Befana, la Caritas apre la sua mensa anche per l’emergenza freddo

Befana, la Caritas apre la sua mensa anche per l’emergenza freddo

I senza fissa dimora potranno essere ospitati nei locali di Via Ciaurro

La Befana arriva anche alla mensa dei poveri “San Valentino” della Caritas diocesana di Terni-Narni-Amelia. Il 6 gennaio alle 17, come ormai da diversi anni, sarà un momento speciale per gli ospiti della mensa che riceveranno dalla Befana doni e dolciumi. Un momento di festa e di condivisione che in queste festività è stato particolarmente vissuto anche nel cenone di fine anno e nell’apertura straordinaria della mensa del 1 gennaio e in concomitanza con l’avvio dell’”emergenza freddo” da parte del Comune di Terni che mette a disposizione dei senza fissa dimora posti letto per la notte all’interno dei locali di proprietà comunale.

L’apertura mattutina della mensa  proseguirà per tutto il periodo dell’”emergenza freddo” al fine di consentire alle persone senza tetto di avere un ricovero anche diurno e dei pasti caldi durante la giornata. In questo periodo si è intensificata l’attività della mensa con la presenza di circa 80 persone che giornalmente frequentano i locali di via Ciaurro.

“Nella fase dell’”emergenza freddo” con grande disponibilità i volontari della mensa accolgono le persone sole e senza fissa dimora a colazione alle 9.30 e a pranzo alle 12 oltre al consueto orario serale di apertura – ricorda il direttore della Caritas diocesana diacono Ideale Piantoni – per dare ai poveri della città la possibilità di avere delle risposte ai loro bisogni primari quali l’ascolto, il mangiare e il ricovero, specie in questo particolare momento di difficoltà. Inoltre ricordiamo che alcuni homeless vengono accolti nella casa “O.Parrabbi” anche se con regole educative da seguire. Quello che il volontariato cattolico fa è qualcosa che sovviene a queste necessità, ma non risolve, e l’impegno della Caritas diocesana continua incessante su vari fronti per dare risposte alle crescenti richieste di famiglie che si rivolgono alle strutture caritative della Chiesa per richiedere viveri e altre aiuti di prima necessità”.