Bus per gli sfollati del terremoto, c’è la proroga

Bus per gli sfollati del terremoto, c’è la proroga

Provvedimento deciso dalla Regione dopo le richieste del Comune di Norcia | Nel mirino c’era il poco preavviso

C’è la proroga per il bus che ogni giorno trasporta gli sfollati del terremoto del 2016 dalla zona di Perugia (Lago Trasimeno in primis) alla Valnerina. La decisione è stata presa dalla Regione Umbria dopo le polemiche dei giorni scorsi, soprattutto per il poco preavviso con cui è stata decisa la sospensione del servizio di trasporto.


Terremoto, per gli sfollati niente più bus per Norcia


Le persone ospitate negli alberghi del Perugino che lavorano a Norcia, ma anche semplicemente che finora hanno usufruito del pullman per mantenere il legame con il proprio territorio, potranno continuare ad utilizzarlo fino a fine settembre. Questi i termini  della proroga decisa su sollecitazione dell’amministrazione comunale nursina.

In particolare era stato il consigliere comunale di maggioranza Francesco Battilocchi a sollevare il problema, scatenando in verità prese di posizione contrastanti tra i cittadini. La questione sollevata riguardava soprattutto la comunicazione della decisione soltanto una settimana prima dello stop del bus, con la difficoltà per gli sfollati nell’organizzarsi con mezzi alternativi.

Nella lettera inviata ai comuni coinvolti ed alle strutture alberghiere, il dirigente regionale della protezione civile Alfiero Moretti spiegava che il servizio era stato appaltato dalla Regione “su un fabbisogno dei primi mesi dell’anno 2017 che ha visto una progressiva riduzione dei fruitori conseguente alla scelta di soluzioni abitative alternative alla permanenza nelle strutture ricettive medesime, con conseguente riduzione delle corse stesse”. E si spiegava che l’appalto non avrebbe potuto vedere più proroghe dopo il 13 settembre, con i servizi interrotti. “Stante il numero esiguo dei soggetti che attualmente usufruiscono dei collegamenti suddetti – si evidenziava – si invitano codesti comuni a proporre alla popolazione interessata soluzioni abitative alternative, quali ad esempio la autonoma sistemazione o, provvisoriamente, una sistemazione in strutture ricettive nei territori di provenienza, consentendo di gestire i trasporti mediante i collegamenti ordinari di trasporto pubblico locale”. Ora le amministrazioni comunali, e gli sfollati, avranno più tempo per organizzarsi in vista, finalmente, dell’assegnazione delle Sae o di un’autonoma sistemazione.