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mercoledì 19 giugno 2013 -

Spoleto, don Vito trasferito a Montefalco – la rabbia dei fedeli su Facebook

Spoleto, don Vito trasferito a Montefalco – la rabbia dei fedeli su Facebook

Il direttore della Caritas diocesana lascia la parrocchia di San Nicolò dopo 15 anni

Jac. Bru.

Sembra destinata a lasciare non pochi strascichi polemici la decisione dell’arcivescovo della Diocesi Spoleto-Norcia Renato Boccardo di trasferire don Vito Stramaccia, parroco di San Nicolò da circa 15 anni e attuale direttore della Caritas Diocesana, alla parrocchia di San Bartolomeo in Montefalco, dove è stato nominato priore. La notizia, ufficializzata qualche giorno fa, non è stata presa bene da diversi residenti di San Nicolò, alcuni dei quali hanno già fatto correre la propria rabbia su Facebook con parole non proprio tenerissime nei confronti del presule e messaggi di solidarietà al sacerdote come “Don Vito è l’anima di San Nicolò! Non può andare altrove!”. Ben nota è infatti l’affezione degli abitanti della piccola località nei confronti di un parroco che tanto ha fatto per loro nel corso degli anni, sia per le generazioni più anziane che per quelle più giovani (a San Nicolò, grazie anche all’impegno ed alla disponibilità di don Vito è nata e cresciuta l’associazione culturale Bisse).

I motivi del trasferimento sono spiegati in un documento pubblicato nel sito internet dell’arcidiocesi. “In considerazione dei gravosi impegni e dell’assidua presenza richiesta in Spoleto dall’ufficio di Presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero – si legge - mons. Dino Pallucchi ha chiesto all’Arcivescovo di essere sollevato dal servizio pastorale della popolosa parrocchia di San Bartolomeo in Montefalco. Accogliendo il suo desiderio, in data 24 agosto c.a. l’Arcivescovo gli ha affidato l’incarico di Parroco in solido moderatore di Sant’Angelo in Beroide di Spoleto”. Don Vito, dunque, andrà a ricoprire proprio il posto occupato fino a pochissimi giorni fa da monsignor Dino Pallucchi, allontanandosi giocoforza dal fulcro della Caritas diocesana, Spoleto appunto, dove forse la sua presenza sarebbe più opportuna.

Non è la sola novità introdotta dall’arcivescovo. Da ora in poi, infatti, le parrocchie di San Nicolò, Sacro Cuore e San Sabino saranno rette in solido da tre sacerdoti (mons. Alessandro Lucentini, don Claudio Vergini e don Nelson Abraham, quest’ultimo trasferito da San Giovanni di Baiano) che in un certo senso diverranno tutti e tre parroci, anche se mons. Lucentini avrà il compito di coordinare le attività fungendo da “moderatore”. Monsignor Pallucchi, di ritorno da Montefalco, affiancherà a Beroide don Francesco Rossi.

Commenti

1) inserito il da pippo21

NON VOGLIO COMMENTARE LE (A MIO PARERE) CERVELLOTICHE ED ANCORCHE' INCOMPRENSIBILI DECISIONI DEL L'ARCIVESCOVO DI SPOLETO-NORCIA;
DICO SOLO: GRAZIE DON VITO PER TUTTO CIO' CHE HAI SAPUTO E VOLUTO DONARCI IN QUESTI ANNI A S. NICOLO'. CI MANCHERAI!!!

2) inserito il da pippo21

NON VOGLIO COMMENTARE LE (A MIO PARERE) CERVELLOTICHE ED ANCORCHE' INCOMPRENSIBILI DECISIONI DEL L'ARCIVESCOVO DI SPOLETO-NORCIA;
DICO SOLO: GRAZIE DON VITO PER TUTTO CIO' CHE HAI SAPUTO E VOLUTO DONARCI IN QUESTI ANNI A S. NICOLO'. CI MANCHERAI!!!

3) inserito il da PATRIZIA

SEMBRA DI RIVIVERE I GIORNI DELL'ALLONTANAMENTO DEL CARISSIMO DON SERGIO, CHE HA RESISTITO POCHI MESI AL GRANDE DOLORE SOPPORTATO IN SILENZIO, LASCAINDO IN TUTTI NOI UN VUOTO INCOLMABILE. QUESTA E' LA CHIESA CHE STA VICINA ALLA GENTE???? UNA CHIESA CHE SEMBRA RANCOROSA, SORDA E TESTARDA. IL NOSTRO POVERO PAPA STA FACENDO DI TUTTO PER MOSTRARE UN ASPETTO PIU' UMANO E CARITATEVOLE DELLA CHIESA, MA I SUOI COLLABORATORI NON SEMBRANO DAVVERO SEGUIRLO SU QUESTA STRADA.

4) inserito il da PATRIZIA

SEMBRA DI RIVIVERE I GIORNI DELL'ALLONTANAMENTO DEL CARISSIMO DON SERGIO, CHE HA RESISTITO POCHI MESI AL GRANDE DOLORE SOPPORTATO IN SILENZIO, LASCAINDO IN TUTTI NOI UN VUOTO INCOLMABILE. QUESTA E' LA CHIESA CHE STA VICINA ALLA GENTE???? UNA CHIESA CHE SEMBRA RANCOROSA, SORDA E TESTARDA. IL NOSTRO POVERO PAPA STA FACENDO DI TUTTO PER MOSTRARE UN ASPETTO PIU' UMANO E CARITATEVOLE DELLA CHIESA, MA I SUOI COLLABORATORI NON SEMBRANO DAVVERO SEGUIRLO SU QUESTA STRADA.

5) inserito il da Stefania

eh sì, a questo vescovo dà proprio fastidio avere nelle chiese tanta gente credente e così ogni tanto si inventa qualche strategia per scacciarla; con la parocchia del Sacro cuore (la più grande della diocesi) ci è riuscito alla grande! partecipare la domenica alla messa fa davvero tristezza pochissima gente e per fortuna i frati e i ragazzi del Ceis. Ora tocca ad altri
Sii forte Don Vito e non ti far distruggere come è accaduto all' amatissimo don Sergio

6) inserito il da giuseppe

Povero Papa!!!!!!!!!!!!!!!!! bisogna sentirle tutte....................

7) inserito il da LARA

Grazie Eccellenza, se aveva intenzione di danneggiare questa bella Diocesi ci sta prorpio riuscendo!! Solo che non si capisce il perchè. Invidia??

8) inserito il da Gabriele

Don Vito e don Sergio sono “colpevoli” di aver AMATO le singole persone. Loro non avevano parrocchiani anonimi, ma amici, persone care con cui facevano un viaggio di vita insieme.
E’ un vescovo burocrate che non sa cosa significa l’amore perché non ha avuto mai una parrocchia, ma è stato sempre rinchiuso tra le mura vaticane.
Vescovo, perché non passi la domenica – ovviamente senza suoni di trombe – a Passo Parenzi per vedere come hai ridotto la parrocchia.

9) inserito il da meri b

don vito stramaccia ? una persona capace di farti fare e di farti donare il meglio di te stesso senza nemmeno chiedertelo. Che senso ha migliorare una parrocchia per distruggerne un'altra. Forse la sua umiltà e la sua semplicità qui a Spoleto ti creava disagio ? sei stato come un missile terra aria che ce lo ha letteralmente disintegrato.
Sarà cristiano tutto questo? .non so. l'insegnamento ci viene da Roma.

10) inserito il da meri b

riflettevo o Presule,, ma lei lo sa come si cambia il pannolone ad un anziano, lei taglierebbe le unghia ad uno sconosciuto,lascerebbe usare il suo bagno ad un extracomunitario,, mi riesce difficile crederlo, non me ne voglia.beh don Vito queste cose le conosce e le ha fatte. dubito che troverà qualcuno che le sappia fare o che ne abbia voglia se necessario.Che dice troviamo una badante straniera ?

11) inserito il da meri b

mi chiedevo........Monsignore ,ma ha frequentato la stessa scuola di Monti ?

12) inserito il da antonio

dopo tanti anni mi sono riavvicinato alla chiesa grazie a Don Vito, perchè con il suo impegno e il suo esempio mi ha fatto ricredere sui preti.
Lei Eccellenza è un problema per Spoleto
Antonio

13) inserito il da meri b

Sono profondamente delusa Signor Vescovo e se ne avessi il tempo e la voglia verrei a dirglielo di persona. Lei vuole una Diocesi di preti che si occupi solo di spiritualità e di conversione; e come fa un prete ad acquistare credibilità, come fa a convertire se non con l’esempio che si concretizza con l’impegno personale e la dedizione per il prossimo ? E come faccio io ad amare il mio prossimo come Gesù mi insegna se la mia guida non me ne fa esempio , se non è lui per primo a rendersi disponibile e a sporcarsi le mani ? E’ questa la chiesa ,oggi ? E’ questo di cui ha bisogno il mondo, oggi ? O è solo la SUA interpretazione di quello che è una diocesi , e di quello che “deve fare e deve essere un prete “. Ne deduco che noi parrocchiani , o ancor meglio noi cristiani ,siamo in balia delle persone e dei loro pensieri e delle loro attitudini . Tutto questo mi confonde e mi spaventa e non nego che al momento mi allontana molto dalla Chiesa. Ma io ,e TANTI E TANTI E TANTI ALTRI CRISTIANI, voglio che TUTTI I PRETI invece, siano esattamente come don Vito e che dicano e facciano le stesse identiche cose che lui fa . Non voglio un prete MARIONETTA, non voglio una persona che mi dica, con il rosario sulle mani “Armiamoci e PARTITE “. Io voglio un prete come Don Vito perché sia d’esempio non solo per me, ma soprattutto per i miei figli ,perché nel mondo in cui viviamo, e in considerazione di tutto il lerciume che ci circonda, abbiano un degno esempio di quello che è l’umiltà la semplicità e la dedizione, l’amore e la fedeltà , l’impegno per il prossimo. E se un giorno mio figlio mi dicesse “voglio fare il prete” ne sarei orgogliosa e fiera, e lo appoggerei perché so che potrebbe diventare un gran sacerdote e un grande uomo, sapendo che ha ricevuto gli insegnamenti giusti, che sono quelli dettati dal vangelo e che il suo prete ha attualizzato davanti a lui e con lui, e non avrei paura della sua solitudine perché so che saprebbe organizzare sapientemente e proficuamente ogni attimo della sua giornata onorando il giuramento che ha fatto a Nostro Signore.

14) inserito il da Raffaella

Sono d'accordo , è un vero problemo . Che il Clero ci aiuti.
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