Belmonte si dimette dalla giunta e già annuncia di ricandidarsi

Belmonte si dimette dalla giunta e già annuncia di ricandidarsi

Come anticipato, Mismetti disinnesca la ‘mina socialista’ e blinda Ciancaleoni | In passato stessa sorte toccò a Romagnoli | Ecco il quadro della situazione

Come dettagliatamente anticipato due settimane fa dal nostro giornale, (giunta-mismetti-riesplode-la-questione-socialista) Emiliano Belmonte è fuori dalla giunta comunale di Foligno. La sedia dell’assessore socialista – come già detto – scricchiolava ormai da tempo, e stare seduti su una sedia che scricchiola non dev’essere certamente piacevole. Fatto sta che lunedì è stato lo stesso Belmonte ad inviare al sindaco una lunghissima lettera di dimissioni.

Un’uscita di scena strategica, che rende sicuramente onore all’uomo politico, in un momento in cui da destra a sinistra, tutti cercano di restare aggrappati alle poltrone con le unghie e coi denti. Vero anche che i margini di manovra ormai erano ristrettissimi e che nei prossimi giorni – se non ore – sarebbe stato lo stesso sindaco Nando Mismetti a staccare la spina detonando così la ‘mina socialista’. La notizia era nell’aria da non poco, ma è stata diffusa ufficialmente soltanto in tarda mattinata da un breve ed asettico comunicato stampa.

“Alla luce dei gravi fatti politici succeduti (così è testualmente scritto) in questi mesi sia nella maggioranza di centro sinistra sia all’interno del mio partito, ritengo necessario da parte mia compiere un gesto di responsabilità istituzionale nei confronti di tutti i cittadini. Pur prendendo atto dopo il colloquio avuto con il sindaco Mismetti e con i consiglieri di maggioranza che non sussistono motivi politici nè personali da giustificare una mia fuoriuscita dalla giunta – sostiene Belmone – ricevendo anzi gli apprezzamenti di questi e del partito cittadino con le firme di 60 tesserati e dei 25 candidati del 2014 per farmi desistere da queste dimissioni. Devo comunque prendere coscienza che l’assenza del voto cruciale del nostro consigliere comunale dissidente Ciancaleoni – conclude la nota – pesa troppo sulla crisi di maggioranza di questa città. Mette a repentaglio l’intera maggioranza in consiglio comunale che rischierebbe di saltare”.

La lettera è ben più lunga ed articolata – come si diceva – ed è stato direttamente Belmonte a diffonderla tramite whatsapp. Nel documento l’ormai ex assessore non risparmia accuse al capogruppo socialista Roberto Ciancaleoni, innanzitutto ricorda che ‘è entrato in comune grazie alle mie dimissioni da consigliere per fare l’assessore’ e aggiunde sostenendo che ‘pur non avendo apportato in questi mesi quest’ultimo nessun tipo di contributo politico in consiglio comunale ne aver dato dei reali motivi politici critici alla mia azione amministrativa, il Ciancaleoni fa sapere che tornerà in maggioranza sostenendo la coalizione di centro sinistra solo se non ci fossi più io”. Così viene scritto e fedelmente riportato.

‘Sto valutando la proposta del mio partito di assumere la carica di segretario comunale e di coordinatore regionale per il rilancio politico sull’area vasta del partito stesso, ma sono invece già sicuro di essere pronto a contribuire da esterno senza rimborsi alcuni a qualsiasi iniziativa associativa in favore della città’ si legge in un altro passaggio.

In politica – piaccia o meno – contano i fatti, ed alla fine, almeno in questa vicenda, a vincere il braccio di ferro è stato Roberto Ciancaleoni, capogruppo dei Socialisti Riformisti in consiglio comunale ed ormai, ex ‘dissidente’. Ironia della sorte: per la serie ‘corsi e ricorsi storici’ ecco che ora, paradossalmente, si ripete a parti inverse quel che successe nella passata legislatura, quando, sempre a causa di lotte intestine socialiste, fu fatto cadere l’allora vicesindaco Massimiliano Romagnoli, per poi sostituirlo con l’assessore Stefania Mancini. Romagnoli d’altronde, si disse all’epoca, tra le altre cose, che non godeva più del supporto del gruppo consiliare.

La politica, come la vita, è una ruota che gira. E tra i papabili alla sostituzione, rispunta pure il nome della stessa Mancini. Il sindaco Nando Mismetti, dovrà scegliere tra una rosa di tre o quattro nomi, tra i quali svetta il petalo di Francesco Angelucci, vicesegretario della sezione folignate del Psi.

Quando il sindaco nominò Cristina Grassilli al posto di Silvia Stancati, le deleghe di Belmonte vennero drasticamente dimezzate e redistribuite: gli fu sottratta la mobilità, il risparmio energetico, i rapporti con il centro storico, la semplificazioni e l’informatizzazione.

Il cerchio dovrebbe chiudersi non prima di una decina di giorni, e non si esclude infatti, con l’occasione, un ‘ritocco’ anche agli altri assessorati. Se prima, con l’ingresso in giunta di Cristina Grassilli, Mismetti ha recuperato i dissidenti Lorenzo Schiarea capogruppo di Movimento per Foligno e Moreno Finamonti del Pd, adesso con queste dimissioni tutt’altro che inattese, serra i ranghi e torna a disporre – sulla carta – di 14 voti fermo restando l’addio di Elio Graziosi e Lorella Trombettoni ex consiglieri comunali del Pd ora confluiti nel gruppo misto.

Belmonte è fuori, giornalisticamente e correttamente lo avevamo già anticipato, pur creando qualche malumore ed alcune reazioni scomposte, ma i fatti confermano che avevamo ragione.

Belmonte è fuori ma – stando a quanto scritto – prepara anche il suo ritorno in pista, e l’annuncio della (ri)discesa in campo è proprio nelle ultime righe della lettera di dimissioni: ‘sarà sicuramente motivo di riflessione e crescita personale – aggiunge – stare lontano da logiche che non mi appartengono consentendomi di presentarmi alle elezioni 2019 insieme ai miei coetanei e iscritti con una determinazione ancora maggiore’.

Ci sarà ancora molto da scrivere…

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