Elezioni Terni, beffa Latini | Al M5S serve la sinistra | Casapound batte ‘falce e martello’

Elezioni Terni, beffa Latini | Al M5S serve la sinistra | Casapound batte ‘falce e martello’

Attenzione a non sottovalutare il ballottaggio: nonostante tutto lasci pensare a una facile vittoria per Latini, il M5S è in agguato

Un risultato storico, ma col sapore della beffa. Leonardo Latini, candidato del centrodestra, ha sfiorato la vittoria al primo turno nelle elezioni comunali del 10 giugno. Che la Lega avesse messo radici profonde a Terni si era capito già con i risultati delle politiche del 4 marzo, ma che potesse diventare il primo partito nella città di Terni, nessuno, forse, se lo aspettava. L’intesa con le forze del centrodestra ha fatto il resto, lanciando di fatto la coalizione verso una volata che per poco non ha messo ko anche i pentastellati, che hanno ottenuto un risultato tutt’altro che a 5 stelle.

Deludente il risultato delle urne per il candidato Thomas De Luca che paga una tendenza ‘storica’ del Movimento nella città di Terni; tanto consenso percepito, ma poco quello realmente consolidato. Retaggi della rete, per fare un gioco di parole, ma soprattutto una campagna elettorale sbagliata.

Il M5S si è adagiato sulla poca verve dei contenuti politici della campagna elettorale, troppo poco per cercare di riconquistare gli elettori ‘giacobini’ scontenti dell’alleanza con la Lega nel ‘governo gialloverde del cambiamento’ e per cercare di convincere gli indecisi che, invece, hanno trovato in Latini un interlocutore rassicurante e credibile.

Anche il candidato della coalizione di centrodestra non ha avuto particolari sussulti, ma è stato sicuramente l’uomo giusto, al posto e nel momento giusto. La destra ternana cercava da anni un candidato che potesse raccogliere le varie forze intorno all’obiettivo comune di conquistare il ‘fortino rosso’ di Palazzo Spada e Latini, nonostante sia un leghista convinto, ha modi e atteggiamenti moderati che piacciono anche alle altre anime della destra meno salviniana.

Ma attenzione a non sottovalutare il ballottaggio: nonostante tutto lasci pensare a una facile vittoria per Latini, il M5S è in agguato. Bisogna vedere come si orienterà l’elettorato di sinistra che, in totale, arriva a malapena al 25%.

Considerando che il M5S ha ottenuto il 25,04%, sarebbe proprio ciò che manca ai pentastellati per ottenere la vittoria. Lo avevamo già anticipato; scontro Lega-M5S e sinistra a fare da ‘giudice’, la nostra analisi si è rivelata corretta.

Non che ci volesse poi molto, visto come se la passa il Pd ternano che soltanto dopo l’imbarazzante 15% di questa tornata si è accorto che bisogna rinnovare. Andatelo a chiedere alla Segreteria Comunale che ha voluto il 72enne Angeletti come candidato, dopo una estenuante ‘guerra’ intestina che ha prodotto la deflagrazione non solo del partito, ma anche della sinistra.

Non sono piaciute neanche le alternative proposte da Senso Civico, che si proponeva come anti-Pd, né quella di Andrea Rosati che si proponeva come portavoce di una ‘sinistra illuminata’ che ormai non ha più presa sugli orientamenti degli elettori.

Nella ‘lotta’ tra gli estremi, per la prima volta nella storia di Terni, Casapound batte la ‘falce e martello’ di Mariano De Persio, anche questo un segnale che fa riflettere su come sia cambiato profondamente il tessuto sociale della città, non più ‘roccaforte rossa’, ma, per una serie di fattori che non è il caso di analizzare qui, è stata investita da quel processo di degrado urbano che ha portato gli ‘estremismi’ ad affermarsi nelle zone più periferiche delle città italiane.

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