Colussi, a Petrignano tornano in produzione le fette biscottate | Ma non ci saranno aumenti occupazionali

Colussi, a Petrignano tornano in produzione le fette biscottate | Ma non ci saranno aumenti occupazionali

Il gruppo sposta la produzione da Fossano (dove ci saranno 117 esuberi su 180 dipendenti) all’Umbria, dove nei mesi scorsi sono state licenziate 64 persone

Le “Bifette” spostate da Petrignano nel 2017 tornano sotto forma di fette biscottate che arrivano dallo stabilimento di Fossano, dove si produrrà pasta di qualità. La produzione delle fette era stata spostata anni fa per difficoltà tecnologiche e rappresenta per lo stabilimento volumi importanti nell’ambito di una commessa per un grande marchio, ma non ci saranno aumenti occupazionali rispetto ai 64 esuberi dei mesi scorsi.

Anzi, il ritorno delle fette biscottate in Umbria significa la perdita di 117 posti di lavoro a Fossano: come da nota del gruppo Colussi, “la decisione comporta un esubero occupazionale di 117 persone sulle 180 complessive che lavorano nello stabilimento fossanese”, che ora si occuperà della produzione della pasta di qualità (con il marchio Agnesi).


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Come detto, per l’Umbria non ci saranno assunzioni, visto che non solo lo spostamento delle fette biscottate era contenuto nell’accordo firmato nei mesi scorsi, ma che grazie al nuovo accordo – contestato da Petrignano – i lavoratori hanno accettato orari più flessibili. Colussi spiega che “la creazione di poli di eccellenza per le diverse produzioni renderà al contempo inevitabile lo spostamento della produzione delle Fette Biscottate nello stabilimento di Petrignano, polo principale dei prodotti da forno, per beneficiare degli importanti investimenti di carattere industriale e infrastrutturale. Prosegue inoltre il percorso sul territorio legato allo sviluppo di apposite Filiere in Umbria per la coltivazione integrata delle migliori selezioni di grani e cereali”.

Vane le chiamate di commento rivolte ai sindacati umbri: al momento il no comment regna sovrano, anche se qualche sindacalista, off the record, parla con amarezza di una nuova guerra tra poveri. Quelli piemontesi, invece hanno annunciato per giovedì 7 le assemblee dei lavoratori fossanesi, mentre “al fine di far retrocedere l’azienda da una decisione unilaterale e non annunciata, è stato proclamato lo sciopero di 8 ore per la giornata di venerdì 8 giugno”.  “Il Gruppo Colussi – ribatte l’azienda – ha ribadito la massima disponibilità a portare avanti un confronto serrato e positivo con le organizzazioni sindacali. L’Azienda ha altresì ribadito la disponibilità ad implementare tutte le possibili soluzioni, in accordo con i rappresentanti dei lavoratori, per ridurre l’impatto sociale e per favorire la rioccupazione”.

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