City forum, confronto candidati tra stilettate e programmi

City forum, confronto candidati tra stilettate e programmi

Scarsa affluenza all’evento delle 41 associazioni | Ancora uno show di Barbanera (Confcommercio) | Vice sindaco annuncia disco verde su area demaniale, competitor “scorretto”

Il City forum è vivo e per dimostrarlo ha organizzato, emulando format da sempre gestiti dai media, l’incontro tra i 4 candidati alla poltrona di sindaco della città di Spoleto. Ad appena qualche giorno di distanza da quello organizzato da Confcommercio.

A moderare l’incontro è stato lo stesso portavoce del City forum, Sergio Grifoni, che in apertura dei lavori ha tenuto a ricordare come il comitato sia “nato 14 anni fa dalla unione di 14 associazioni, che nel tempo sono aumentate fino a poterne contare oggi 41”. Un dato che va preso per buono, anche se la partecipazione all’incontro ha segnato circa 150 presenti, quasi tutti appartenenti ai quattro schieramenti che sostengono i rispettivi beniamini.

Grifoni legge le regole: quattro coppie di domande su infrastrutture, sanità, lavoro e cultura; 2 minuti e mezzo per la risposta; estrazione a sorte per l’ordine di risposta (con buona pace di De Augustinis che si  ritroverà sempre l’ultimo numero), domande del pubblico solo alla fine (per la soddisfazione della stampa presente).

Non pervenuto il “diritto di replica”, che ha in qualche modo contribuito ad animare qualche “caloroso” schierato da una parte o dall’altra. Ma andiamo con ordine. Si comincia con ca. 20’ di ritardo.

I candidati giocano ognuno la propria strategia comunicativa: De Augustinis punterà ancora l’accento sugli errori commessi dalle ultime giunte, la Bececco presentando i meriti dell’amministrazione Cardarelli (da cui però si conta la fuoriuscita di Camilla Laureti e di Angelo Loretoni, quest’ultimo passato a sostegno di De Augustinis) e un paio di progetti; Maura Coltorti e Camilla Laureti più concentrate a parlare di programmi.

La prima domanda è se si preferisca completare la Tre Valli o puntare sulla Flaminia. Il sorteggio premia Camilla Laureti (Ora Spoleto, Partito democratico, Spoleto Sì): “Ritengo prioritario il collegamento della Tre Valli e su questo c’è un preciso impegno della Presidente Catiuscia Marini che non a caso ha riferito che come la Quadrilatero è l’opera più importante tra quelle realizzate a seguito del sisma del 1997, la Tre Valli sarà quella che concluderà la ricostruzione causata dalla crisi sismica del 2016”.

De Augustinis (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Laboratorio Spoleto, Lega e Rinnovamento) ha ricordato come “questa opera strategica non è solo di competenza della Regione ma ancor più dello Stato ed è importante che venga messa in priorità 1 da enti come Anas, Infrastrutture, etc. E’ questo il lavoro da fare, convincere questi enti a trovare le giuste risorse e attuare la realizzazione della Tre Valli”.

La Bececco (Alleanza civica e Spoleto Popolare) ha ricordato come la “Tre Valli è l’opera più facilmente realizzabile. Spoleto è rientrata nel cratere del terremoto e merita la realizzazione di questa infrastruttura, come pure il raddoppio ferroviario con Campello. Collegamenti migliori e più rapidi riporteranno anche i romani a vivere a Spoleto”.

Non ha dubbi sulla scelta neanche la Coltorti (Sinistra per Spoleto) che ritiene questa soluzione “l’unica opera possibile, sia per migliorare i collegamenti, sia per non deturpare quella parte di territorio su cui scorre la via Flaminia che ha un valore paesaggistico immenso”.

Si passa così al secondo argomento, ovvero cosa intendono fare i candidati a salvaguardia dell’Ospedale.

Tocca a De Augustinis: “è indubbio che mentre l’ospedale di Foligno si è espanso, quello di Spoleto è regredito e non tutto è in linea con i livelli che dovrebbe invece garantire ad un comprensorio come il nostro. L’età media è molto elevata e servono interventi verso gli anziani. A Eggi ho scoperto che ci sono ben 46 vedove (la popolazione di 480 abitanti, n.d.r.) è evidente che il tessuto sociale si è trasformato e dobbiamo intervenire prontamente”.

Per la Bececco la parola d’ordine è integrazione, tra ospedali e tra territori. Dobbiamo rimettere il paziente al centro di ogni scelta, realizzare equipe mobili in grado di spostarsi da un presidio all’altro. A breve avremo l’inaugurazione del nuovo robot per la chirurgia. Quanto agli anziani, 1.600 sono quelli allettati e su questo dobbiamo aumentare il sostegno in loro favore e delle loro famiglie”.

La Coltorti risponde che “è naturale salvaguardare l’ospedale. Credo che anche gli altri 3 candidati sarebbero disponibili a legarsi ai cancelli pur di negare la riduzione o la chiusura. Detto ciò è vero che siamo stati abituati per tanto tempo ad avere tutti i servizi e che con i tagli questi non possono essere garantiti. Dobbiamo pertanto attuare alcune strategie con la prevenzione, l’educazione alla salute che possano così consentire di impegnare meglio le risorse disponibili”.

Per la Laureti invece il problema “è nella carenza di personale, nella pianta organica. Bene l’arrivo del robot, ottimo il ritorno del professor Ceccarelli ma non abbiamo infermieri, anestesisti, insomma personale adeguato non si va molto lontano. La svolta è nel prossimo Piano sanitario regionale 2019-2021, è su questo che si deve lavorare per ottenere adeguate assunzioni da destinare al polo sanitario spoletino. Non parlerei di integrazione perché troppe volte poi il più forte mangia il più piccolo”.

Un momento dell’incontro del City Forum

La terza domanda è su lavoro, crisi delle aziende e disoccupazione e quali scelte operare per risolverle.

La parola spetta alla Bececco che ricorda le crisi sul tavolo della “Pozzi, Maran e Novelli; quando le società arrivano a questo punto il Comune può più far poco. Dobbiamo seguire sempre le crisi, così da non trovarci impreparati. Con il dirigente finanziario abbiamo valutato che è possibile una detassazione per 5 anni in favore di quelle realtà che vorranno investire sul nostro territorio, startup, piccole e medie aziende all’insegna dell’ecosostenibilità”.

E’ la volta della Laureti ma Grifoni commette una gaffe, la seconda consecutiva, convinto che avesse già parlato. “non c’è incontro pubblico tra quelli che sto tenendo con le frazioni e la città che non inizia e si conclude con il tema del lavoro. Personalmente ritengo che si possa risolvere la questione puntando su tre elementi come vicinanza alle aziende, formazione e incentivi. Ho parlato con la proprietà della Teknocar e mi spiegava quali difficoltà hanno a reperire personale qualificato. Sappiamo dagli studi che per  il 65% dei ragazzi non è possibile ipotizzare quale lavoro faranno; dobbiamo quindi intercettare la domanda per mettere a disposizione giovani già pronti per il mondo del lavoro. Penso anche ad istituire un ufficio Europa per non perdere e tante occasioni di finanziamento che l’Unione europea mette a disposozione sulla formazione”.

A scaldare la sala ci pensa De Augustinis che interviene dicendo che “quello del lavoro non è un tema su cui scherzare, qui a Spoleto la situazione è gravissima, la peggiore della Regione e non capisco chi si vanta di aver amministrato bene se poi ci troviamo davanti a questa realtà drammatica. Le aziende vanno seguite passo passo, non arrivare quando non c’è più niente da fare”. Il magistrato parla delle difficoltà a gestire situazioni come quella della Novelli il cui management è a Castrovillari, fa anche un riferimento al recente fallimento della Scs. Riferimento quest’ultimo registrato dai presenti come un invito agli ex amministratori della controllante della locale banca, notati in più occasioni pubbliche del centrodestra, a stare lontano da lui e dal progetto politico che i 5 schieramenti stanno portando avanti. In conclusione vede la soluzione del problema lavoro nel “pensare al territorio, il nostro splendido territorio come una opportunità”.

La domanda che conclude i primo round è sulla cultura e sugli interventi da fare in sua difesa.

Per Maura Coltorti “tutte le iniziative presenti, dal Festival al Lirico sperimentale devono essere sostenute e allargate per diventare una ulteriore occasione di lavoro. Gli eventi vanno calendarizzati, se ne devono creare di nuovi e recuperare quelli che hanno avuto successo come la Mostra di sculture degli anni ‘60”.

Camilla Laureti ricorda che in Italia “ci sono centinaia di Festival ma solo uno, quello di Spoleto, vanta 61 anni, un patrimonio della città e di ogni cittadino. Sappiamo che ogni euro speso in cultura frutta 1,80 euro al territorio che ci ha investito, su questo punterò per creare nuovi posti di lavoro. Senza dimenticare la formazione, indispensabile per offrire servizi di qualità. Quest’anno il Festival farà uno spettacolo a Sa Giovanni di Baiano, uno nella Casa di reclusione di Maiano e soprattutto aprirà il sipario sulla Cenerentola del Teatro lirico sperimentale; la città intera deve essere coinvolt. La cultura è economia, lavoro, sviluppo; il neo ministro al Mibact non a caso ha detto che cultura e turismo sono i datori di lavoro del nostro futuro, e noi qui siamo!”

De Augustinis alza il tiro: “Spoleto è infarcita di cultura ma questa va rispettata. Vi invito a fare un tour per la città; i bus rischiano di rimanere incastrati, i bagni pubblici di piazza Vittoria, ho le foto, lasciati in stato di degrado, l’Anfiteatro romano, il più grande d’Italia, inaccessibile, il Ponte sanguinario pieno di siringhe dove i giovani si vanno a drogare. Abbiamo poi istituzioni come l’Accademia dell’olio che stanno per chiudere. Dobbiamo cambiare mentalità”.

“Sentire parlare così fa male al cuore” replica Maria Elena Bececco “comunque il mio programma è incentrato sul senso di appartenenza, dobbiamo far apprezzare ai nostri giovani le nostre bellezze, far conoscere i nomi illustri della nostra comunità. Poi si può parlare di cultura, di economia della cultura. Un giovane deve sentire il Festival come proprio, dobbiamo creare occasioni di lavoro legate alla cultura, penso ad esempio a invitare qui artisti che possono provare i loro concerti e spettacoli in modo poi da presentare a Spoleto la data zero”.

Grifoni con i quattro candidati a sindaco

Il secondo round di domande scorre via sulla stessa linea. A proposito di linea, ferroviaria, tutti si dicono d’accordo, seppur con temi e soluzioni diverse, alla necessità di avere la fermate del Freccia bianca. Un momento di tensione si registra quando a parlare è la Bececco “siamo isolati e la responsabilità è della Regione e della sua Presidente”. E’ a questo punto che dal pubblico si alza il presidente di Confcommercio Tommaso Barbanera, non nuovo a simili show (peraltro replica di quello andato in onda qualche giorno prima all’incontro voluto dalla propria associazione di categoria), che attacca la Bececco la cui amministrazione sarebbe stata sempre in ottimi rapporti con la Marini e quindi con il Pd.

Barbanera è incontenibile, urla e si agita incurante dei presenti. Grifoni non riesce a fermarlo. A chi sollecita un intervento più efficace, risponde “che gli faccio, lo sparo?” dice sollevando le risa della platea. La calma ritorna in sala. La Bececco riprende il discorso e ammette a mezza bocca che “ha ragione anche Barbanera sul tema, sono rimasta malissimo delle mancate promesse della presidente”.

La Laureti, chiamata nuovamente sul tema del turismo, non mancherà di dare una stilettata proprio a Barbanera: “dalla Regione stanno arrivando 6 milioni di euro per le imprese ricettive, oltre ad altri stanziamenti già avuti in più settori, non mi pare proprio sia tutto questo disastro. Sul tema penso che deve essere fatto senza ritardo un piano di marketing con il Comune in prima linea ad aiutare gli operatori. Bene l’ufficio eventi ma non basta, serve una cabina di regia ”. La Coltorti assicura che quello “del turismo deve essere un tavolo partecipato con tutti gli attori” e rilancia “una maggiore attenzione ai camperisti che non sono turisti di categoria B”. Per la Bececco il tema è tra “i più importanti che deve essere incrementato su ogni settore, quello religioso, enogastronomico e sportivo. Pensiamo all’area di Piazza d’armi per una cittadella dello sport, vogliamo chiedere al presidente Malagò un nuovo palasport da 3mila posti”. Le affermazioni della Bececco suscitano la critica di De Augustinis: “Quello del turismo è stato il settore più fallimentare di tutti della passata amministrazione. Perché non avete fatto prima quello che promettete? Piazza d’ami è rimasta in mano all’erario”. “…Ne parliamo tra qualche giorno…” replica a mezza voce la Bececco quasi a sfidare il magistrato. Una frase che oggi trova una conferma dall’ufficio elettorale della Bececco che ha annunciato la lettera del Ministero della difesa che avrebbe ufficializzato la propria disponibilità a cedere gratuitamente  l’area. Un comunicato però che si potrebbe rivelare un boomerang per la stessa vice sindaco. Se i candidati restano per il momento in silenzio sul tema, a muoversi sono le rispettive segreterie e comitati elettorali: “se è stata usata una comunicazione ufficiale rivolta alla Città per farne propaganda elettorale siamo veramente al peggio del peggio”, dicono da sinistra a destra “la Bececco dovrà chiarire più di un aspetto”.

Tornando al confronto, il portavoce del City forum Grifoni ha concluso invitando i quattro a sintetizzare con un aggettivo la propria candidatura. De Augustinis “affidabile”; Bececco “innamorata”, Coltorti “coerente”, Laureti “energica”.

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(modificato alle 10.12)

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