Don Vito, monta la protesta a Spoleto – Fedeli pensano a comitato – Il Vescovo stravolge ancora lo scacchiere diocesano
AGGIORNAMENTO: la lettera dei fedeli - Lo sconforto dei giovani; genitori pensano a boicottare la cresima. Si spera in un ripensamento: un precedente c’è. Caritas, ecco chi sostituirà don Vito
Carlo Ceraso
Chissà cosa avrà pensato in cuor suo monsignor Renato Boccardo quando gli operai del Governatorato – era l’Anno di grazia 2009 - firmarono l’appello a Benedetto XVI affinché il loro Segretario generale rimanesse a svolgere il suo incarico e non venisse trasferito a guidare la diocesi di Spoleto-Norcia. Forse avrà sperato che quella lettera potesse aprire una breccia nel cuore del Santo Padre, e ancor più in quello del cardinale Tarcisio Bertone, e farli così recedere dalla decisione presa dopo il ‘buco’ di svariati milioni di euro registrato dalla struttura considerata l’erede dello Stato Pontificio (il governatorato si occupa di edifici, territorio, poste, francobolli, energia, approvvigionamenti, musei vaticani, etc.). Forse. E’ la stessa speranza che da domenica scorsa coltivano i fedeli della parrocchia di San Nicolò “costretti” a perdere il loro parroco, don Vito Stramaccia, trasferito dall’arcivescovo in quel di Montefalco. Un colpo durissimo per la parrocchia, ma più in generale per tutta la comunità, visto che don Vito è direttore della Caritas, dunque responsabile di varie strutture quali la Fattoria della Misericordia di Eggi e l'Oami di Baiano, punto di riferimento per i servizi sociali e spesso per le stesse forze dell’ordine. Se c'è un clochard da aiutare si chiama don Vito, un disperato da soccorrere pure, un povero da aiutare idem. A vederlo all’opera ti vien da dubitare che la giornata sia fatta di solo 24 ore. Se la speranza si tramuterà in una bella notizia lo sapranno solo questa mattina (giovedì) dopo l’incontro che il prelato ha concesso ad una delegazione di parrocchiani.
Il trasferimento – a farlo sapere ai fedeli è stato lo stesso parroco nel corso della Messa di domenica scorsa delle 11, anche se le voci erano già uscite dal palazzo e i più già temevano di sapere con quale annuncio si sarebbe concluso il rito religioso. “Vi prego di rimanere sereni e di non fare nulla” ha detto commosso fino alle lacrime “ora vado a comunicarlo a mia madre…ci sarà un momento in cui parleremo”. Poi è entrato in sacrestia ed è subito partito alla volta di Macerino, il suo paese natale.
Le reazioni – il ‘popolo’ di don Vito però si è spaccato in due, fra quelli intenzionati ad “obbedir tacendo, così da non dare neanche soddisfazione al vescovo” e quelli pronti a dar battaglia, considerando la decisione “assurda e priva di senso logico”. I primi hanno scritto una lettera pacata ma dai contenuti forti (vedi sotto). I secondi, di cui fanno parte anche i tanti giovani che animano la parrocchia tra cui quelli della dinamica associazione Bisse, si sono scatenati su Facebook e si dicono pronti a formare un Comitato cittadino. Alcuni dei genitori dei 14 bambini che il prossimo 16 settembre riceveranno la Cresima hanno persino minacciato di non mandare più i propri figli. Insomma il caos. Sul popolare social network c’è chi non ci va leggero e spara a zero contro l’arcivescovo con messaggi netti e chi richiama il suo recente passato romano (non bastasse la pubblicazione sui giornali delle lettere-denuncia di monsignor Viganò, successore alla segreteria del governatorato, che scriveva al Papa di aver trovato una situazione di “corruzione e prevaricazione da tempo radicate”; accusa tenuamente confutata dalla Santa Sede). C’è chi sta facendo appello anche alle istituzioni. Se il sindaco sembra defilarsi dalla partita, rispettoso forse del motto cavouriano “libera Chiesa in libero Stato” (c'è poi da verificare se la Chiesa considera sempre "libero lo Stato" e anche….il Comune), il vicesindaco Stefano Lisci, di fede socialista, incontrerà a ore il gruppo di cittadini disposto a riunirsi in Comitato.
La confusione – a guardare i movimenti fatti negli ultimi due anni sembra che Sua Eccellenza trasferisca i preti della Diocesi con la stessa facilità con cui si spostano i carri armati a Risiko. Sia chiaro, per il diritto canonico ha tutta la facoltà di rimuovere i parroci dopo 9 anni di servizio nella stessa sede. E Don Vito a San Nicolò ha già fatto tre lustri. Ma a guardare lo scacchiere continuamente stravolto da Boccardo, c’è da chiedersi come mai don Stramaccia venga spostato proprio ora. O almeno questo si chiedono gli abitanti ma anche pezzi di istituzioni, civili e religiose. Stramaccia andrà a sostituire don Dino Pallucco, chiamato a Montefalco solo due anni fa da Boccardo per sostituire don Alessandro Lucentini (approdato al Sacro Cuore) e don Claudio Vergini (a San Sabino). Sarebbe bastato mantenere nella città del sagrantino uno dei due e non ci sarebbe stato problema. Dalla curia dicono che l’incarico anche di presidente dell’istituto diocesano per il sostentamento del clero non consente a don Pallucco di svolgere al meglio i due ruoli; i maligni invece ipotizzano che il prete 60enne sia stanco di fare il pendolare e avrebbe così chiesto e ottenuto la chiesa di Beroide, più vicina alla sua abitazione. Ma non è l’unico caso. Da Cesi, siamo nel 2010, fu richiamato don Davide per guidare la Pastorale Giovanile salvo trasferirlo, pochi mesi fa, ad Arrone (bloccando in pratica la Pastorale). “E’ stato stravolto il Sinodo del 2000” dice un parrocchiano “sfasciato il lavoro fatto da monsignor Fontana in 10 anni e che tanti buoni risultati aveva dato, specie fra i ragazzi”. E chi sostituirà don Vito? Don Nelson Abraam, vicario di San Giovanni di Baiano da neanche due anni. Ovvio. Insomma per i 140 sacerdoti dei 25 comuni che ricadono nella diocesi di Spoleto-Norcia sembra che la parola d'ordine sia una sola: tenere la valigia pronta.
Il ripensamento – non si ricorda, a memoria d’uomo, che le gerarchie ecclesiastiche siano mai tornate indietro su decisioni rese per di più pubbliche. Un precedente però c’è e risale a marzo scorso quando monsignor Boccardo, che aveva deciso il trasferimento di don Mauro da Polino (dove, guarda caso, era arrivato neanche due anni prima) a Monte Martano per sostituire padre Evaristo, aveva annullato il provvedimento. Un ripensamento all’ultimo minuto, se si pensa che i fedeli del paese del ternano avevano già prenotato il bus, era stata ordinata la cena di commiato e don Evaristo aveva passato in rassegna tutte le famiglie per salutarle per la meritata pensione. In chiesa fu letta una lettera che annunciava il "rifiuto" di don Mauro; ma da Perugia, dove presta ora il sacerdozio, sono in tanti pronti a giurare che quell’ordine di trasferimento a Monte Martano non lo aveva rifiutato affatto.
La nuova Chiesa – sono ore amare per i parrocchiani di San Nicolò. La partenza di don Vito rappresenta in questo momento anche la fine del sogno di costruire la nuova Chiesa. Quella per cui don Vito ha acquistato un terreno poco distante dall'attuale struttura religiosa dove dovrebbe sorgere la nuova Chiesa. Un edifico polifunzionale, in grado di realizzare meglio i tanti progetti portati avanti quotidianamente. E per il quale i parrocchiani da anni si ‘tassano’ per far fronte al mutuo che don Stramaccia ha acceso per l’acquisto della terra (circa 300mila euro). Il progetto esecutivo è già stato approvato, la prima pietra fu posta simbolicamente anni fa, non si aspettava altro che l’arrivo dei fondi dell’8 per mille necessari alla edificazione. Anche in Curia si respira un'aria di tensione e si registra un nuovo calo di popolarità dell'arcivescovo. Un affetto che nel tempo sembra scemare di pari passo con le decisioni assunte: dallo spostamento dei sacerdoti al trasloco della Caritas dalla Curia alla più 'nascosta' piazzetta dietro il Chiostro di San Nicolò, all'installazione di cancellate in Curia, per finire con alcuni servizi, prestati prima da ditte spoletine, e portati fuori regione, a Roma per la precisione.
Caritas, neodirettore – il trasferimento di don Vito segnerà a breve giro di posta anche le conseguenti dimissioni da direttore della Caritas. Per questo incarico, stando a quanto Tuttoggi.info può anticipare, monsignor Boccardo ha in mente la figura dell’avvocato Giorgio Pallucco, attuale vicedirettore Caritas. Un giovane laico ma dalla grande esperienza giuridica e organizzativa nel settore sociale.
La lettera - ecco di seguito la lettera firmata da alcuni parrocchiani e recapitata a Tuttoggi.info questa sera: "Che cos'è la parrocchia di San Nicolò? Ciò che dovrebbe essere ogni parrocchia: la casa di tutti. Ma ciò si comprende solo se ci vivi dentro, se assapori l'emozione di farne parte. Solo dopo aver conosciuto questa realtà veramente farai tuoi i concetti di carità, solidarietà, condivisione, amore per te stesso e per gli altri, che alla fine sono i principi da cui è partito tutto, quando Gesù ha lasciato ai propri discepoli il suo testamento, la sua "imago vitae" come direbbe qualcuno, "amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi".
Allora dove sta l'eccezionalità? Nel fatto che a San Nicolò tutto ciò avviene naturalmente e le piccole e grandi difficoltà si affrontano sempre con il sorriso.
Non sappiamo a quanti di voi sia mai capitato di entrare nei locali della nostra parrocchia in certi pomeriggi particolari; lo spettacolo che si presenta è a dir poco
affascinante: bambini che giocano, ragazzi che cantano o suonano, donne che ricamano, uomini che da un semplice pezzo di legno o di metallo ricavano un utensile che potrebbe servirci magari domani. E a coronare il tutto all'improvviso l'inconfondibile fragranza di pizza appena sfornata perché qualcuno ha preparato la merenda per tutti. Non c'è bisogno di conoscere il nome di ognuna di queste persone: siamo di San Nicolò e questo basta, uno aiuta l'altro ed ognuno impara dall'altro. A questo punto però molti di quelli che hanno un concetto molto limitato della Chiesa potrebbero chiedere: "ma qui quando si prega?". Sempre! Perché anche questo è pregare, anzi è la personificazione della preghiera, perché ogni volta che bussi, ogni volta che ti affacci qualsiasi sia la tua etnia ci sarà sempre qualcuno che cercherà di risolvere il tuo problema, tanto che tornerai a casa con in mano ciò di cui avevi bisogno (avere una semplice parola di conforto o la freschezza di un bagno ristoratore) e nel cuore un dolce ricordo. Se poi entri in chiesa, soprattutto in occasione della messa domenicale, dove la preghiera diventa ufficiale, lo spettacolo, se fosse possibile dirlo, si fa sublime perché vedi una grande famiglia composta di tanti nonni, di tanti genitori, di tanti bambini che si danno la mano (perché noi non abbiamo paura di darci la mano) e cantano e pregano tutti insieme sempre con il sorriso in bocca. Certo, qualche volta si sentono anche vagiti di neonato o la nota stonata di qualcuno che non è proprio nato per la musica o si vedono i più piccoli della parrocchia che con passi indecisi esplorano gli angoli più impervi, ma che fa... siamo o non siamo una grande famiglia? Vicino all'altare spesso sostano passeggini o carrozzine, molti dei nostri bambini hanno mosso i primi passi tra i banchi che odorano di cera (perché qualcuno li ha puliti) e si sono lasciati andare con fiducia sapendo che c'erano sempre delle braccia pronte a sostenerli semmai ne avessero avuto bisogno.
Allora, per rispondere alla domanda iniziale, tutto ciò che abbiamo descritto è la parrocchia di San Nicolò, che è diventata tale con il tempo, anche dopo tanti errori, grazie all'impegno di tutti, ma soprattutto all'esempio e agli insegnamenti di un buon maestro come il nostro don Vito, che noi non tradiremo mai. Certo, domenica 26 agosto, durante la messa delle 11, quando anche i meno informati respiravano un'aria a dir poco strana, è arrivata come una doccia gelata quella comunicazione giunta dagli uffici del palazzo troppo lontano dalla gente e dalle nostre passioni, e che certamente non si può chiamare lettera, data la sua freddezza e la assenza totale di sentimento, e che don Vito, come il buon padre di questa nostra comunità, ha letto con voce commossa perché doveva informarci lui di ciò che stava succedendo, prima che qualcun altro lo avesse fatto al posto suo. Lì per lì ci si è fermato il respiro e ci si è gelato il sangue. Non potevamo credere a quelle parole che pesavano come macigni; lì poi non c'erano gli interlocutori giusti che avrebbero potuto darci una risposta plausibile, oppure sì: il tutto sta proprio nel significato degli insegnamenti ricevuti. Il nostro punto di riferimento, il nostro buon maestro, ci ha sempre parlato di condivisione ed altruismo e nelle sue omelie ci ha sempre ricordato l'amore verso chi ha più bisogno perché noi ne siamo già ricchi, ma nessuno creda che tutto ciò che è stato costruito possa crollare miseramente come un fatuo castello di sabbia, perché tutti noi non lo permetteremo, perché sarebbe fuori dalla logica che si respira a San Nicolò. Un buon maestro è per sempre e noi siamo dei bravi discepoli che lo terranno per sempre nei loro cuori e si daranno sempre da fare per conservare i suoi insegnamenti e per cercare di attuare con il massimo impegno tutti quei progetti che il tempo non ci ha ancora permesso di realizzare".
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Aggiornato alle 23.58
(Foto tratta da Dagospia.it)
Commenti
2) inserito il da emanuela
perchè è questo che vuole Don Vito
3) inserito il da antonella
4) inserito il da Sai la novità
5) inserito il da nadia
6) inserito il da roberta
7) inserito il da parrocchiano
8) inserito il da Il nome non importa!
Peccato che i media, certe volte, carichino un po' i contenuti. Chi scrive faccia un salto a S. Nicolò. Di certo non troverà striscioni di protesta, cartelli con insulti più o meno veltai alle "alte sfere della Curia", non troverà persone incatenate per protesta o che si stracciano le vesti. Troverà parrocchiani sicuramente molto addolorati ma che con il sorriso sulle labbra(certo, a volte anche un po' forzato) portano avanti tutte le attività della Parrocchia. Troverà un dolore forte ma composto. Troverà sicuramente un po' di smarrimento, al quale però si cerca di reagire con la nostra fede (quella fede che Don Vito ci ha insegnato e tesimoniato). Tutto questo perchè questo comportamento è quello che vuole Don Vito e tutti noi con lui. Le polemiche servono a poco; ed anche le proteste plateali.
A proposito, ci dispiace per chi si aspettava boicottaggi e simili! I ragazzi del gruppo Cresima (come del resto tutti i ragazzi e i bambini della Parrocchia) sono addoloratissimi per il futuro allontanamento del loro AMICO Don Vito. Ma nè loro nè tantomeno le loro famiglie (almeno quelle che conosco io) si sognerebbero di fare boicottaggi, specialmente alla Celebrazione Eucaristica in cui riceveranno il Sacramento della Confermazione. CONFERMAZIONE, appunto. Confermazione di tutto quello che Don Vito ci ha insegnato, a grandi e piccoli. Fede, Carità, Coraggio, Costanza, OBBEDIENZA!
9) inserito il da Babbo
quanta ipocrisia! Sappiamo tutti benissimo che quella di non partecipare alla Cresima è stata una proposta che è circolata sin da domenica pomeriggio. Come è vero che molti sono tornati indietro. Molti, ma non ancora tutti i genitori dei quindici cresimandi. Comunque fra due settimane ne vedremo delle belle, perchè questa decisione piovuta senza preavviso alcuno, è un affronto al nostro orgoglio di parrocchiani di San Nicolò. Ancora non l'avete capito? A breve saremo sotto la chiesa del Sacro Cuore. La fede, caro Vescovo, non è argomento da trattare come la spending review. E neanche i fedeli.
10) inserito il da gaetana
Non abbiamo mai pensato di non fargliela fare. Certo siamo amareggiati e dispiaciuto per il nostro Don, perche' oltre che prete è AMICO e FRATELLO, persona che sa esserti vicino anche con uno sguardo o un saluto. Un prete di quelli che sa sporcarsi le mani per aiutare chi ha bisogno, e non come tanti suoi colleghi che a parole fanno tante cose e poi nei fatti non fanno nulla, prete che porta conforto quando ne hai bisogno, prete che ti fa capire quando sbagli.
Certo quello che posso dire e' che gli staremo sempre vicini, lo andremo a trovare e spero che lui verra' a trovare noi.
Per quanto riguarda il parroco che verra' al suo posto voglio dirgli che non si deve preoccupare la gente di san nicolo' gli stara' vicina, continueremo a coltivare e a raccogliere quello che Don Vito ha seminato
11) inserito il da mamma
12) inserito il da MAMMA
BABBO, che cavolo dici!! Di quale ipocrisia vai blaterando! All'uscita della S. Messa di quella domenica, fra le lacreime e la rabbia sicuramente qualche parola di troppo è uscita. Forse sarà anche volato un "E allora non facciamo più la Cresima". Non è improbabile visto gli animi esagitati. Ma certo nessuno l'ha pensato veramente. Nessun genitore dopo 10 secondi averbbe mai detto di non far fare la Cresima ai ragazzi o di boicottare la S. Messa. Comunque hai detto bene. Tra due settimane ne vedremo delle belle! Vedremo i nostri ragazzi che con compostezza e dignità (quelle che Don Vito ha insegnato a tutti noi) ricevono un Sacramento importante. Qel sacramento che darà loro la forza di continuare a fare tante belle cose nella loro, nella nostra bella Parrocchia. Vedremo i ragazzi fare festa (certo, per quanto possibile, con il cuore appesantito dal dolore) con il loro AMICO DON VITO. Don Vito quella domenica ci sarà e di sicuro vuole che quesi ragazzi abbiano una bella giornata, insieme a lui e a tutti noi. Il resto ... non importerà. Chi pensava di trovare chissa quale protesta resterà con un palmo di naso. Qui nessuno protesterà, anche se siamo tutti addolorati, delusi, arrabbiati, ecc.
E inoltre ... Coraggio Don Nelsen, non ti preoccupare. Ti aspettiamo tutti per contintuare a lavorare insieme. Bisogna rimboccarsi le maniche perchè per niente al mondo abbiamo intenzione di far andare perso quello che insieme al nostro amato Don abbiamo costruito con fatica in questi anni. Dio ci sostenga tutti in questa impresa. Come è detto in uno dei Libri Sapienzali dell'Antico Testamento "Affida i tuoi progetti a Dio e le tue opere fioriranno".
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Per correttezza di informazione il presente commento firmato da "MAMMA" è stato inviato dallo stesso Ip dei post firmati "mamma" e "Il nome non importa!".
La redazione di Tuttoggi.info
13) inserito il da roberta
14) inserito il da SANTO GIACOMO!!!
15) inserito il da Giuliana
16) inserito il da Luca
17) inserito il da MARISA SCARPONE
CERTO E'UN CASO DRAMMATICO.AVEVAMO UNA COPPIA MEGLIO ASSORTITA DI ADESSO CON BRUNINI E FONTANA CI MANCANO LE LORO DECISIONI
18) inserito il da BABBO
@MAMMA E@ROBERTA – PRIMA NEGATE POI AMMETTETE RIPORTO FEDELMENTE
…Forse sarà anche volato un "E allora non facciamo più la Cresima". Non è improbabile visto gli animi esagitati…
…In mente c'era presa l'idea di abbandonare tutto inteso come CHIESA…
SENZA PAROLE
19) inserito il da roberta
20) inserito il da jghibli
...ma cosa cambia se c'è don Vito o un'altro prete? presumo nulla visto che tutti sono portatori della parola di dio...non vedo il motivo di questa inutile polemica che, sicuramente, non troverà futuro...poi, nel rispondere ad un commento, se tornasse Fontana e Brunini si riuscirà certamente a raschiare oltre il fondo del secchio...meditate!!
21) inserito il da zanzara
Non è che le vengono a fare manifestazioni sotto casa... dorma pure tranquillamente.
22) inserito il da Michael Surace
23) inserito il da simone
Quanto piace ai media fare scalpore, anche ingrandendo i fatti! (vedasi i commenti riguardo il boicottaggio delle cresime!).
Io sono uno dei tanti ragazzi che, da spoleto e frazioni, partecipano alle attività della pastorale giovanile e del centro giovanile di s. gregorio. Il trasferimento di don Davide ci è dispiaciuto ma:
1) è andato dove si riteneva che le sue capacità servissero,
2)l'attività della pastorale NON si è bloccata (vorrei sapere questa cavolata da dove è venuta fuori!) visto che c'è una responsabile in gambissima
3)don continua a venirci a trovare e a seguirci (es. ritiro spirituale di 4 giorni che si è conluso pochi giorni fa, vicino cascia)
4)la pastorale per questo anno si è prefissata degli obiettivi importanti volti ad attirare altri giovani etc...(quindi ribadisco che l'attività non si è bloccata).
Io, come giovane facente parte di questa realtà, non voglio essere usato per avvalorare la tesi del "vescovo cattivo" che ha bloccato anche l'attività della pastorale. Perchè NON è vero!!!
24) inserito il da Micol
Simone, capisco la giovane età, l'arruffianamento dell'arcivescovo e l'arroganza giovanile che fa credere di avere la verità in tasca, ma la realtà non e' così. Primo perché Responsabile di una pastorale dovrebbe essere un prete e non una suora, per quanto brava. Secondo perché don Davide non ha potuto seguire più la pastorale visti i numerosi impegni..,, anche l'ultima Volta e' potuto venire solo per la messa.... Diversa cosa dover lavorare e seguir una pastorale!
25) inserito il da simone
La mia era una testimonianza che confutava la frase, per me pretestuosa, che si era anche bloccata la pastorale giovanile.
Per quanto riguarda l'accusa di "arrufianamento" la lascio correre, a quanto pare l'arroganza non è esclusiva dei giovani...
26) inserito il da Micol
La sensazione che ho e', mutatis mutandi, di un "già visto" . Sembra di essere ritornati al vecchio oratorio di Fontaniana memoria: ragazzini saccenti che giudicano realtà
Più grandi di loro con il beneplacido di chi dovrebbe ridimensionarli. Ma, ormai e' noto, i cervelli pensanti (anche giovani), i non omologati , i non manovrabili non sono ben visti da questa chiesa di cui il nostro arcivescovo e' perfetto rappresentante!
27) inserito il da PATRIZIA
28) inserito il da Andrea
Caro BABBO, se sei un uomo tira fuori i tuoi attributi e dicci il tuo neme, o, ancora meglio vieni a San Nicolò e confrontati faccia faccia con noi, e risolviamo questo problema come persone mature!!!!
29) inserito il da Andrea Filipponi
ti parlo in qualità di uno dei responsabili della pastorale giovanile, vorrei chiarirti alcune cose circa la nostra responsabile, Suor Annamaria, probabilmente nn conoscendola ti sei fatto un'opinione errata!!!
lei è una suora molto in gamba, e lascia spazio alle nostre idee e mette a nostra disposizione la sua esperienza dove è scritto che la pastorale debba essere guidata necessariamente da un sacerdote?
Il nuovo organico della pastorale giovanile è formato da "giovani adulti" e nn da ragazzini sprovveduti, e veniamo dalla scuola di DON VITO, quindi anche a noi dispiace moltissimo che venga trasferito a Montefalco, lui stesso ci ha esortato e motivato a continuare.
Per tanto continueremo a mettere a disposizione dei giovani le nostre e sperienze senza fumentare altre polemiche!!! E cerchiamo di nn utilizzare l'allontanamento di DON VITO come pretesto per colpire il Vescovo come tutti stanno facendo in rete e nn solo!!!!
30) inserito il da Micol
fatte nel recente passato. La mia e' stata solo un'opinione relativa alla pastorale giovanile, motivata da commenti che, per età ed inesperienza ritenevo troppo "trancianti"
31) inserito il da lina
Certamente don Sergio avrà avuto una forte delusione, ma chi di noi non ne ha, ne ha avute, adertnp e ne avrà di delusioni ? ( in famiglia, sul lavoro, in amore, in politica, nallo sport...)
Allora tutti siamo colpevoli di tutto quello che succede!
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1) inserito il da lilith