Centrodestra, ultima chiamata per Valentini | Pd tra tensioni e saldi di fine lista

Centrodestra, ultima chiamata per Valentini | Pd tra tensioni e saldi di fine lista

Elezioni a Spoleto: Lega corteggia Loretoni | M5S prepara il programma e attende ok Casaleggio | Minoranza piddì chiede ancora tempo | SP chiama Mulè, Rinnovamento scalda i motori

Passata la Pasqua, la politica torna in campo per tessere le fila in vista del prossimo voto amministrativo, fissato (finalmente) dal ministro Minniti per il 10 giugno, mentre il 24 si voterà per l’eventuale ballottaggio.

Nella città del festival regna ancora l’incertezza, a parte il M5S che ha sciolto le riserve votando all’unanimità la candidatura di Tommaso Biondi. Per il resto è ancora nebbia fitta.

Cdx ultima chiamata per Benedetti Valentini

I tentativi di convincere il plurideputato Domenico Benedetti Valentini non hanno finora portato a una risposta definita da parte dello stesso. L’avvocato spoletino – corteggiato anche da Trevi, altro comune chiamato alle urne – ha posto alcune condizioni che la politica locale non è in grado di poter garantire. E quella nazionale, con il governo ancora lungi dall’essere formato, sembra poco interessata. Giovedì scorso Valentini è stato notato a lungo nella buvette di palazzo Madama a colloquio con il deputato Quagliariello. La coalizione del cdx locale però non sembra più in grado di poter aspettare: Forza Italia, Lega, FdI e Due Mondi si sono così dati appuntamento per domani, martedì, quando tireranno le somme e cominceranno la discussione su possibili alternative. Tutte da inventare. Non che non ci si sia lavorato, ma al momento non spicca nessun nome di rilievo. Tra i papabili c’era Andrea Tattini ma l’imprenditore ha fatto sapere la propria indisponibilità.

La Lega ipotizza Loretoni

Se Traccheggiani (F.I.), Murro (FdI) ed Emili (2 Mondi) non svelano i propri piani “b”, il responsabile della Lega, Sandro Cretoni, non nasconde l’ipotesi di affidare il testimone all’attuale assessore ai Lavori pubblici, Angelo Loretoni. “Credo che meriti una seconda possibilità”, dice Cretoni a Tuttoggi, ricordando quando nel 2009 Loretoni perse per un migliaio di voti la corsa contro Daniele Benedetti. L’ipotesi leghista non sembra piacere agli alleati, ma Cretoni insiste che sul tavolo, in mancanza di valide alternative, il nome di Loretoni dovrà essere discusso. E il diretto interessato? L’assessore per il momento preferisce non sbilancirasi e tenere magari il piede su due staffe: “sono al servizio della città, chi mi chiama avrà la mia attenzione e valuterò il programma”, dice con la convinzione di chi può ancora giocare una partita importante.

Pd, tensioni e saldi di fine lista

Tensione solo apparente in casa piddì. Se la minoranza sembra tentare l’ennesima “caccia del gatto col topo”, il neosegretario Matteo Cardini, che già da una ventina di giorni ha chiarito l’indisponibilità a vestire i panni del roditore, ha accelerato non solo i lavori per il programma elettorale ma anche la lista dei candidati al parlamento cittadino. Lasciando un certo numero di posti liberi a Cintioli & Co. se vorranno ancora essere della partita. A detta dei bene informati la lista sarebbe pressoché finita. E’ in questo quadro che si può quindi leggere il documento partorito dalla minoranza (tra cui spiccano i nomi di Martellini, Rossi, Zampa, Passeri, Loretoni e Marcelli).

Nella nota, inviata anche alla stampa, si chiede ancora una volta una urgente convocazione dell’assemblea del partito per “affrontare il voto dello scorso 4 marzo”, “le problematiche vissute dalla città” e “come richiesto dopo il congresso, una analisi seria e approfondita dei quattro anni di amministrazione di centro destra. Ma evidentemente si era già pronti ad un accordo con quel centro destra che ci aveva sconfitto nel 2014 sulla base di una critica feroce alle nostre politiche e alle nostre amministrazioni…è per questi motivi e principi che non possiamo accettare alcun dialogo con l’attuale maggioranza in consiglio comunale”. E ancora una volta la richiesta a riequilibrare la rappresentanza all’intero degli organi statutari, “rappresentatività falsata a nostro avviso da irregolarità nella accessibilità al voto congressuale”.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Nessuna risposta ancora dalla segreteria che già nelle ultime settimane è più volte intervenuta per smontare le accuse della minoranza. Da qui il sospetto che i vari tentativi siano solo un escamotage per indebolire la maggioranza. Una ipotesi che farebbe pendant con quella, finora non smentita, che in realtà la minoranza starebbe lavorando ad un listone civico capace di guardare a 360 gradi.

M5S punta al programma

Da Milano Grillo&Co. non hanno ancora acceso il disco verde alla candidatura di Biondi e dei componenti la lista al consiglio comunale, anche se la cosa sembra avere solo il sapore della forma. I pentastellati sono chiusi a riccio e non trapela molto della loro campagna politica. Giovedì dovrebbero ritrovarsi per l’ultima volta a Le Mattonelle (terminal della pista ciclabile) prima di inaugurare la nuova sede. I gruppi di lavoro sono già stati formati per redigere il nuovo programma che, a quanto pare, avrà alcune novità rispetto a quello del 2014. In fase di stesura anche la lista degli assessori che, secondo le intenzioni, verrà svelata prima del voto. All’esame anche le possibili date per le iniziative che dovrebbe vedere protagonisti i vertici del Movimento.

Rinnovamento, count down finale

La settimana che va a cominciare potrebbe essere quella del riscatto di Rinnovamento, finora incapace, per motivi e responsabilità varie, di prendere le redini e lanciare la sfida politica. Il boccino resta nelle mani di Monini, Graniti e Panfili. Che con un occhio devono guardare anche ai propri banchi del consiglio comunale dai quali non si nasconde più un certo nervosismo per la mancata partecipazione al percorso intrapreso; con l’altro ai corteggiamenti che arrivano da Spoleto Popolare che spera nel colpaccio di indebolire quelli che sulla carta, ma ormai solo su quella, restano i colleghi della maggioranza.

Spoleto Popolare chiama Mulè

Chi sembra e annuncia di avere idee chiare e gambe forti per correre è la lista civica Spoleto Popolare che, abbandonato il simbolo del fu Ncd di Alfano, punta tutto e solo sul civismo. La candidatura di Maria Elena Bececco appare ormai più che scontata, nonostante i vertici di Rinnovamento abbiano espresso il proprio dissenso. “Se trovano un candidato con più voti della nostra, siamo pronti a fare un passo indietro” dicono i supporter della vice sindaco, già indubbiamente convinti di superare il primo turno. I lavori almeno qui proseguono di buona lena. Sarebbero già 40, a dire dei vertici, i nomi di spoletini disponibili alla corsa ad uno scranno, cosa che avvalorerebbe l’ipotesi di una seconda lista in favore della Bececco. Come continuano le riunioni nella sede di viale Marconi, inaugurata pochissimi giorni fa. Di ieri l’altro, sabato, l’ultima alla quale è stato invitato l’ex direttore di Panorama e neoeletto di Forza Italia, Giorgio Mulè, grande amico del compianto sindaco Cardarelli e che a Spoleto ha acquistato una casa per trascorrere i suoi momenti di svago.

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