Colussi in sciopero, lunga trattativa con l’azienda | Vertice in Confindustria

Colussi in sciopero, lunga trattativa con l’azienda | Vertice in Confindustria

Aperto il dibattito in regione sul futuro dell’agroalimentare | Aggiornamento: ecco il piano svelato dall’azienda

Una lunga trattativa quella di oggi tra i lavoratori della Colussi di Petrignano di Assisi e l’azienda. Appuntamento questa mattina alle 9 di fronte ai cancelli di Confindustria, a Perugia. Erano in circa 200 a manifestare contro le lettere di licenziamento arrivate la scorsa settimana sul tavolo di altrettanti operai e impiegati dell’azienda umbra di fronte alle quali la levata di scudi da parte dei lavoratori è stata immediata. Tanti gli striscioni questa mattina: “125 teste, 125 famiglie in mezzo ad una strada”; “il posto di lavoro è un diritto e va difeso”. E ancora: “la vostra mentalità non piega la nostra dignità”.


Colussi in sciopero, compatti contro i 125 licenziamenti


L’incontro tra i lavoratori e i vertici dell’azienda era previsto con inizio intorno alle 9.30, in Confindustria. E’ così è stato. Una riunione protrattasi per diverse ore, con la necessità di riprendere nel corso del pomeriggio a porte chiuse. Al termine della riunione, si è parlato di una apertura da parte dell’azienda sui contratti.

Gli esuberi

Restano gli esuberi, dunque su questo l’azienda non ha fatto un passo indietro. Ma la Colussi ha parlato della possibilità di omogeneizzare i contratti, rimettendone in discussione anche la flessibilità. Nella pratica, ad esempio, una delle soluzioni avanzate dall’azienda sarebbe quella di proporre alle donne assunte di passare al turno a ciclo continuo (come accade adesso agli uomini impiegati), rinunciando così al contratto da 3 notti a settimane, vigente dal 2001. Ampia la discussione anche per i termini di chi a breve andrà in pensione. Giovedì i lavoratori si riuniranno in assemblea in fabbrica per discutere delle decisioni da prendere e delle proposte da portare al nuovo tavolo in Confindustria, previsto con l’azienda per mercoledì prossimo.

Il presidio

Tante anche le forze dell’ordine schierate per preservare e mantenere l’ordine pubblico, tra carabinieri, polizia, digos e guardia di finanza. A salutare e dare manforte ai lavoratori in presidio, c’erano ovviamente tutte le sigle sindacali impegnate nella vertenza. Presente anche Maurizio Landini, segretario generale della FIOM, il quale, intervistato dai giornalisti, si è soffermato sulla questione dei licenziamenti e degli investimenti di pari passo annunciati dalla stessa Colussi. Necessario dunque, per le sigle, fare un passo indietro e fermarsi di fronte ai licenziamenti.

Le reazioni

Il mondo politico umbro, intanto, si interroga sul futuro del comparto alimentare in regione. Il consigliere regionale Giacomo Leonelli (PD) è intervenuto nello specifico sulla questione relativa alla “critica situazione occupazionale” della Colussi group di Petrignano di Assisi e annuncia la presentazione di una interrogazione in cui chiede di conoscere cosa la Giunta regionale intenda fare “per portare all’attenzione del Governo tale grave problematica socio-economica che riguarderebbe ormai 125 lavoratori”. 
Leonelli ricorda che sulla questione “il 18 luglio scorso è stata discussa in Aula una interrogazione in merito alla situazione occupazionale dello stabilimento  di Petrignano di Assisi della Colussi Group in quanto si paventavano circa 70 esuberi  e, in quella sede la Giunta regionale ha assicurato il suo impegno a monitorare la situazione e ad adoperarsi per cercare di limitare al massimo gli esuberi. Il 10 ottobre scorso – aggiunge l’esponente del PD – il management del gruppo ha annunciato, nel corso di una riunione tenutasi presso Confindustria di Perugia, la procedura di licenziamento collettivo per 125 persone. Tale aumento di esuberi – sottolinea – desta particolare preoccupazione soprattutto perché il marchio Colussi è fortemente legato a Perugia e l’azienda ha una visibilità nazionale fortemente riconducibile al nostro territorio”.
Il consigliere Leonelli spiega infine che nello stabilimento di Petrignano di Assisi lavorano attualmente circa “540 persone di cui un centinaio nel settore amministrativo. Molti di questi dipendenti sono impiegati attraverso contratti di solidarietà. La Colussi Group – conclude -, insieme a Perugina Nestlè, è una delle aziende più grandi ed importanti dell’Umbria nel settore alimentare dolciario”.

Da non dimenticare, dall’altro lato, la vertenza della Perugina, di cui si tornerà a discutere sempre in Confindustria il prossimo 19 ottobre.


Perugina, torna il sereno tra lavoratori e Nestlé | Congelati i 364 esuberi


A riguardo è intervenuto il consigliere Massimo Perari, capogruppo di Forza Italia in Comune a Perugia. “È necessario impedire che la Nestlé abbandoni Perugia, causando una grossa ferita come quella dei paventati 364 esuberi tra gli 800 lavoratori impiegati nel comparto di San Sisto. Nestlé non resti indifferente al futuro della fabbrica. La Perugina – continua Perari nella sua nota – è un simbolo della città e della sua storia, del suo patrimonio e della sua ricchezza. Un marchio tra i più rappresentativi dei prodotti dolciari italiani, per il quale è necessario fornire una nuova visione di sviluppo produttivo. La questione degli esuberi getta sul tessuto industriale locale un pesante macigno, che deve assolutamente essere evitato.
Solo ripartendo dal piano industriale, per il quale Nestlé ha previsto sul piatto 60 milioni di euro, si potrà capire meglio se c’è una reale prospettiva futura per la fabbrica. Una formula che potrà garantire la possibilità a Perugia di ripartire come hub del cioccolato”. Infine, in attesa del prossimo incontro in Confindustria previsto per il 19 ottobre, il consigliere Perari chiede alle parti coinvolte nella trattativa di tornare al tavolo con una nuova consapevolezza, creando i presupposti per un dialogo vero.

Il piano del Gruppo Colussi, 80 milioni di investimenti

“Il Gruppo Colussi ha ribadito alle rappresentanze sindacali la volontà di implementare il piano industriale relativo al sito di Petrignano. L’occasione è stata data dal primo tavolo di confronto seguito all’ufficializzazione della decisione di avviare la procedura di riduzione del personale in considerazione degli esuberi strutturali che nel passato erano stati gestiti con i contratti di solidarietà”. Lo evidenzia una nota dell’azienda.

Nel corso della riunione Colussi ha ribadito la massima disponibilità a portare avanti un confronto serrato e positivo con le organizzazioni sindacali dando disponibilità a lavorare su un diverso modello organizzativo e di flessibilità, con l’obiettivo di contenere per quanto possibile il numero degli esuberi previsti ad oggi. Un nuovo modello che, unitamente agli importanti investimenti previsti, consentirà un pieno e concreto rilancio del sito di Petrignano assicurando sviluppo e crescita sull’ambito industriale ma anche sulle attività dell’indotto che sempre più possono essere coinvolte in una crescita organica del territorio e delle sue peculiarità.

 La situazione occupazionale che si presenta a Petrignano non è infatti legata a difficoltà aziendali o di business ma conseguenza di una produzione sempre più coerente con la continua attività di Ricerca e Sviluppo ed innovazione tecnologica che il Gruppo Colussi sta portando avanti da tempo, trovando riscontro nel gradimento da parte dei consumatori. 

Il piano industriale ripercorso con le organizzazioni sindacali ha mostrato come non si può certo parlare di disimpegno sul territorio umbro, in considerazione degli importanti investimenti pianificati nel triennio 2017-2019, con una cifra che complessivamente potrebbero superare gli 80 milioni di euro. Una parte rilevante destinata ai progetti di promozione commerciale per allargare la base dei consumatori che stanno dimostrando di apprezzare sempre più i marchi del gruppo con Colussi è risultato essere il primo brand alimentare per crescita nel 2016 (+21,5% a sell out), confermando questo trend anche nei primi mesi del 2017. In particolare si è distinta Misura che ha messo a segno una crescita del 34%, grazie anche ai nuovi prodotti lanciati nel corso dell’anno.

Una fetta importante di investimenti è destinata alle attività di Ricerca e Sviluppo – previsti in crescita di oltre il 50% – che hanno già dimostrato di avere un impatto concreto anche sul territorio. I progetti di filiera hanno permesso di superare i 1.000 ettari coltivati a grano in Umbria impiegati nella produzione del Gruppo mentre sono in progetto ulteriori analisi tecnologiche finalizzate ad introdurre la coltivazione sul territorio della chinoa per l’impiego nei prodotti da forno.

Complessivamente sono oltre 15 i milioni d’investimenti che andranno a toccare direttamente il sito produttivo nel prossimo triennio aggiungendosi a quelli che nel passato avevano permesso un’importante azione in termini di innovazione di prodotto che ha consentito il lancio di oltre 40 nuovi prodotti”.

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(aggiornato alle ore 11.30 del 18 ottobre)