Colussi, Ministero Lavoro “nessun tavolo governativo” | Trattativa su esuberi

Colussi, Ministero Lavoro “nessun tavolo governativo” | Trattativa su esuberi

Leonelli (PD) propone un’interrogazione | Il braccio di ferro al 15 novembre

Un passo alla volta, limatura dopo limatura, in una corsa contro il tempo affatto clemente. Per i lavoratori della Colussi il quadro continua ad essere incerto, quando la soluzione per i 125 lavoratori in ‘scadenza’ dovrebbe arrivare entro il 24 dicembre.

L’ultimo tavolo tra azienda e sindacati ha visto diminuire i possibile esuberi: dei 125, adesso a rischiare sarebbero 40 in meno. Il prossimo incontro sarà quello del 15 novembre, ossia la data in cui le parti vorrebbero riuscire a trovare la quadra per salvare l’indotto di Petrignano di Assisi, dove si producono anche le fette biscottate della linea Colussi e dove i dipendenti di un’intera linea industriale, insieme ad alcuni amministrativi e commerciali, rischiano il posto di lavoro, vedendosi rinnovare solo dalle tre alle nove mensilità. I lavoratori umbri puntano quindi sulla strategicità dello stabilimento in provincia di Perugia, ‘contro’ quello di Fossano.


Colussi in sciopero, compatti contro i 125 licenziamenti


Il braccio di ferro

Nella trattativa con l’azienda, le Rsu si vedono comunque contrarie ad optare per gli scivoli pensionistici e per i ricollocamenti, che vedrebbero degli incentivi per gli operai più anziani. In questo modo ad essere licenziati sarebbero ‘solo’ in 85. Per Fai, Flai e Uila, di concerto con le Rsu, è “inaccettabile” definire un piano sociale, che vedrebbe anche la rinegoziazione dei turni di lavoro (da 3 a 5 notti per 110 persone), esteso fino al sabato, del part time, della formazione del personale insieme all’internazionalizzazione di alcuni servizi.


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“Nessun tavolo governativo”

Intanto arrivano notizie anche dal nazionale, dove il Ministero del Lavoro ha risposto all’interrogazione presentata dalla deputata 5Stelle, Tiziana Ciprini. Quest’ultima ha infatti chiesto un intervento per garantire il futuro occupazionale dei 125 dipendenti di Colussi, volto a scongiurare i licenziamenti paventati. “In riposta alle richieste avanzate – riferisce una nota di Ciprini – il dicastero è stato elusivo affermando che non verrà aperto alcun tavolo governativo, ma limitandosi a ribadire che verrà monitorata la vertenza, e ritenendo che la questione Colussi riguardi la Regione Umbria, già attiva attraverso incontri tra sindacati e azienda. Inoltre, secondo il governo, il management Colussi avrebbe predisposto un nuovo piano industriale presentato nelle scorse settimane, per cui sarebbero previsti investimenti complessivi per 80 milioni di euro, dei quali 30 milioni destinati, secondo quanto dichiarato dalla Regione Umbria, anche alla formazione e riconversione delle professionalità all’interno dell’organico di Petrignano. Tuttavia, ad oggi, non si conoscono ancora le reali intenzioni del management Colussi, nonostante la situazione occupazionale non sia legata a difficoltà aziendali o di business, come ha affermato l’azienda stessa. Quello che è certo, è che le fette biscottate non verranno trasferite a Petrignano, non si conoscono nuove linee di produzione e garanzie di nuovi investimenti, di rilancio della produzione e dunque di occupazione. I dipendenti e i sindacati vogliono sapere dall’azienda quali siano i progetti per il rilancio della produzione e del lavoro, poiché si sentono stretti nella morsa del ricatto tra licenziamenti e accettazione di condizioni di lavoro peggiorative, nascoste dietro l’alibi del ‘nuovo modello organizzativo’, prospettato dal Gruppo. Allora c’è da chiedersi: se la situazione occupazionale non è legata a problemi economici aziendali, perché a rimetterci il posto devono essere i lavoratori? Il governo avrebbe dovuto e potuto chiedere conto del Piano industriale per verificare le reali intenzioni del Gruppo e non glissare rimandando la questione nelle mani della Regione. Continueremo a fare pressing – conclude Ciprini – affinché Colussi presenti un concreto Piano di rilancio, al fine di garantire i livelli occupazionali”.

Leonelli (PD) chiede chiarezza

In Regione Umbria, intanto, il consigliere regionale Giacomo Leonelli (PD) è intervenuto sulla “critica situazione occupazionale” della Colussi group di Petrignano di Assisi e si dice convinto che in sede di discussione nel corso della seduta di martedì prossimo, 14 novembre, “sarà messa compiutamente a fuoco la situazione dello stabilimento umbro della multinazionale dolciaria”. “Un’esigenza di chiarezza – sottolinea – che si impone anche alla luce delle notizie, purtroppo non positive, emerse dalla riunione nella sede di Confindustria tra azienda e rappresentanti dei lavoratori”.

“L’interrogazione era già all’ordine del giorno della scorsa seduta – spiega Leonelli – ma si è ritenuto istituzionalmente più corretto aspettare gli esiti di quel confronto, anche in un’ottica di rispetto dei rispettivi ruoli. Il numero degli esuberi varia ogni volta, si è passati dagli iniziali 70 a 125, ora si parlerebbe di circa 100 unità, ma al là di questo, e pur consapevoli che ogni posto di lavoro salvato in più è importante, già con una interrogazione discussa lo scorso 18 luglio ho sostenuto che occorre portare all’attenzione del Governo una vertenza che per la nostra Umbria rappresenta sicuramente una grave problematica socio-economica”.

Il consigliere Leonelli spiega che nello stabilimento di Petrignano di Assisi lavorano attualmente circa “540 persone, di cui un centinaio nel settore amministrativo e molti di questi dipendenti sono impiegati attraverso contratti di solidarietà”.
“Il management del gruppo – conclude l’esponente del PD – in un’ottica di ristrutturazione complessiva per il contenimento dei costi e non in una fase di crisi aziendale, è stato ondivago nell’individuazione numerica degli esuberi a Petrignano. Occorre quindi una azione politica forte a livello statale e una altrettanto forte unità di intenti al livello della politica e delle istituzioni regionali, per difendere i posti di lavoro in Umbria di un’azienda che ha una visibilità nazionale fortemente riconducibile al nostro territorio e di un marchio, come quello Colussi, che è fortemente legato all’immagine di Perugia”.

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