Bullismo e judo, corso antibullismo nelle scuole di Terni

Bullismo e judo, corso antibullismo nelle scuole di Terni

Domattina all’istituto “Felice Fatati” la presentazione dell’iniziativa | Sul tema c’è il libro di Alessandro Bruyere “Igiei. Storia di un drago che faceva judo”

Vincere il bullismo con lo sport, ed il judo in particolare. Si parlerà di questo domattina (ore 10) a Terni, all’istituto “Felice Fatati”, nella conferenza stampa che darà il via al corso antibullismo nelle scuole primarie della città.

L’iniziativa, denominata “Vinci il bullismo con la via della cedevolezza (Judo)”, è organizzata dalla Fondazione Moveo in collaborazione con la Fijlkam Umbria e l’asd Kodokan Fratta e vedrà appunto protagonista l’istituto comprensivo “F. Fatati” di Terni.

Interverranno: generale Domenico Ignozza, presidente regionale del Coni, ing. Marco Patata, presidente Fondazione Moveo, Andrea Arena, presidente della Fijlkam Umbria, Leonardo Perini, vicepresidente della Fijlkam Umbria sett. Judo, Alessandro Bruyere, ex campione del mondo e scrittore, Mirco Diarena, istruttore di Judo e giornalista.

Sarà l’occasione anche per presentare il libro “Igei. Storia di un drago che faceva judo”.

La storia di Igei è raccontata in un libro nato grazie alla collaborazione con lo scrittore Alessandro Bruyere e l’illustratore Paolo Brindesi.

L’idea che ha dato vita alla storia di Igei e che la permea è nata con l’intento di cercare di trasmettere l’antico precetto che insegna che le apparenze ingannano e che, con l’aiuto di una disciplina come il judo, è possibile dar vita alle potenzialità nascoste in ognuno di noi e trovare la propria Via. Il racconto narra le vicissitudini del giovane Igei, drago adolescente alle prese con i tipici problemi che molti ragazzi dell’era contemporanea si trovano a dover affrontare. Igei è emarginato per i suoi difetti fisici – la sua somiglianza con un pollo piuttosto che ad un drago – e per questo motivo a scuola è per tutti il “dra-pollo”. Igei è in difficoltà a riuscire ad essere integrato e vive una vita piuttosto triste e solitaria. Ha molte qualità, ma poche possibilità di dimostrarlo a coetanei più attenti alla apparenza che ad altro. Serio e di sani principi però vive il tutto con apparente serenità.

La sua vita cambia radicalmente quando si imbatte casualmente in GEI DO (“j” di judo più do che in giapponese significa “la Via”), vecchio maestro di judo, giapponese di origini, che lo invita ad assistere ad una lezione nel suo piccolo e affascinante dojo (luogo in cui si pratica il judo).

Igei troverà nel judo un mondo che non pensava potesse esistere. Si appassiona incredibilmente alla disciplina appena scoperta e piano piano, grazie ad essa, sconfigge le sue paure e inizia una nuova fase della sua vita. I suoi compagni di judo e il vecchio Maestro, saggio e brillante, regalano al giovane protagonista emozioni mai provate, e lo aiutano a sentirsi per la prima volta un individuo, se così si può dire di un drago, amato ed apprezzato.

Nello scontro con il suo antagonista Barai, ex judoka ma privo di valori e irrispettoso, capirà la vera essenza del judo e farà suo il principio del “io è gli altri insieme per progredire”, onorando il suo Maestro e conquistando la stima e il favore di tutti i suoi coetanei e un’agognata felicità.

Tramite le vicissitudini del giovane drago e gli affascinanti insegnamenti del maestro Gei Do il racconto presenta il judo e i suoi valori a chi già lo vive e anche a chi gli avvicina da profano, dipingendolo come una disciplina attraverso la quale si può affrontare qualsiasi problema e acquistare una visione differente della vita, propria e degli altri. Infine, nel libro si parla di bullismo e di come il protagonista Igei risce a combatterlo senza usare violenza.