Festa regionale del Pd, “prima pietra per un nuovo progetto per l’Umbria”

Festa regionale del Pd, “prima pietra per un nuovo progetto per l’Umbria”

A Castiglione del Lago 10 giorni di dibattiti politici, stasera si parla di sicurezza | Domani arriva Matteo Renzi, si parla anche di rischio sismico

Una prima pietra per un nuovo progetto per l’Umbria“. Questo, negli intenti, vuole rappresentare Stazione Pd, apertasi stamattina alla Festa de L’Unità regionale a Castiglione del Lago e che si chiuderà domani con un’assemblea organizzativa. Ad aprire i lavori il segretario Giacomo Leonelli e il professor Paolo Polinori, autore di una relazione sulla situazione economia e sociale e sulle prospettive per la regione.

Abbiamo voluto promuovere un momento di riflessione aperto e partecipato – ha detto Leonelli – per fare un doveroso tagliando sulla nostra attività legislativa a due anni da UmbriaVerso e alla vigilia di un biennio di appuntamenti importanti, dalle politiche alle amministrative. È evidente che non basta più dirci eredi di una tradizione. Come non basta più dire quello che stiamo facendo o abbiamo fatto, di cui pure dobbiamo essere orgogliosi; mi riferisco ad esempio al reddito di inclusione, introdotto in Umbria prima che nelle altre regioni italiane e ora approvato anche a livello nazionale; e mi riferisco – ancora – all’impegno sul danno indiretto, per cui il Pd e il consiglio regionale hanno portato a casa un indubbio risultato“.

“Quello che vogliamo fare, ora – ha sottolineato Leonelli – è proporre un nuovo progetto, mettere in campo nuovi strumenti e immaginare una nuova visione a partire dalla fotografia di quello che la regione è oggi“. Con una consapevolezza: “Oggi siamo quella classe dirigente che deve sciogliere vecchi e polverosi nodi, che si sono ingarbugliati negli anni. Uno è il tema dei trasporti, per troppo tempo non individuato come prioritario“. In cima alla lista delle cose da fare è, secondo il segretario, “individuare, a partire da oggi, gli obiettivi, il core businness della nostra azione politica” è al primo posto ci sono i giovani: “Non bastano proclami o interventi spot, ma dobbiamo proporre un modello di regione che possa dare un segnale a una generazione che era giovane quando è iniziata la crisi. Come – evidentemente -serve un segnale per i meno giovani usciti dal mondo del lavoro e che al lavoro ci vorrebbero tornare ma non vedono prospettive“. Ecco perché “metteremo in campo, nella discussione, alcuni strumenti operativi come il lavoro di transizione o un ragionamento sul turn over con la consapevolezza che gli strumenti da soli non bastano strumenti ma serve un nuovo modello”. Una strada il Pd, in questo senso, l’ha imboccata con il lavoro su Bellezza e qualità, iniziato un anno fa alla Villa del Colle del Cardinale e che si chiuderà a fine settembre con un evento a Gubbio sulla rigenerazione urbana. “Parlare di un nuovo modello di sviluppo basato sulla bellezza e la qualità – ha detto Leonelli – significa aprire strade diverse, innovative“. Economia circolare, energie rinnovabili, credito sono i grandi temi su cui il Pd articolerà una riflessione “che inizia oggi ma che non finirà oggi”. “Ci metteremo orgoglio – ha concluso il segretario regionale – capacità critica, l’umiltà di ascoltare e ascoltarci: così renderemo un buon servizio al Pd e all’Umbria“.

“Non potremo uscire da questa crisi come ne siamo entrati”, questo, per Polinori l’imperativo di un nuovo progetto. “Lo scenario di riferimento è quello di un modello regionale che si bassa sui concetti chiave di bellezza e qualità e sui relativi asset coinvolti. Quello della bellezza e della qualità – infatti – è un settore che vale, come è noto, il 16,5% del PIL Italiano (Dati Prometeia, 2013) coinvolgendo settori strategici per la nostra regione quali alimentare e bevande, sistema casa, meccanica strumentale e beni strumentali, elettronica ed elettrotecnica, prodotti in metallo ed infine l’industria creativa ed il turismo”. Protagonista indiscusso il territorio, a cui si legano progetti sulle energie rinnovabili, sull’economia circolare e sull’empowerment dei cittadini. Su questo solco si inseriscono proposte operative rispetto all’introduzione di strumenti per agevolare la staffetta generazionale, di sperimentazioni rispetto al lavoro di transizione, di programmi per il ricollocamento, si forme innovative di credito.

A tagliare il nastro della Festa regionale dell’Unità del Pd dal titolo “Il futuro ci unisce” era stato ieri il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. In programma ci sono dieci giorni di dibattiti, dopo appunto quello di ieri con il ministro che ha affrontato temi come la nuova legge di stabilità, i giovani e il lavoro, il ruolo dell’impresa, l’innovazione per la crescita, la centralità della formazione. Doveroso, secondo il ministro, per capire come fare nuovo lavoro, è capire come si è arrivati fin qui. “Questo è un Paese che nel tempo è stato capace di fare grandi cose – ha sottolineato – e i problemi che abbiamo oggi sono figli di una storia lunga”; ad esempio, “è stata usata troppo e male la parola ‘difendere’ di fronte alla sfida di un mondo che cambiava”, o ancora “si è sbagliato ad aver deciso che la manifattura non era più pilastro della nostra economia” o ad attribuire tutto alla crisi internazionale, alla quale in Italia si è aggiunta quella del debito pubblico. Parlare di lavoro, allora, significa parlare di ricerca, di nuove tecnologie, di formazione e ovviamente significa anche parlare di impresa. “Sono convinto – ha sottolineato il ministro – che l’impresa è un’infrastruttura sociale fondamentale e non possiamo lasciar passare l’idea dell’impresa come un posto dove si sfrutta il lavoro, vorrebbe dire andare avanti col freno a mano tirato” e tra l’altro “non ho mai visto un’impresa diventare una grande impresa sfruttando il lavoro”. In un quadro difficile l’imperativo è cambiare, ma fare le leggi non basta, “una volta fatte vanno spinte sempre ogni giorno un centimetro più in là”. Largo spazio, nel dibattito, è stato riservato all’introduzione dell’Ape volontaria, al via entro breve, e dell’Ape sociale, “un modo per rendere più flessibile l’uscita dal lavoro, introdotto entro i margini delle risorse disponibili”. 

Per quanto riguarda la giornata odierna, dopo l’apertura stamattina dei lavori dei 15 tavoli sullo stato di attuazione del programma, nel primo pomeriggio è iniziata  l’assemblea programmatica, aperta dal responsabile dei dipartimenti del Pd Umbria Nicola Mariuccini e che sarà chiusa dal segretario regionale dopo gli interventi di quanti saranno interessati a portare il proprio contributo. Alle 18, nell’area libreria, Matteo Nucci, tra i finalisti del Premio Strega presenterà il suo “È giusto obbedire alla notte” (editore Ponte alle Grazie) con il giornalista Stefano Gallerani e la consigliera Rai Rita Borioni. Alle 21 il sottosegretario agli Interni parlerà di “Le Città, le nuove paure e la domanda di sicurezza” con i segretari generali umbri di Cgil, Cisl e Uil Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini; introduce Maurizio Terzino della segreteria regionale.

Il programma di domani, domenica 10 settembre, vedrà l’arrivo del segretario nazionale del Partito democratico, Matteo Renzi (ore 18.30). Alle 21, invece,  il dibattito sul tema rischio sismico, ricostruzione e progetto Casa Italia.

Qui il programma completo della Festa regionale del Pd 2017