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martedì 21 maggio 2013 -

Scs-Bps Spoleto, stop acquisto azioni Cooperativa. Assemblea giugno, ecco i nomi di chi partecipò

Scs-Bps Spoleto, stop acquisto azioni Cooperativa. Assemblea giugno, ecco i nomi di chi partecipò

La disdetta del patto parasociale frena l’OP lanciata a settembre. I dati dei primi 11 mesi. A giugno in 935. Il Caparvi ‘furioso’ e il cruccio dell’editore-giornalista

L’Offerta pubblica di sottoscrizione delle azioni ordinarie della Spoleto Credito e Servizi verrà sospesa dalla giornata di domani, 8 agosto. E’ quanto si apprende leggendo il comunicato pubblicato dalla Cooperativa nel sito istituzionale, a firma del ‘dr’ Giovannino Antonini. Si tratta di una delle conseguenze scaturite dopo la disdetta del patto parasociale formalizzata dieci giorni fa da Rocca Salimbeni che ha deciso l’uscita dalla holding spoletina e dalla sua principale controllata, la PopSpoleto.   
Stop all’OP – leggiamo la nota: “Scs comunica che in seguito alla formale disdetta di Banca Mps del patto parasociale sottoscritto con Scs in data 30 marzo 2010 e la conseguente irrevocabile proposta di cessione alla Scs delle azioni della Banca Popolare di Spoleto SpA e della stessa Scs di sua proprietà, l’OP di sottoscrizione di azioni ordinarie di Scs sarà sospesa a far data dall’8 agosto 2012…..Gli investitori che hanno sottoscritto o formulato nei mesi di luglio e agosto 2012 richiesta di sottoscrizione delle azioni Scs oggetto dell’offerta avranno diritto di esercitare la revoca della sottoscrizione entro 3 giorni lavorativi dalla data di pubblicazione del supplemento al Prospetto Informativo”. Subisce quindi uno ‘stop’ la ricerca di nuovi azionisti che il presidentissimo Antonini assicurava di portare dagli attuali 19mila a 30mila. A spulciare i documenti presenti sul sito Scs si registra che questi ultimi 11 mesi  non sono stati poi così proficui come sperava il n. 1 di piazza Pianciani: i nuovi soci sono appena 693 per un ammontare di “strumenti finanziari collocati nell’ambito dell’OP”, ovvero azioni, pari a poco più di 700mila euro (721.812€ per la precisione al 31 luglio - guarda qui).
La nota Mps – di ieri pomeriggio la nota della Banca guidata da Alessandro Profumo che ha precisato la decisione presa poco meno di due settimane fa di abbandonare piazza Pianciani. Un comunicato sollecitato anche dalla Consob: “Con riferimento all'avvenuta disdetta da parte di Banca MPS S.p.A.  del patto parasociale con Spoleto Credito e Servizi Società Cooperativa relativo alla Banca Popolare di Spoleto S.p.A., di cui al precedente comunicato del 27 luglio scorso si precisa, anche su richiesta di Consob, che:  in data 27 luglio 2012 BMPS ha esercitato la disdetta dal patto parasociale, trasmettendo a SCS:  la proposta definitiva di cessione della partecipazione detenuta dalla BMPS in BPS e la proposta definitiva di cessione della partecipazione detenuta dalla BMPS in SCS, alle condizioni e nei termini previsti dal patto parasociale, e subordinatamente all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie, ove applicabili. Come conseguenza della disdetta, SCS ha l'obbligo di acquistare, o far acquistare (nel caso della partecipazione in SCS), dette partecipazioni entro sei mesi dalla data della disdetta”. Nulla di nuovo rispetto a quanto già si sapeva. Scs ora ha 6 mesi di tempo per trovare un soggetto disposto a tirar fuori poco meno di 100 milioni di euro per rilevare la quota detenuta dai senesi. Una partita tutt’altro che facile stando almeno alle opinioni di chi Piazza Affari la bazzica, anche se Antonini mostra il solito ottimismo spingendosi a riferire che ci sarebbero al momento almeno 6 soggetti interessati (numero raddoppiato, a leggere la stampa fedele all’antoninipensiero, in appena 10 giorni). Come dice il detto, se son rose fioriranno.
L’esercito a ranghi ridotti – ma a tener banco è la pubblicazione del verbale dell’assemblea del 30 giugno scorso, quella che ha per così dire “riconfermato” il dominus alla guida della holding e sulla quale pende ancora il giudizio del Tribunale di Spoleto e, probabilmente, a quanto ha potuto apprendere Tuttoggi.info, anche un nuovo ricorso. A presiedere l’assemblea, come si ricorderà, è stato il presidente del collegio notarile di Perugia, il dottor Adriano Crispolti, che ha guidato i lavori in maniera ineccepibile. Leggendo il verbale stilato dal notaio Enzo Paolucci di Perugia, alla fine delle operazioni – il Cda in carica si era presentato dimissionario - sono stati 935 i soci che si sono presentati alle urne (di cui poco più di 200 per delega), numero ben distante dalle folle che un tempo animavano l’Albornoz. Per i curiosi dei numeri le schede annullate sono risultate 14, 4 sono state quelle bianche, 5 in cui sono stati indicati nomi diversi da quelli dei 9 membri eletti nel board. Alle operazioni di voto, che hanno visto impegnati 10 seggi, hanno partecipato 6 dipendenti Scs e 20 di Bps.
Gli interventi – scorrendo l’atto risalta evidente la rabbia del vicepresidente vicario, l’avvocato Claudio Luciano Settimio Caparvi che è tornato a puntare l’indice sui “magnifici 7” soci, come aveva ribattezzato ironicamente coloro che, con ricorsi diversi, avevano impugnato l’assemblea “della vergogna” del 17 dicembre scorso. Leggiamo il verbale: “…bisogna essere furibondi con i 7 soci che hanno costretto con alchimie giudiziarie a convocare nuovamente l’assemblea, avendo impugnato la delibera del 17 dicembre 2011” ha detto Caparvi che poi, rispondendo ad un socio, ha assicurato che “si richiederanno i danni ai suddetti soci, che avrebbero dovuto venire in assemblea ad esporre le loro critiche, di cui si sarebbe fatto tesoro”.
Degno di citazione l’intervento di Luigi Piccolo, l’imprenditore perugino dalle alterne vicende editoriali, a dir poco preoccupato dalla presenza di eventuali videofonini o spycam con cui riprendere i lavori. “Chiedo al presidente (Crispolti, n.d.r.) di precisare, trattandosi di una assemblea privata e quindi applicandosi la legge sulla privacy se, ove i dati dell’assemblea dovessero avere diffusione pubblica, chi li pubblica possa essere perseguito” dice Gigi Piccolo. Che lo dica uno che si vanta di essere anche  un giornalista (è direttore responsabile di una testata on line) suscita un sentimento misto di tenerezza e ilarità. Piccolo non deve aver gradito il video pubblicato da Tuttoggi.info che svelò l’andamento dell’assemblea del dicembre scorso  fra cui l’indimenticabile suo ‘urlo’ all’indirizzo dell’ex vice presidente Danilo Solfaroli: “tu non hai rispettato lo Statuto” (clicca qui). Dimostrando così di non sapere un’acca delle norme statutarie che regolano Scs. O forse gli conviene far finta di non saperle.  Roba che se scopre che quella assemblea è stata portata, un mesetto dopo e in chiave goliardica, anche sul palco del Teatro Gian Carlo Menotti dalla Rivista degli Studenti rischia di farsi venire un coccolone. Il cruccio di Piccolo è stato ben presto chiarito in scioltezza dal notaio Crispolti: “la riunione non è aperta al pubblico, la stampa è ammessa e risponde del suo operato in base alla normativa che ne regola l’attività, i dati identificativi sono finalizzati esclusivamente alle esigenze assembleari ed è quindi assicurato il rispetto della normativa sulla privacy”. 
I votanti – allegato all’atto si può leggere, con buona pace di Piccolo e degli strenui difensori della privacy, l’elenco dei 954 partecipanti ai lavori del 30 giugno (i votanti, come detto, alla fine sono stati 935). Scorrendo la lista si notano nomi eccellenti della politica del centrodestra umbro, di cui Antonini è considerato un uomo di spicco, di rappresentanti del mondo sindacale bancario e delle istituzioni. Ma anche del centrosinistra, non esclusi di Pd, Idv e Pdci (che, c'è da giurarlo, faranno a gara a giurare e spergiurare che erano del gruppetto dei 19 che hanno abbandonato anzitempo la sala). In pratica uno spaccato di quello che secondo molti è il ‘sistema’ su cui il presidentissimo ha potuto costruire il proprio potere in questi ultimi 10 anni. I più curiosi, anche in questo caso, sono serviti: basta un clic: - elenco soci intervenuti.

Inchiesta e ipsezione – intanto non si registrano novità né sul fronte giudiziario (dopo i 17 avvisi di garanzia per appropriazione indebita e ostacolo alla Vigilanza), né su quello dell’ispezione disposta da Bankit sia presso gli uffici di PopSpoleto che di Scs. Al lavoro ci sono anche gli avvocati dei 16 indagati, alcuni dei quali hanno fatto sapere di esser pronti a depositare alla Procura della Repubblica di Spoleto le memorie difensive dei propri assistiti.

(Carlo Ceraso)
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Commenti

1) inserito il da Uno dei 7, poco magnifico ma sicuramente serio

Egregio avv. Caparvi capisco che, anche per deformazione professionale, sia portato a trovare diversivi atti a disorientare le sue controparti; nel suo ruolo di vice presidente vicario però, le correrebbe l’obbligo di non ricorrere a stucchevoli tatticismi e di interessarsi concretamente agli innumerevoli gravi problemi di Bps asset fondamentale della controllante Scs. Mi spiego meglio.
Invece di affannarsi per gettare discredito sul “nemico” di turno (prima Coop e Banca d’italia, poi i Magnifici 7) sarebbe opportuno nell’interesse di tutti i quasi 20.000 soci e non soltanto dei soliti, loro malgrado, precettati (dipendenti, parenti e affini), che lei si faccia parte diligente per affrontare e risolvere, ammesso che ne sia capace, le annose criticità di bps. Per facilitarle il compito ne elenco solo alcune che ritengo di maggiore attualita’:
1) bilancio bps al 31/12/2011 (ndr chiuso in perdita per circa 12 milioni !!!!). Il c/ economico evidenzia, tra gli altri, costi pari a circa 1,4 milioni per penali che si è dovuto riconoscere all’istituto di provenienza di personale recentemente assunto nonché svalutazione di un importo pari a circa 1milione riconducibile ad una partecipazione minoritaria nella società editrice del quotidiano “Corriere dell’Umbria” acquisita recentemente (è il costo del silenzio?); in totale 2,4 milioni gettati dalla finestra a testimonianza del perpetuarsi di scelte gestionali assunte con estrema superficialità e scarsa competenza;
2) trimestrale al 31/03/2012. Si confermano numerosi elementi di preoccupazione:
a) il totale dei crediti deteriorati netti è pari al 150% del patrimonio della banca;
b) il rapporto deteriorato netto/impieghi netti (10,8%) continua a crescere nonostante nell’ultimo anno gli impieghi netti siano cresciuti quasi del 20% in controtendenza rispetto al sistema bancario che li mantiene pressoché stabili. Quando anche i nuovi impieghi cominceranno a produrre il fisiologico deteriorato il rapporto sopra indicato, già ora preoccupante, che valori raggiungerà?
c) Il conto economico, seppure chiuda in positivo per circa 2milioni, conferma tutte le criticità emerse nel precedente esercizio ed ormai da molti anni. Il risultato positivo è infatti ascrivibile esclusivamente agli aiuti finanziari forniti dalla BCE ed all’utilizzo cospicuo di finanziamenti interbancari. Tali concessioni sono portatrici di un beneficio economico verosimilmente non inferiore a 25milioni. Al netto di tali straordinarietà la gestione non andrebbe oltre un avvilente pareggio ad essere generosi.
Per completare il quadro ed a conferma che esiste più di un motivo di preoccupazione è poi intervenuta la sonora bocciatura da parte di Moodys, bocciatura particolarmente grave se si considera che la ns. banca è stata downgradata di ben 4 livelli. In un contesto di 28 banche “bocciate” solo la ns. ed un’altra hanno subito una penalizzazione così pesante, tutte le altre sono in un range di declassamento tra 1 e 3 livelli. Dette problematiche , non fatti personali, sono lo spunto delle proteste, esimio avvocato (le assicuro esistono ancora persone che credono ancora in qualche ideale; probabilmente non fanno parte delle sue frequentazioni). Lei dimostri volontà nel risolverle e non perda tempo a trovare capri espiatori; i responsabili ce li ha tutti molto vicini. Per migliori e maggiori ragguagli si rilegga attentamente Relazione e deduzioni Banca d’Italia (ndr la madre di tutta questa penosa vicenda) che per interesse si tende a dimenticare; troverà sicuramente molti spunti interessanti.

2) inserito il da un altro dei 7, non magnifico ma in compenso onesto

La troupe BPS-SCS si appresta , con qualche cerotto e con alcune bendature sanguinanti, a celebrare la propria Assemblea Straordinaria indetta per il 10 corrente, al fine di aumentare il capitale sociale di 30 milioni di euro e di emettere obbligazioni convertibili per 70 milioni di euro. Il tutto con delega al Consiglio di Amministrazione di fissare il prezzo, la scadenza, l’eventuale opzione di rimborso anticipato; una sorta di cambiale in bianco, a ben guardare. C’è da chiedersi: la Banca D’Italia ha manifestato il proprio assenso all’operazione, impostata in questo forma che appare cosi vaga? Oppure, come è successo al dr. Profumo, Presidente di MPS, la verrà a conoscere a cose fatte?

Quale bagaglio conoscitivo per i partecipanti all’Assemblea, vogliamo puntualizzare alcuni aspetti, della generale situazione in cui versano la BPS e la SCS:

• Il costo delle obbligazioni convertibili quale sarà? Dal momento che Moody’s classifica le obbligazioni BPS nel range Ba2 (“titoli speculativi, nel lungo periodo non possono dirsi ben garantite. La garanzia di interessi e capitale è limitata e può venir meno nel caso di future condizioni economiche sfavorevoli”,sono parole di Moody’s ) con un outlook (una prospettiva) negativo, quale sarà lo spread da riconoscere agli investitori? Non sembra irrealistico pensare a tassi di rendimento almeno del 7-8% , con un costo per la Banca di circa 5 milioni di euro all’anno.
• La disdetta dei Patti Parasociali da parte del Monte dei Paschi comporterà, per la SCS , un esborso tra cinque mesi e mezzo di ben 99.258.020 euro (ben diverso dai 73 milioni di cui si è cianciato per giorni e giorni), costituito da 69,258 milioni per il 26% del valore aziendale (convenzionalmente stabilito, d’accordo tra le parti , pari a 266,377 milioni di euro) cui vanno aggiunti i 30 milioni conferiti dal Monte dei Paschi nella SCS ( e che richiede indietro, naturalmente). I conteggi derivano da una lettura, piuttosto attenta, dei suddetti Patti.
• La SCS non dispone di tale rilevante cifra, per cui dovrà trovare, lestamente, un nuovo partner, che difficilmente accetterà di pagare un prezzo sproporzionato rispetto al valore reale; presumibilmente, chiederà di acquisire la maggioranza della Società, assumendone il controllo pieno. Se ciò fosse vero addio autonomia, addio spoletinità, addio SCS!
• Lo stesso Monte dei Paschi potrebbe, qualora l’impegno di pagare a scadenza i 99,258 milioni non venisse rispettato dalla Cooperativa SCS, chiedere di esercitare la prelazione sulla maggioranza della Banca, alle stesse condizioni previste per la vendita.In tal caso, l’esborso per la Banca di Siena ammonterebbe a circa 60 milioni di euro (per il 25% della quota utile per raggiungere il 51%, cui aggiungere il premio di maggioranza del 27% , meno il rimborso dei 30 milioni da parte della SCS)
• In parole spicce, le situazioni della Banca e della Cooperativa sono piuttosto ingessate, diciamo pure che le vie d’uscita appaiono molto problematiche, tanto da far auspicare che si susciti una mobilitazione ampia dell’opinione pubblica , per salvare l’autonomia della Banca, per conservarla come patrimonio regionale, per scongiurare drastici provvedimenti da parte dell’ Autorità di Vigilanza.L’attuale management, causa prima (ed artefice) del cul de sac in cui l’Istituto si trova, non appare in grado di operare per una soluzione valida e dignitosa.

Ci auguriamo che gli azionisti riuniti in Assemblea vengano illuminati, magari con influenze superiori, sulle scelte salvifiche da effettuare , sia attraverso proposte concrete e non frutto di puro bluff, che mediante responsabili decisioni di rinuncia, inducendo a compiere, a chi compete, il passo indietro che la logica e l’etica imporrebbero.
 

3) inserito il da Santander

C'e' gente che inspiegabilmente preferisce vivere la vita degli altri invece di quella propria.....

4) inserito il da Francesco

Ma la domanda sorge spontanea.. Perché questi magnifici 7 non sono intervenuti durante l'assemblea proponendo le loro motivazioni?Scusate ma tanto seri non sembrate proprio!

5) inserito il da socio qualunque

C'è gente che, spiegabilmente, preferisce non comprendere che quello che è avvenuto e, purtroppo, continua ad avvenire nella BPS e nella SCS riguarda tutti noi, dal punto di vista economico, sociale, politico (basta pensare a quanti pacchetti di voti sono stati scambiati) e, soprattutto ,morale; in una parola, l'andamento anomalo di una certa gestione della Banca ha influenzato negativamente la società civile dell'intera città.
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