Ceri 2018, via alla “folle corsa” | Alzata “bagnata” ma perfetta

Ceri 2018, via alla “folle corsa” | Alzata “bagnata” ma perfetta

E’ iniziato il giorno più lungo dell’anno per Gubbio, Piazza Grande stracolma nonostante le misure restrittive e la pioggia

A Gubbio è finalmente arrivato il giorno più bello e più lungo dell’anno. Per la prima volta in quasi 9 secoli di storia la Festa dei Ceri 2018 è dovuta sottostare ad un Piano di sicurezza con nuove norme restrittive  accompagnate, non senza furiose polemiche, dai dissuasori appuntiti sopra il muretto di Piazza Grande e dalla  cancellata in ferro che ha chiuso il “passaggio cieco” di Palazzo dei Consoli.

Nonostante questi pochi ma rilevanti cambiamenti la “sacra” tradizione si ripete comunque e la città, svegliata alle 5 dai tamburini, si appresta a rendere omaggio al patrono Sant’Ubaldo con i suoi colori e il suo entusiasmo unici al mondo. Dopo la visita al cimitero per ricordare i ceraioli defunti, alle 8 si è celebrata la Santa Messa alla Chiesa di San Francesco della Pace (o “Chiesa dei Muratori”) in via Savelli della Porta, al termine della quale si è proceduto all’estrazione dei Capitani per l’edizione 2020 (il primo Erik Nicchi e il secondo Paolo Procacci; già ufficializzati quelli del 2019, Fabio Tomassini e Ubaldo Stocchi) e ad una sfilata “bagnata” (pioggia e temperatura molto rigida), con tanti impermeabili gialli, blu e rossi fino a Palazzo dei Consoli.

Alle 11.30 è cominciato il rito civico e religioso che precede l’Alzata, preannunciato dagli squilli delle chiarine. Tra le fitte nubi a monte e il cielo sereno a valle, nella stupenda Piazza pensile coloratissima come sempre, è avvenuta la “cerimonia di investitura”, con la consegna delle chiavi della città, da parte del sindaco Filippo Mario Stirati, al primo Capitano Francesco Rossi, e la benedizione del vescovo di Gubbio mons. Luciano Paolucci Bedini (alla sua prima edizione sia da capo della diocesi che da spettatore). Successivamente l’uscita del secondo Capitano Mauro Guardabassi dal portone di Palazzo dei Consoli ha preceduto quella dei Capodieci Fabrizio Martini (Sant’Ubaldo), Giorgio Angeloni (San Giorgio) e Giovanni Vantaggi (Sant’Antonio) seguiti a loro volta dai rispettivi Ceri, tutto scandito dal suono del Campanone. Alle 11.53 volano le brocche e il boato della piazza fa da sfondo all’emozionante Alzata, tre “birate” pulite intorno al pennone e poi l’uscita dalla Piazza con il ritorno della pioggia.

La Festa continuerà ora con la “Mostra” dei Ceri per le vie della città mentre alle 15 ci sarà la sosta sui piedistalli in via Savelli della Porta. Alle 16.45 ci sarà parte la processione guidata dal vescovo Paolucci Bedini, con la statua e la reliquia di Sant’Ubaldo. Alle 18 scatterà la “folle corsa” per la città, con tre soste, che si concluderà, intorno alle 20, in cima al Monte Ingino con l’arrivo nella Basilica di Sant’ Ubaldo.

Nel giorno più bello per Gubbio, il mio sentito augurio alla città e alla regione tutta, perché la Festa dei Ceri, che da 45 anni è anche simbolo della Regione, sia vissuta all’insegna della serenità e della concordia, e quale occasione di rilancio anche turistico per l’Umbria”. Così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Donatella Porzi, che oggi parteciperà ai festeggiamenti eugubini. “Una grandissima Festa di piazza e di popolo – ha aggiunto – che da anni riempie il cuore degli eugubini, di tutti gli umbri e di tutti i visitatori che rimangono stregati dalla forza e dal legami profondi con le radici, e dalla straordinaria atmosfera che si respira a Gubbio in questi giorni”.

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