Terni, irrisolto il giallo Thyssen-Outokumpu-Inoxum. Domani giorno decisivo al Ministero. Passera: "Governo ha a cuore Terni"
Da Bruxelles si muovono anche i parlamentari europei. Le perplessità del Pd
Luca Biribanti
Continua a destare grande apprensione la complicata situazione a cui si è giunti nelle acciaierie di Terni. Dopo anni di politiche discutibili che hanno riguardato l'orientamento del sito produttivo ternano, si è giunti a un punto di svolta dal quale è necessario uscire salvaguardando la forza lavoro che è impiegata nello stabilimento di Viale Brin, che rischia di essere ceduto da Outokumpu per avere il via libera della Commissione Europea Antitrust sull'operazione Inoxum. Tutto il mondo della politica, da quello locale, a quello nazionale si è mosso per cercare di di coinvolgere le parti in causa in un tavolo condiviso per salvaguardare il sito produttivo. Senza distinzioni di appartenenza politica, dal Pd al Pdl, si è compresa la gravità della situazione e della vicenda, tanto che la questione sarà sottoposta all'attenzione della Commissione Europea con un'interrogazione scritta sul futuro della produzione siderurgica a Terni e in Europa, sottoscritta dall'onorevole Paolo Bartolozzi, consigliere del Parlamento Europeo per il Pdl, e altri membri dello stesso Parlamento. “La vicenda dell'eventuale cessione ad un altro gruppo industriale dello stabilimento di Terni, ha detto l'onorevole Bartolozzi - va seguita con molta attenzione. L'attuale situazione di incertezza del polo produttivo ci obbliga, ancora di più qui da Bruxelles, ad agire in fretta per chiedere un quadro complessivo di azione più sicuro, che tuteli questo settore dell'industria europea e che, nel caso speciale dello stabilimento di Terni, assicuri in questa fase di transizione un piano industriale competitivo e che salvaguardi l'occupazione”.
Nel frattempo anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha risposto da pochi minuti alle interrogazioni dei parlamentari sulla questione Outokumpu: “Il Governo vigilerà con attenzione sulla trattativa Thyssen-Inoxum-Outokumpu, visto le importanti ricadute che l'operazione potrebbe avere sulla produzione siderurgica di Terni – Queste le parole del Ministro durante il question time di oggi – Garantire l'integrità del sito di Terni è tra le priorità del Governo, così come la salvaguardia dei livelli occupazionali dello stabilimento. Domani ci sarà un incontro al Ministero per affrontare il tema della fusione”.
L'onorevole Trappolino (Pd) si dice ancora molto preoccupato nonostante il governo abbia preso precisi impegni: “Oggi ministro Passera a Montecitorio ha annunciato un tavolo istituzionale, ci aspettiamo passo decisivo del governo sulle istituzioni Ue – ha detto Trappolino - Il tavolo annunciato dal governo è un’iniziativa positiva ma è utile se quella sede sarà in grado di proporre strategie industriali per consolidare il polo siderurgico di Terni all’interno del processo di fusione con gli altri gruppi europei. Da parte nostra – seguita l'onorevole - restano per il momento forti preoccupazioni sul futuro di un sito industriale che è eccellenza mondiale”. Così Carlo Emanuele Trappolino, deputato del Partitodemocratico dopo il question time a Montecitorio dove è intervenuto il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera per rispondere all’ interrogazione del Gruppo del Pd presentato dopo l'annunciata rinuncia all’acquisto del polo siderurgico di Terni da parte della società finlandese Outokumpu a causa della minaccia di veto all’acquisizione da parte della commissione Antitrust europea. “La rapida apertura di un tavolo – aggiunge Trappolino – non cancella la questione fondamentale su cui il governo non ha dato risposte certe e cioè quali condizioni l’Antitrust europeo, l’organismo che si occupa della concorrenza, ha posto rispetto al piano di fusione presentato da Outokumpu con Inoxum. Noi insistiamo su un punto: l’Italia non può uscire dalle produzioni di acciai speciali, e in generale dalle produzioni di prodotti piani e lunghi (usati nei settori automobilistico e degli elettrodomestici). Tuttavia, senza un intervento autorevole del governo in sede europea, il nostro Paese rischia di restare indietro, magari consegnando il polo ternano a gruppi nazionali di piccole dimensioni, non in grado di consolidare il sito industriale nella sua dimensione mondiale, oppure di schiacciarla nel gioco ambiguo condotto fino ad ora dagli attori europei che sono intervenuti, interessati a ridurre Terni solo ad una quota di mercato”.
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Commenti
2) inserito il da Mail postata da: Gabriella Garonna, consigliere provinciale Pdl
la futura partnership delle “Acciaierie” ternane, è urgente che venga presa una
chiara e ferma posizione a livello provinciale, nazionale ed europeo al fine di
salvaguardare le vitali risorse del territorio ed il futuro di tanti nostri
lavoratori. L’ “Acciaieria” è storicamente il patrimonio industriale e la
principale fonte di reddito per gli abitanti della nostra provincia. Non possiamo
quindi non farci carico, come ente preposto, di iniziative assolutamente vitali ed
improrogabili per la sopravvivenza di Terni. Si chiede quindi se non sia più
opportuno concentrare tutte le residue risorse della Provincia a supporto di
iniziative per la difesa della nostra realtà provinciale, piuttosto che di
interscambi culturali con l’estero, di improbabile ritorno economico per il nostro
territorio. Il 2 aprile scorso il Presidente Polli ha portato il nostro saluto a
Palazzo Gazzoli, plaudendo insieme a Brega ed alla Marini alla venuta di Outokumpu a
Terni: sarebbe molto grave se passasse sotto silenzio, o quantomeno chiosassimo con
quattro parole di circostanza, un eventuale sciagurato allontanamento dei
Finlandesi. E’ ora di muoversi sul serio, magari di manifestare a Roma e Bruxelles,
per dare il giusto risalto agli ultimi accadimenti ed ai gravi interrogativi
socioeconomici che si addensano sul capo dei nostri cittadini”.
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1) inserito il da Mail postata da: Luciano Dalla Vecchia, segretario regionale Fds-Prc
la maggiore fabbrica umbra e del centro Italia viene messa sul
mercato per la seconda volta in meno di un anno; ciò avviene non
perché si è di fronte ad una crisi industriale, ma semplicemente in
funzione della spartizione di quote di mercato fra le società
multinazionali, che del nostro Paese, a dispetto della credibilità
della tecnocrazia al potere da tutti vantata, continuano a trovare un
luogo ideale per le loro scorribande.
La comunità politica
locale e regionale deve porre con urgenza al Governo non solo la
necessità di individuare una precisa strategia d'intervento sulla
siderurgia ternana e sul suo indotto, aprendo una nuova fase anche
rispetto alle risorse ed allo strumento del contratto d'area, ma
soprattutto quella di definire precise garanzie sul mantenimento
delle produzioni e dei posti di lavoro. Maggiori risorse, difesa
dell'occupazione, innovazione produttiva, ecosostenibilità: tutti
elementi che abbiamo sintetizzato con la richiesta dell'apertura di
una vertenza Umbria, e che sono decisivi per il futuro della nostra
Regione ed in particolare del comprensorio ternano, dove più gravi
sono gli effetti della crisi e dell'assenza di politiche industriali
degne di questo nome. Al Governo Monti e al padronato che lo sostiene
è ora infatti di dirla tutta.