ci spingono a fare nuove riflessioni per continuare a stare al passo con i tempi. Questo sarà uno dei nostri impegni per il futuro: modificare il rapporto con lo spazio urbano per continuare a crescere. Anche quest’anno abbiamo registrato un aumento di pubblico, credo che supereremo del 10-12% il risultato dello scorso anno“.

Il successo dei ‘numeri’ di questo Festival – ha concluso Bettarelli – è stato evidente fin dalle prime serate, bastava guardarsi intorno per accorgersi della grande partecipazione e di un autentico interesse da parte del pubblico degli eventi principali, dei collaterali al Chiostro e negli altri spazi della città. Questo non esclude naturalmente l’ipotesi di ragionare per il futuro anche sull’utilizzo di altri spazi cittadini”.

Il vicesindaco ha poi aggiunto che il primo cittadino di Città di Castello Luciano Bacchetta, in occasione del concerto conclusivo di questa sera con l’Orchestra della Toscana e la Corale Marietta Alboni impegnate nell’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven, ricorderà Luigi Angelini, ex sindaco che ha fondato il Festival delle Nazioni, e la giornalista Eliana Pirazzoli, recentemente scomparsa, anche lei parte di quel gruppo di persone che diede vita cinquant’anni fa alla manifestazione tifernate.