Cascia, festa e commozione per la nuova vita della riabilitazione - Tuttoggi.info

Cascia, festa e commozione per la nuova vita della riabilitazione

Redazione

Cascia, festa e commozione per la nuova vita della riabilitazione

A due anni dal terremoto inaugurata la struttura ospedaliera e la Rsa
Sab, 22/09/2018 - 20:39

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“Finalmente è arrivato il nuovo inizio per la riabilitazione di Cascia. Sono tantissimi quelli che aspettano la sua riapertura a mani giunte”. E’ stato un giorno di festa e di commozione, per la comunità di Cascia e la Valnerina, con l’inaugurazione della nuova struttura ospedaliera di riabilitazione e residenza sanitaria assistita di Cascia, come testimoniano queste poche parole di Annita Rondoni consigliere nazionale dell’Associazione italiana sclerosi multipla e responsabile del Gruppo operativo AISM Foligno – Spoleto – Valnerina. Anche lei è tra i numerosi pazienti che hanno voluto essere presenti al taglio del nastro. L’evento, aperto da una tavola rotonda sul tema “La riabilitazione come vocazione: esperienza e prospettive della riabilitazione a Cascia”, ha visto la presenza di numerose istituzioni, Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, di Luca Barberini, assessore alla Salute, Coesione Sociale e Welfare della Regione Umbria e di Mario De Carolis, sindaco del Comune di Cascia. Presenti, inoltre, come partner di progetto, per la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus la vicepresidente Maria Chiara Roti ed Elisabetta Strada Coordinatrice Progetto Ricostruzione Terremoto Centro Italia e per Fondazione Vodafone Italia il Consigliere Delegato Maria Cristina Ferradini.

Per sottolineare un’occasione così significativa per la comunità locale e quella di tutta la Valnerina, anche la madre priora del Monastero Santa Rita da Cascia, suor Maria Rosa Bernardinis, ha voluto vivere questo momento inaugurale, partecipando al taglio del nastro, accompagnata dalla vicaria suor Maria Natalina Todeschini. Visibile sul volto della Superiora tutta l’emozione dovuta alla felicità di veder giunto il tanto desiderato traguardo di riaprire la nuova struttura e la gratitudine verso coloro che hanno permesso che il progetto divenisse realtà. Del resto, il Convento di Santa Rita ha avuto un ruolo determinante per consentire una così rapida riapertura di un centro destinato ad un servizio così importante.

E accanto alle monache hanno voluto essere parte attiva di questa giornata memorabile per Cascia, anche coloro che hanno reso possibile la realizzazione dei lavori di riconversione dell’edificio di proprietà del Monastero Santa Rita. Dalla lunghissima lista dei benefattori, le Monache hanno estratto 7 nomi rispondenti ai due criteri scelti, ovvero che provenissero da tutte le regioni d’Italia e dall’altra parte che fossero rappresentati non solo i grandi ma anche i piccoli donatori.

Patrizia Casello, 58 anni, è arrivata per la speciale occasione fin da Reggio Emilia: “Sono un’infermiera e da qualche anno anche una paziente e so cosa vuol dire quanto è importante trovare eccellenza medica ed umana in queste strutture specialistiche. Insieme alla mia devozione di lunga data per Santa Rita, questo è stato il motivo che mi ha spinto a sostenere il progetto delle Monache”.

Tra i benefattori che hanno raccolto l’appello delle agostiniane, c’è anche chi arriva da un territorio più vicino a Cascia e che ha vissuto sulla sua pelle non solo la paura e la devastazione del terremoto del 2016, ma anche gli enormi disagi che ne sono conseguiti. Nonostante questo Nicola Ambrosini, 56 anni residente in Abruzzo, ha scelto di tendere la sua mano per aiutare una terra sorella nel dolore: “Il Monastero di Cascia per me rappresenta una seconda famiglia, ma oltre questo legame il mio gesto è stato mosso dall’aver provato, in prima persona, quanto sia negativa per una comunità la mancanza di quei punti di riferimento che vengono meno dopo il sisma, primo fra tutti il servizio sanitario, indispensabile alla vita. Nella mia zona, purtroppo, stanno chiudendo molti centri ospedalieri e quindi ho voluto dare il mio contributo per far sì che qui a Cascia ciò non succedesse”.

Grande soddisfazione hanno espresso anche i partner che hanno finanziato parte del progetto. “Dopo aver lavorato a Cascia alla ricostruzione delle scuole elementari e medie, siamo felici di aver partecipato, grazie al sostegno di Fondazione Vodafone Italia e con grande impegno e spirito di servizio, anche a questo importante progetto sanitario. Insieme si può fare molto per obiettivi importanti comuni, in una rete che vede pubblico, privato, privato sociale e istituto religioso uniti per la rinascita di un paese colpito dal terremoto che ci sta molto a cuore”, ha dichiarato Maria Chiara Roti, vice presidente della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus. “Contribuire alla restituzione di una struttura ospedaliera alla Valnerina – afferma Maria Cristina Ferradini, consigliere delegato di Fondazione Vodafone Italia – risponde ad un bisogno più ampio che è quello di favorire la ricostruzione dei valori sia culturali che identitari di questo territorio. Un percorso di rinascita che vede Fondazione Vodafone impegnata su diversi ambiti, sia sostenendo progetti di ricostruzione come quello che presentiamo oggi, sia promuovendo iniziative che vedono il digitale come strumento di rilancio dell’economia locale”.

Le Istituzioni

L’ospedale di Cascia ospitava una struttura importante per il servizio di riabilitazione regionale – ha detto la presidente Marini – grazie alla collaborazione di varie realtà e grazie alle suore del monastero di santa Rita, che voglio ringraziare per aver messo a disposizione la struttura, grazie all’Usl, alla Fondazione Rava con la collaborazione di Fondazione Vodafone Italia, abbiamo potuto far ripartire questo servizio che, pur essendo temporaneo, ha una struttura stabile“.

Si tratta quindi, di un presidio significativo per la riabilitazione che  permetterà al personale di riprendere l’attività in una struttura organizzata ad hoc e agli abitanti di Cascia e della Valnerina di usufruire di un servizio sanitario senza dover fare grandi spostamenti. E’ stato fatto un investimento importante – ha concluso la presidente dopo aver ringraziato la Fondazione Rava per il grande e prezioso lavoro svolto in Umbria dopo il sisma, dove hanno contribuito alla ricostruzione degli edifici delle scuole – perché ripartiranno i servizi sanitari territoriali con un passo in avanti, visto che la strumentazione è innovativa“.

Anche l’assessore Luca Barberini ha ricordato la lunga tradizione in campo sanitario di Cascia che da anni richiama molti cittadini anche da fuori regione. “La riapertura della struttura sanitaria – ha detto – è quindi doppiamente importante perché se da una parte siamo soddisfatti di garantire un servizio alla comunità, dall’altro siamo orgogliosi perché l’Umbria è la prima Regione che, dopo gli eventi sismici del 2016, riapre in forma stabile una struttura sanitaria e ciò rappresenta un grande successo per la Regione e per il Servizio sanitario regionale. E’ un momento di gioia, un bel segnale perché nelle zone del sisma abbiamo necessità di questo tipo di interventi. Siamo convinti che per rilanciare la Valnerina occorra ricostruire e favorire lo sviluppo economico creando anche nuova occupazione, ma è anche importante ripristinare i servizi, primi tra tutti quelli socio-sanitari“.

La struttura ospedaliera per un Comune come il nostro con molti devoti, rappresenta un tassello importante per la ripartenza dopo il sisma – ha detto il sindaco di Cascia, Mario De Carolis – Grazie alla solidarietà delle monache del Monastero di Santa Rita e i tanti benefattori, primi le Fondazioni Rava e Vodafone, abbiamo potuto realizzare questo importantissimo servizio per tornare alla normalità e guardare al futuro“.

La riconversione della ex Casa Esercizi Spirituali ‘Santa Rita’ in struttura ospedaliera ha richiesto importanti interventi all’edificio – ha riferito Lanfranco Castellucci, direttore dei lavori e referente del Monastero Santa Rita da Cascia – Per il Monastero ha rappresentato un atto di profonda vicinanza ai bisogni della comunità“.

La struttura

La struttura riabilitativa ospedaliera e residenza sanitaria assistita (Rsa), allestita nell’ex Casa Esercizi Spirituali messa a disposizione dalle Monache del Monastero di Santa Rita, si snoda su 3 piani, avrà una disponibilità di 40 posti letto e tutti gli arredi e i macchinari sono innovati . E’ la prima realtà sanitaria che torna operativa dopo gli eventi sismici del 2016.

La struttura – come ha spiegato il direttore dellUsl2, Imolo Fiaschini – si estende complessivamente su tre livelli e interessa una superficie di 3.000 metri quadrati: il primo e il secondo piano sono dedicati alla degenza, il piano terra alla riabilitazione per esterni, con un’area riservata alla radiologia e al ricevimento ambulatoriale. L’obiettivo finale del progetto, – realizzato grazie alla collaborazione tra Regione Umbria, Comune di Cascia, Usl Umbria 2, Monastero Santa Rita da Cascia e con sostegno di molti benefattori e la partnership della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus, con il contributo di Fondazione Vodafone Italia – è quello di assicurare agli abitanti della Valnerina e delle zone circostanti, un centro di riferimento dove poter ricevere cure e assistenza medica specialistica e, in particolare, di ripristinare due poli specialistici di riabilitazione e Rsa. Infatti, il centro specialistico per la sclerosi multipla di Cascia, che era in funzione presso l’ospedale reso inagibile dal sisma del 2016, rappresentava un polo d’eccellenza nella lotta alla sclerosi multipla.

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