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martedì 21 maggio 2013 -

AGGIORNAMENTO: PRESI I PIROMANI - Brucia la Valnerina, chiusa la statale 209. Terni sotto assedio degli incendi, fiamme anche a Villalago

AGGIORNAMENTO: PRESI I PIROMANI - Brucia la Valnerina, chiusa la statale 209. Terni sotto assedio degli incendi, fiamme anche a Villalago

Rinforzi dei Vigili del Fuoco di Perugia - Foto tuttoggi.info - RIAPERTA LA STATALE 209

Luca Biribanti

Aggiornamento ore 16.30 del 19/08 - La Polizia Municipale ha fermato 2 persone, sospettate di essere i piromani che hanno appiccato il fuoco in Valnerina. Grazie a numerose testimonianze gli agenti hanno identificato 2 soggetti che sono stati visti più volte aggirarsi con un'automobile nei luoghi dell'incendio e armeggiare con fare sospetto nei punti da dove successivamente si sono alzate le fiamme. Uno dei 2 uomini fermati sarebbe del posto ed è in stato di fermo insieme al presunto complice. Verso l'ora di pranzo la ss. 209 è stata riaperta

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Aggiornamento ore 12.40 del 19/08 - Una nottata da incubo quella appena trascorsa, sia per tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di spegnimento dell'incendio, sia per i residenti della Valnerina che hanno vissuto uno scenario apocalittico. A molti chilometri di distanza, questa mattina le automobili erano coperti da fuliggine e detriti trasportati dalla montagna davanti alle Marmore, la situazione intorno alle 3.00 di questa mattina era drammatica, tanto che i Vigili del fuoco hanno richiesto l'intervento dei colleghi anche di Rieti. Dal primo albeggiare sono rientrati in azione i mezzi aerei che stanno portando un contributo decisivo per lo spegnimento dell'incendio che, secondo fonti dei Vigili del Fuoco, entro questa sera potrebbe essere circosscritto in un'area limitata.

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Aggiornamento ore 1.30 del 19/08 - Nelle 2 foto appena pubblicate si ha la percezione di quanto sia spaventoso l'incendio che sta facendo scempio del patrimonio naturalistico della Valnerina. Le immagini sono state scattate dal centro di Terni, una decins di Km. in linea d'aria dal rogo. La montagna è attraversata da una lingua di fuoco che sta divorando ora dopo ora la vegetazione. L'area è tanto vasta quanto impervia e i Vigili del Fuoco hanno fatto quello che hanno potuto per cercare di arginare il fronte del fuoco. I canadair hanno smesso di lavorare col sopraggiungere del buio e la situazione è drammatica. Le operazioni di spegnimento riprenderanno domani sul far del giorno con tutti i mezzi a disposizione dei pompieri.
Leggermente migliorata la situazione a Villalago, ma il bosco continua a bruciare.

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Brucia Terni, le fiamme non danno tregua ai boschi della provincia. Appena questa mattina l'incendio che sta devastando la Valnerina era stato domato, ma nel pomeriggio è ripreso con effetti veramente drammatici. Tutta la montagna sta bruciando con fiamme visibili a chilometri di distanza dal rogo. 6 squadre di pompieri sono impegnati con rinforzi anche da Perugia e dal distretto della Valnerina. La ss 209 è chiusa dal bivio di Papigno al bivio di Arrone. La zona è particolarmente impervia da raggiungere e questo richiede molto più tempo per lo spegnimento delle fiamme. Secondo fonti dei Vigili del Fuoco gli incendi sarebbero di origine dolosa, visto che una navetta dei pompieri aveva fatto un sopralluogo dopo lo spegnimento dell'incendio della mattina (leggi qui) trovando tutto regolarmente spento, ma nel pomeriggio le fiamme hanno di nuovo avvolto la montagna. Fuoco anche a Villalago, i Vigili del Fuoco sono impegnati con tutti i mezzi a disposizione per cercare di arginare il fronte dell'incendio che sta distruggendo ettari di vegetazione. I pompieri hanno invitato i residenti nelle aree interessate a non stare in casa per evitare possibili intossicazioni da fumo, ma non c'è un ordine di evacuazione al momento. I pompieri invitano anche i curiosi a tenersi lontano dalle aree in fiamme per non intralciare le operazioni di spegnimento.

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Commenti

1) inserito il da Laura

L'unica e giusta punizione è che il fuochi li bruci lentamente. Per questo crimine, e per i crimini commessi sui bambini e gli animali, sarebbe giusta la pena di morte.

2) inserito il da Alfredo De Sio (Pdl)

La Giunta regionale deve chiedere
immediatamente al Governo il riconoscimento dello stato di calamita a seguito
dell'emergenza incendi che sta devastando l'Umbria ed in particolare la zona
del ternano.

A proporlo è il consigliere regionale del Pdl Alfredo De Sio che evidenzia
come si siano create in Umbria tutte le condizioni per ricorrere agli
strumenti previsti dalle leggi nazionali in situazioni di emergenza.

“Quanto sta avvenendo in queste ore, aggiunge De Sio, necessita di essere
fronteggiato con strumenti straordinari sia in fase di emergenza sia nella
fase successiva, quella della gestione dei danni e degli interventi
finalizzati al recupero del patrimonio boschivo andato distrutto. Gli incendi
che in particolare hanno colpito zone della Valnerina e lungo la Flaminia
stanno creando anche delle implicazioni di carattere economico per i tanti
esercenti, attivi come: commercianti, artigiani, albergatori, ed agriturismi.
Strade chiuse, blocchi di attività per settimane e settimane, situazioni
ambientali difficile stanno allontanando il transito di turisti e operatori
aprendo una situazione drammatica per un intero settore.

La Cascata delle Marmore anch'essa interessata dall'azione devastante del
fuoco, rappresenta il simbolo di una regione in ginocchio, costretta a
convivere oramai da mesi con questa situazione.
“Lo stato di calamità naturale - evidenzia ancora De Sio - è regolato
da moltissime norme in continua evoluzione; ma più in generale si riferisce
all'insorgere di situazioni che comportino grave danno o pericolo di danno
alla incolumità delle persone e ai beni e che per la loro natura o
estensione debbano essere fronteggiate con interventi tecnici straordinari”
(art. 1 della legge 8 dicembre 1970 n. 996).

“In tale situazione – aggiunge il consigliere - è previsto il diretto
intervento dello Stato e la conseguente avocazione di funzioni in quanto la
particolare gravità ed estensione dell’evento non è fronteggiabile dalle
singole amministrazioni competenti in via ordinaria” (circolare n.
1/DPC/85, in data 19 aprile 1985 del Dipartimento della Protezione e ’art.
2 della legge 24 febbraio 1992 n. 225).

“Ciò che occorre sottolineare - conclude il Consigliere - è che la nostra
richiesta non può essere considerata un mero atto burocratico per l'assoluta
gravità delle conseguenze immediate e future che ci sono e ci saranno per le
zone colpite. Lo stato di calamità, è perciò, una condizione necessaria
che deve essere riconosciuta in questa circostanza, ricordando che la legge
prevede che il verificarsi di eventi naturali calamitosi di carattere
eccezionale che causano ingenti danni alle attività produttive dei settori
dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura,
prevedono l’intervento finanziario a ristoro parziale del danno”.
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