Associazioni in Umbria, a chi va il cinque per mille | L’elenco

Associazioni in Umbria, a chi va il cinque per mille | L’elenco

Destinazioni e deneficiari in calo | In arrivo novità con la riforma del terzo settore

Calano le preferenze alle onlus del 5xmille. E’ questo quanto emerge dall’ultima analisi effettuata dall’Agenzia delle Entrate: i dati sono stati pubblicati lo scorso 18 aprile e si riferiscono al 2015. Un piccolo terremoto per quanto riguarda la grande costellazione dei fundraiser e dei tanti beneficiari italiani: 46.755 enti, per la precisione, di cui 39.168 di volontariato, 7.060 associazioni sportive dilettantistiche, 421 enti impegnati nella ricerca scientifici e 106 enti che operano nel settore della sanità.

Un trend discendente che si abbatte anche sull’Umbria, che non porta a casa nessun ‘premio’ per quanto riguarda le preferenze che i contribuenti, al momento della dichiarazione dei redditi, esprimono nel destinare il proprio 5xmille.

La fotografia dell’Italia

Nel 2015, dunque, a primeggiare come da tradizione troviamo l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, che ottiene oltre 64,9 milioni (-1,2 milioni rispetto al 2014); seguono Emergency (-487.371 euro rispetto a tre anni fa) e la Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro, che invece ottiene un +562mila euro. In classifica troviamo poi: Medici Senza Frontiere, Unicef, Ail e Save the Children.

Cosa è accaduto

Con un calo complessivo del 3,3% e un passaggio da 16,6 milioni del 2014 a 16,3 del 2015, si comprende come gli stessi firmatari che destinano parte delle imposte ai fini sociali siano scesi di molto (il dato ci dice che sono stati 140mila per il 2015). Anche le preferenze complessive sono diminuite: 16.297.009 nel 2015, a fronte delle 16.604.008 del 2014. Destino inverso per gli enti che chiedono di iscriversi alle liste per beneficiare del contributo, che invece aumentano: si arriva a 54.843 contro i 53.461 del 2014.

Le associazioni in Umbria

Nel 2015, le associazioni in Umbria ad aver richiesto di accedere al 5xmille erano 899. Guardando al 2017, invece, solo in Umbria, in base a quanto è possibile consultare sul sito web dell‘Agenzia delle Entrate, sono 831 i soggetti (tra associazioni e altri) ad aver richiesto, per quest’anno, di poter accedere ai benefici per il 5xmille e iscritti negli elenchi, di cui 656 sulla provincia di Perugia e 175 su quella di Terni. Un totale che pesa relativamente poco, se si pensa che a livello nazionale negli elenchi compaiono 48.776 associazioni. Un dato, inoltre, che assume ancora più importanza e valore se si confronta con quanto rilevato dall’ultimo report dell’Aur (Agenzia Umbra Ricerche) che trova nel mondo dell’associazionismo un valore piuttosto basso (il 2,4) per quanto riguarda il senso di appartenenza all’Umbria, a fronte di un 37,6% riferito ai legami familiari, o generalmente gli ambiti delle relazioni primarie.

Chi ha più preferenze

Se poi si studiano i grafici elaborati da Twig., società di data mining, information managing e data visualization, si comprende ancora meglio come e quanto il 5xmille impatti sull’economia dell’associazionismo umbro. Nel perugino, i primi enti a salire sul podio (sempre a livello provinciale), e quindi ad ottenere maggiori preferenze per il 5xmille nel 2015, sono:

  • Fondazione Santa Rita da Cascia Onlus (con 300.509,17 euro);
  • Comitato per la vita Daniele Chianelli (che ottiene 218.245,83 euro);
  • Associazione umbra per la lotta contro il cancro (con 157.810,60 euro).

Spostandoci nella città dell’acciaio, invece, troviamo:

  • Fondazione aiutiamoli a vivere (con 75.492,68 euro);
  • Associazione “Sulla strada” (con 61.720,19 euro);
  • Frà Elia Congregazione degli Apostoli di Dio (41.728,22 euro percepiti).

Tutti dati che evidenziano il reale rapporto con il reddito, il senso civico e il legame con le varie associazioni, da cui poi si origina la scelta per il 5xmille.

Spostando l’attenzione sui dati relativi ai (circa) 8000 comuni italiani, e analizzando quanto le associazioni raccolgono mediamente a livello pro-capite, in testa ci sono: Lajatico in provincia di Pisa con 761 euro pro-capite, Proves in provincia di Bolzano (519 euro pro-capite) e Pratella in provincia di Caserta (289 euro pro-capite). Dando uno sguardo invece ai capoluoghi di provincia, Pavia ottiene l’oro, dove le associazioni locali raccolgono a livello pro-capite 48 euro, seguita da Padova ed Urbino (44 euro).

In Umbria le preferenze non raggiungano valori alti:

  • a Perugia, si parla di 30 euro pro capite, per 166 associazioni e 42.660 preferenze;
  • a Terni ci si attesta a 32 euro pro capite per 11.654 preferenze.

>>> TUTTI GLI ELENCHI DEI BENEFICIARI PER IL 2015 


Dove finisce il 5xmille

Linfa vitale, quella del 5xmille, che dunque in questi ultimi anni lascia in affanno enti ed associazioni proprio a causa del calo. A provare a dare una spiegazione del fenomeno, è Stefano Zamagni, docente di Economia Politica all’Università di Bologna, il quale, in occasione della pubblicazione dei risultati del 2015, ha così commentato a Il Fatto Quotidiano.it: ad avere la peggio sono le associazioni di volontariato più piccole, che hanno meno strumenti per fare marketing e crescere in riconoscibilità. “Non si tiene conto del principio di proporzionalità – ha dichiarato Zamagni nella sua intervista – ossia l’ente di terzo settore che vuole iscriversi deve affrontare dei costi che alcune volte non possono permettersi e questi costi seguono gli stessi criteri sia per le grandi che per le piccole realtà”. Per la fine di maggio comunque potrebbero esserci delle novità, grazie, in particolare, alla riforma del terzo settore, che potrebbe aprire una nuova stagione per il mondo del volontariato.

©Riproduzione riservata