Ospedale, ci risiamo! City Forum "fuori dai denti" puntualizza. Il consigliere Piselli (Pd), "Su nosocomio pubblicità negativa"
CF "Stella d'Italia ha corretto con noi il volantino. Fondazione Micheli "mai vista". Piselli, " no a demagogia e populismo". Briguori (CR): "Grande corteo per la città" (nei commenti)
Carlo Vantaggioli
Nemmeno 24 ore e sulla vicenda Ospedale arrivano interventi, puntualizzazioni, e dettagli per l'uso. Meglio di un "bugiardino" di quelli che trovi nelle scatole delle medicine, con l'unico svantaggio che qui non si legge da nessuna parte quali sarebbero i principi attivi ed i benefici che procura il pasticcone. Insomma come sempre accade una serie infinita di scrvi-scrivi, fitto-fitto, che a distanza di tempo perde di vista l'obiettivo. Rischiamo di rassicurarci sulla natura della cura per la malattia, salvo poi perdere il paziente in quttro e quattr'otto. Per cominciare dunque analizziamo le cause e l'origine della febbre. Così dopo la grande fuga dal campo di battaglia Il City Forum pubblica, anzi "spubblica" il comportamento di coloro che si giustificavano per i loro gesti. Andiamo a leggere in religiosa concentrazione:
Polemizzare su un bene comune, quale quello della salvaguardia della salute, e' sempre inutile se non dannoso.
Quando pero' alcuni interventi sono mirati per creare volutamente scompiglio, smarrimento e confusione nella cittadinanza, la precisazione diventa doverosa.
A tal proposito ci sorprende la presa di posizione dei Consigli di Amministrazione della Stella d'Italia e della Croce Verde che si sono improvvisamente defilati dalla raccolta firme a sostegno dell'Ospedale.
La sorpresa e' maggiore se si pensa che, da parte dello stesso rappresentante della Stella d'Italia, non solo era stata corretta la bozza del volantino diffuso, ma anche proposto un nominativo per aiutare nella petizione medesima.
Tale ripensamento sarebbe dovuto alla improvvisa "preoccupazione" che i rappresentanti associativi, nell'ambito del City Forum, siano strumentalizzati per i soli fini politici di uno di loro!!
Come per dire che i rappresentanti stessi, non riuscendo a ragionare con la propria testa, non riescono di riflesso a comprendere se vi siano azioni neutrali o strumentali.
Non male come considerazione della loro intelligenza!!!!
Soprattutto se tale "preoccupazione" viene palesata da Consigli di Amministrazione, come quelli dei defilati, che hanno, nel proprio ambito: assessori tutt'ora in carica, dirigenti di partito, consiglieri comunali, amministratori dell'ASE, Presidenti di Consulta, e così via.
Comprendiamo pero' che, un'azione decisa di rivendicazione, come quella della petizione popolare, può ritornare scomoda quando si hanno rapporti economici con il Comune, Enti territoriali ed ASL.
Per quanto riguarda la ex Fondazione Micheli, anch'essa protagonista di analogo distinguo, negli ultimi tempi non ha mai partecipato ne tanto meno dissentito ufficialmente sulle iniziative, pur essendo stata sempre informata adeguatamente e sistematicamente invitata alle riunioni.
Insomma non c'è trippa per gatti. Ogni effetto collaterale è frutto di una causa e si manifesta con un sintomo. Per Stella d'Italia e Croce Verde che sia la "scordarellite" ? Basta somministrare il farmaco, come ha appena fatto il City Forum ed attendere la reazione. Ma il caso della Cesare e Mina Micheli è un pò più preoccupante, per come lo rappresenta il "dottor" CF. Saremmo dunque, il condizionale è d'obbligo, in presenza di un palese caso di sdoppiamento della personalità. C'ero ma non c'ero. Appartengo, ma anche no. Non c'è dubbio che in un caso simile occorre un Tso ( Trattamento sanitario obbligatorio ndr.), a quanto rappresenta il CF.
Ma nell'agone ospedaliero, ecco apparire un altro dottore, non un cerusico si badi bene, che non è daccordo con nessuno dei contendenti in campo. Sostiene il Dott. Leonardo Piselli, temporaneamente consigliere comunale per il Pd con delega alla sanità, che una simile lotta non ha ragion d'essere perchè "noi tutti dobbiamo lavorare seriamente per il potenziamento del nostro Ospedale nel quadro della integrazione con quello di Foligno". Ottimo! Con una frase così, aldilà della nobiltà insita nella accezzione di collaborazione tout court, si produce nei contendenti in causa, lo stesso effetto di una fuoriuscita di radioattività da centrale nucleare guasta: fosforescenza dei soggetti, e danni per 100 anni a venire. Al Dott. Leonardo Piselli nessuno ha spiegato che solo citare "Foligno" in questo momento provoca "la moria delle vacche", citando una battuta dei sempre utili Totò e Peppino. Ma anche in questo caso occorre leggere in meditabondo silenzio il comunicato:
Dopo aver preso atto di molteplici e ripetute iniziative (articoli di stampa, volantinaggi, manifesti, raccolta firme) a proposito delle “problematiche” relative al nostro Ospedale, avverto la necessità, come Consigliere Comunale con delega alla Sanità, di esprimere serenamente il mio pensiero in merito, derogando, per una volta, dal convincimento che tali problematiche vanno trattate nelle sedi istituzionali.
Non credo esista uno spoletino che non voglia un Ospedale efficiente, articolato, funzionale e dotato delle migliori tecnologie. Peraltro è necessario prendere atto della realtà che vede due importanti strutture ospedaliere in trenta km di distanza che devono necessariamente essere tra loro integrate per poter offrire la migliore assistenza alle popolazioni del territorio.
Su questi due concetti, e solo su questi, concordo con quanto declamato con tanta enfasi nel volantino che circola in questi giorni nella nostra città. Non sono assolutamente d’accordo, invece, sui “trasferimenti” da Spoleto a Foligno di tanti servizi. Da quanto mi risulta ANGIOLOGIA, OCULISTICA, FARMACIA, NEUROLOGIA, UTIC hanno mantenuto la stessa potenzialità e operatività che avevano vent’anni fa. L’allarmismo ingiustificato che le affermazioni del volantino possono ingenerare non porta alcun vantaggio al nostro Ospedale, anzi può provocare conseguenze non positive:
- colpisce le categorie di pazienti più fragili ( anziani, malati cronici e terminali)
- offende gli operatori sanitari che giornalmente garantiscono un’assistenza di tutto rispetto
- scoraggia le realtà finanziarie e associative che fino ad oggi hanno elargito consistenti supporti economici per il miglioramento tecnologico del nostro nosocomio.
In sintesi, a mio avviso, il citato volantino genera pubblicità negativa sul nostro Ospedale.
Giova ricordare, invece, brevemente i numerosi miglioramenti ottenuti in questi ultimi anni: i nuovi reparti di medicina, rianimazione, UTIC, terapia post-intensiva; il servizio di riabilitazione cardiologica, la risonanza magnetica di ultima generazione; la copertura di vari primariati resisi vacanti anticipatamente. Per non passare sotto silenzio il forte incremento di attività registrato nel Reparto di Ostetricia – Ginecologia.
Su questi argomenti si sono autorevolmente espressi il Sindaco ed il Direttore del nostro Ospedale con i quali concordo totalmente. Aggiungo però un concetto più volte ribadito. Su argomenti come la Sanità credo sia indispensabile lavorare in silenzio, con unità di intenti, al di sopra degli schieramenti, senza ricercare visibilità a tutti i costi, non creando contrapposizioni, rifuggendo da intenti demagogici, populistici o, peggio ancora, di speculazione politica.
In definitiva, noi tutti dobbiamo lavorare seriamente per il potenziamento del nostro Ospedale nel quadro della integrazione con quello di Foligno.
Anche volendo curare il malato "Ospedale", quale sarà il medico che si prende la responsabilità ora di trovare un giusto farmaco per il paziente? Che occorra uno specialista ? O un esperto nucleare che sappia combattere le fughe radioattive?
In cauda venenum...
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Commenti
2) inserito il da Spoletino doc
Senza la massiccia protesta della gente i politici locali avrebbere già "S"venduto il nostro Ospedale ai cari cugini folignati,cosi come stanno facendo con VUS, che dopo 11 anni di presidenza-dominio folignate ancora non sono stati capaci di battere i pugni sul tavolo impuntandosi per il Dr.Dionisi.
Caro sindaco e cara opposizioni, gli spoletini sono stufi di voi, e dei vostri comunicati ridicoli, e ora di smetterla a prendere accordi con i folignati, pensiamo e soprattutto pensate a SPOLETO e agli SPOLETINI, difendete i nostri diritti e iniziate a guardare verso Terni. Foligno dovrà dovrà perdere la sua ASL propio come l'abbiamo persa noi anni orsono, e anche questo sarà un vantaggio per Spoleto, se ancora non l'avete capito Spoleto dista 30 km da Terni e da Foligno e potrebbe diventare il centro di una macro area dell'Umbria sud !!! SVEGLIATEVI DOPO QUARANTANNI DI SONNO , CHE FORSE SAREBBE ANCHE ORA...
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1) inserito il da Mail postata da : Casa Rossa- Antonello Briguori
Sono davvero sconcertato.
Eppure lo storia recente della nostra città dovrebbe
insegnarci qualcosa.
Oggi tutti si rammaricano che non sia stato fatto un ospedale
unico a metà strada tra Foligno e Spoleto.
Oggi, ma dove erano vent’anni fa quando quella ipotesi era
stata proposta.
Si limitavano a guardare confidando che altri facessero
qualcosa.
Oggi si raccolgono firme, che è senz’altro una cosa giusta,
ma che lascerà il tempo che trova.
Per essere realmente efficaci occorre ben altro.
Occorre una MOBILITAZIONE DI TUTTA LA CITTA'.
Un corteo di migliaia e miglia di persone, studenti,
lavoratori e pensionati che sfilino per le vie di Spoleto passando di fronte
alle vetrine degli esercizi commerciali chiusi per protesta.Un corteo come quello
che permise che si vincesse la battaglia contro la centrale a biomasse a S. Chiodo.
Solo così si potrà dare corpo alla sottoscrizione che è in
atto, firme che altrimenti faranno la fine di quelle raccolte in passato e che
nulla hanno prodotto.
Naturalmente deve essere altrettanto chiara la proposta
alternativa che, mediando tra giusti principi e realpolitik, potrebbe essere
così articolata: due aziende ospedaliere (con l’obbligo di reciproco assetto
funzionale) e due ASL: la prima
ricomprendete i territori di Perugia, del Trasimeno, dell’alta valle del Tevere,
di Foligno e della parte della parte più settentrionale della basse valle del Tevere;
la seconda con la conca ternana, l’orvietano,
la parte più meridionale della bassa valle del Tevere, dello Spoletino e della
Valnerina.
Non vorrei, tra vent’anni, sentirmi raccontare che questa sarebbe stata la cosa
giusta da fare ma che non si è
fatta.
Antonello Briguori(Ass. Culturale Casa Rossa)