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domenica 26 maggio 2013 -

Terni, guerra su fusione Outokumpu Inoxum. Seitorvita ottimista, Governo alza barricate

Terni, guerra su fusione Outokumpu Inoxum. Seitorvita ottimista, Governo alza barricate

Il 27 ottobre un convegno sul polo siderurgico. Scilipoti (Mrn) invoca l'aiuto di Alfano

Luca Biribanti
Nonostante la mobilitazione nazionale a difesa del polo siderurgico di Terni, il Ceo di Outokumpu, Mika Seitorvita, ha scritto una nota in cui sembra non preoccuparsi più di tanto di quanto stia accedendo in Italia “In October we filed a binding remedy commitment in connection with the Inoxum transaction and we expect the European Commission to make its decision regarding the transaction by 16 November. We expect to be able to finalise the transaction by end of 2012. Despite the remedy, the strategic importance of the transaction remains unchanged and we expect to achieve annual synergy savings of approximately EUR 200 million. I am very excited to start the implementation of the much-needed structural change and creating the new global leader in stainless steel”. In sostanza Seitorvita si aspetta che entro il 2012 sia conclusa la transazione con Inoxum, sempre che il 16 novembre la commissione europea antitrust dia il via libera all'operazione. Il Ceo outokumpu si è detto molto impaziente di iniziare i cambiamenti strutturali che porteranno il colosso finlandese a diventare leader nella produzione dell'acciaio inox.
L'aria che si respira in Italia è decisamente meno ottimista: istituzioni locali e governo nazionale sono pronti alla battaglia per impedire lo 'spacchettamento' del sito produttivo ternano e dichiarano guerra qualora le condizioni imposte il 19 ottobre scorso durante il vertice al Mise di Roma tra forze politico sindacali e delegati finlandesi (leggi qui).
A Terni continua l'importante dibattito riguardo la vicenda e in programma c'è un convegno che servirà a rilanciare il dibattito sul futuro del polo siderurgico ternano a mantenere alta l'attenzione su una vertenza che è ancora aperta e per la quale l'intera comunità di Terni deve mobilitarsi, per far sentire la sua voce al Governo e alle Istituzioni Europee. Al tavolo "Giù le mani dalla acciaierie" si terrà sabato 27 ottobre alle ore 11.00 a Palazzo Gazzoli prenderanno parte il Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, l'assessore regionale Gianluca Rossi, il capogruppo del PdL alla regione Umbria Raffaele Nevi e l'Eurodeputato del PdL Alfredo Pallone.
L'incontro sarà un'occasione di confronto con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per fare il punto sulle prossime azioni e iniziative da portare avanti in tutte le sedi, affinchè il sito industriale ternano non venga smbembrato e si possa giungere ad una fusione con grandi gruppi industriali che garantiscano investimenti, come peraltro è stato fatto in questi anni dai tedeschi.
I lavori, che saranno introdotti da Matteo Bressan, Presidente del Club della Libertà Italia Libera, veranno moderati dal giornalista Andrea Giuli del Giornale dell'Umbria.

 

A livello nazionale è l'On. Domenico Scilipoti (Mrn), sollecitato dal coordinatore regionale dei responsabili, Claudio Pace, a chiedere l'intervento del segretario Pdl, Angelino Alfano: “per i problemi siderurgici di Terni, Taranto e Piombino si prospetta un’unica  soluzione: una nuova FINSIDER, a cui potrebbe essere conferito in dotazione  l’immenso patrimonio degli immobili pubblici da dismettere, che acquisti una parte del pacchetto azionario di queste tre aziende siderurgiche, oggi, in profonda crisi a causa di una incauta privatizzazione. La presenza di una partecipazione di minoranza con precisi diritti di veto su occupazione e investimenti- aggiunge l’On.Scilipoti- porterebbe indubbi  benefici dal punto di vista della tutela dei posti di lavoro e di conseguenza per la produzione, allontanando il fantasma della chiusura o  dello spacchettamento o del trasferimento all’estero delle produzioni, che per una Nazione sono risorse strategiche. Sempre da un punto di vista occupazionale - continua Scilipoti - si potrebbe introdurre, come misura per agevolare le assunzioni, oltre al turn over, la riduzione dell’orario di lavoro da parte di genitori, già dipendenti, in cambio dell’assunzione dei figli; da un punto di vista economico con la partecipazione agli utili che simili realtà, ben gestite, producono. Inoltre - prosegue l’On. Scilipoti - si potrebbe proporre l’utilizzo dei fondi di pensione di categoria per il riscatto della laurea, accelerandone  il pensionamento e nello specifico della realtà ternana, riconoscere ai lavoratori che ne avessero diritto, i benefici dell’Amianto già previsti per la ThyssenKrupp dal 2003 e ancora non applicati”.

 

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Commenti

1) inserito il da Mail postata da: Alfredo De Sio, consigliere regionale Pdl

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (PdL) torna a puntare il dito sui
finlandesi di Outokumpu in merito alla vicenda della fusione con Inoxum. Per
l'esponente regionale del centrodestra, le loro informazioni
contraddittorie fanno parte di una strategia tesa a prendere tempo e
prolungare all’infinito l’assunzione di decisioni che devono invece avere
il dono della chiarezza anche per non scongiurare eventuali acquirenti
nell’ipotesi di cessione degli impianti di Terni”. Per De Sio, “il
Governo nazionale deve continuare a tessere la tela diplomatica, ma anche
prepararsi ad un eventuale scontro dove è necessario alzare il livello per
ottenere rispetto. La vicenda Terni – commenta - rappresenta uno
spartiacque importante per l’intera Europa a secondo di come verrà
gestita”. 

 “Le informazioni contraddittorie, le
affermazioni e le smentite che si rincorrono sul web fino ai comunicati
fantasma, fanno parte di una strategia dei finlandesi di Outokumpu tesa a
prendere tempo e prolungare all’infinito l’assunzione di decisioni che
devono invece avere il dono della chiarezza anche per non scongiurare
eventuali acquirenti nell’ipotesi di cessione degli impianti di Terni”.
Così il consigliere regionale Alfredo De Sio (PdL) sulla vicenda della
fusione Outokumpu-Inoxum.
“Con tutto il rispetto per i finnici – scrive in una nota l'esponente del
centro destra - nella vita tutto è possibile, anche non riuscire a veder
prevalere ragioni e diritti, ma che questi signori pensino di prenderci per i
fondelli con giochini comunicativi che andrebbero bene per il mercato del
baccalà, sul quale sono certamente più esperti di noi, francamente mi
sembra troppo. Come purtroppo avevamo previsto – continua -, passi avanti
negli ultimi dieci giorni non ci sono stati. Anzi la riproposizione dello
svincolo del tubificio da un eventuale vendita, adducendo il motivo della
prescrizione europea, è purtroppo un segnale di grande malafede e poca
credibilità .La Commissione europea, che tra l’altro si dovrà pronunciare
il 16 novembre - ricorda De Sio - non è entrata e non entrerà nel merito
della produzione di acciaio indicando caso mai 'quanto' e non 'che cosa' non
risponda ai parametri dell’antitrust. Concetti, questi, noti a tutti per il
principio di terzietà che sovraintende il compito della Commissione e che
nei prossimi giorni avrò modo di approfondire con la delegazione industria e
lavoro del mio partito che si recherà a Bruxelles per una serie di incontri
e seminari dove, a margine degli stessi, si cercherà di focalizzare
un'azione congiunta per tutelare le acciaierie di Terni. Questo anche a
seguito di quello che sarà il dibattito del 5 novembre
sull’interrogazione, con proposta di risoluzione, che il Parlamento Europeo
discuterà in merito alle questioni industriali con uno specifico riferimento
a Terni e sottoscritta da 63 deputati italiani”.
Per De Sio, “il Governo nazionale deve continuare a tessere la tela
diplomatica, ma anche prepararsi ad un eventuale scontro dove è necessario
alzare il livello per ottenere rispetto . La vicenda Terni – commenta -
rappresenta uno spartiacque importante per l’intera Europa a secondo di
come verrà gestita. Infatti le dinamiche che finora l’hanno governata sono
un gioco di specchi tra concorrenza, mercato e speculazione dove, sempre in
modo più evidente, dietro le prime due si cela la terza. Capitolare di
fronte a questo non è possibile. Distruggere l'eccellenza, la
produttività ed il futuro strategico del sito probabilmente più avanzato
in Europa in materia di acciai speciali, a causa dell’insipienza dei
finlandesi e dei capricci tedeschi non è accettabile per l’Italia e
neppure per una Europa che voglia competere con il resto del mondo”.
“Tutta l’operazione – secondo De Sio - è talmente fasulla che già
dalle prime avvisaglie avevo ipotizzato una sorta di azione legale che
denunciasse gli aspetti oscuri di questa operazione. La riflessione in
corso a vari livelli per un eventuale ricorso alla Corte di Giustizia
europea – conclude - è un ‘ipotesi tutt’altro che peregrina che va
approfondita e preparata nei minimi dettagli”.

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