Don Natale, sfollato a 95 anni | Appello della badante per una roulotte

Don Natale, sfollato a 95 anni | Appello della badante per una roulotte

Da novembre i due sono sfollati a Roccaporena e vogliono tornare a San Giorgio di Cascia | La badante: “Don Natale non ha i soldi per pagare”, ma la Curia spiega: “Nessuno ha toccato la sua pensione”

Sfollato, a 95 anni, cerca una roulotte per lui e la sua badante. O meglio, a cercare “una casa su ruote” è la sua assistente domestica.

Don Natale Rossi è il sacerdote più anziano dell’Archidiocesi di Spoleto – Norcia e fino a 7 mesi fa viveva a San Giorgio di Cascia, dove ha abitato per oltre 60 anni. Il 30 ottobre 2016 il terremoto ha danneggiato gravemente la sua abitazione, giudicata inagibile. E dopo aver dormito per qualche notte in macchina, l’arcivescovo Renato Boccardo gli ha detto che, vista la sua età, aveva bisogno di un luogo più caldo, accogliente e sicuro per vivere. Classe 1922 (nato il giorno di Natale), il sacerdote con fatica ha lasciato il suo paese e invece di andare in un albergo del perugino, come molti altri abitanti della Valnerina è stato accolto (come suggerito dallo stesso presule) nella struttura dell’Opera di Santa Rita a Roccaporena, che accoglie tra l’altro anche altri sacerdoti. Con lui si è trasferita lì anche la sua badante cinquantenne. Che però qualche giorno fa, su Facebook, ha lanciato un appello, che si sta diffondendo nel territorio.

Ovviamente, infatti, per alloggiare nella struttura di Roccaporena, gli ospiti danno un contributo, che serve a coprire le spese anche di vitto e lavanderia. E nel caso specifico il contributo pagato – calcolatrice alla mano – è di 15 euro al giorno “pensione completa”. Va poi spiegato che, essendo rimasti senza casa, don Natale e la badante ricevono il contributo per l’autonoma sistemazione, erogato dal Comune di Cascia.

L’appello della badante sta circolando da diversi giorni su Facebook, con l’obiettivo di far breccia nei cuori e trovare una roulotte per l’anziano sacerdote e per lei al fine di andarsene dalla struttura religiosa di Roccaporena. Tanto che la  donna ha anche pubblicato la ricevuta del contributo dato alla struttura. “Cerchiamo un alloggio mobile con ruote causa terremoto. Io e don Natale – denuncia la signora – siamo rimasti senza nulla, nessuno che ci ha dato una mano. Il parroco ha 95 anni, è vissuto sempre a San Giorgio da 67 anni. Sono 7 mesi che stiamo a Roccaporena, di questi 7 mesi dobbiamo pagare 900 euro al mese. Immaginare lui come possa soffrire senza casa e don Natale non ha soldi per coprire tutte queste spese. Vi prego con tutto il cuore se ci potete aiutare al più presto, perché voglio tornare a San Giorgio”.

In realtà la badante avrebbe omesso diversi particolari. E dalla Curia arcivescovile spiegano che “a don Natale non è stato toccato un euro dalla sua pensione, ma è stato chiesto un contributo per le spese di vitto e alloggio, che è pari a quanto percepisce per l’autonoma sistemazione per lui e la sua badante“. Soldi che tra l’altro sarebbero stati versati non in anticipo alla struttura che li ospita, ma soltanto dopo che il Comune di Cascia ha effettivamente erogato le spettanze. “All’Archidiocesi interessa tutelare la salute di don Natale” evidenziano. Cosa che probabilmente, vista l’età del sacerdote, viene garantita meglio in una struttura di assistenza che in una roulotte o casa mobile.

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