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sabato 18 maggio 2013 -

Si lancia dal Ponte delle Torri, suicida spoletino

Si lancia dal Ponte delle Torri, suicida spoletino

E' il terzo dall'inizio dell'anno. Indagini ai carabinieri. Il corpo è stato già recuperato

h. 11.25 - Sarà restituita in giornata ai familiari la salma dello spoletino che ieri ha compiuto il gesto estremo lanciandosi dal Ponte delle Torri. La notizia della morte dell'uomo ha choccato la città costretta a registrare un nuovo suicidio.  Si chiamava T.B. e aveva 81 anni. Intanto allo choc si aggiunge la rabbia per la mancata messa in sicurezza del Ponte, da più parti annunciata ma mai seriamente concretizzata (eccezion fatta per un vetro blindato che, al primo intervento dei vandali, non è stato più ripristinato). Quello che un tempo era considerato il monumento simbolo di Spoleto, rischia di diventare sempre più noto quale teatro di queste disgrazie.

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Un uomo si è gettato dal ponte delle Torri di Spoleto. Il drammatico gesto è stato compiuto intorno alle 18 di oggi quando è scattato l’allarme alle forze dell’ordine che sono intervenute sul posto. Si tratta di uno spoletino residente in città (si conoscono già le generalità ma si attende che i familiari vengano informati della disgrazia). Ai vigili del fuoco il compito di recuperare la salma che è stata già trasportata alla camera mortuaria di Spoleto. Le indagini sono affidate ai carabinieri della locale Compagnia. Con quello di oggi salgono a 3 i suicidi dall’inizio dell’anno dal Ponte.

 

Commenti

1) inserito il da Spoletino indignato

Vorrei sommessamente esprimere la mia opinione su tutto questo spreco di byte in merito alla sicurezza di questo oramai famigerato "PONTE", a mio modesto avviso e' inutile inventare suggerire, consigliare sul come metterlo in sicurezza, abbiamo avuto oramai esperienze che se non era il ponte questi poveri disgraziati hanno sempre trovato una ferrovia, una finestra e quantaltro.
In merito poi al tentativo di arginare il fenomeno con il vetro quella fu poi la soluzione piu' insulsa, dato che se era porotetto il lato destro, c'era sempre il lato sinistro per compiere l'insano gesto. Percio' 9000 nostri € buttati al vento.
Il discorso dei vandali, poi e' un altro discorso, oggi la video sorveglianza e' alla portyata di tutti, ed anche se io sarei per l'amputazione delle mani ( si so che avro' addosso tutti i benpensanti), ma almeno prendiamoli e mandiamoli a pala e piccone quel tanto tempo finche' non hanno risarcito il danno. Leggero' con piacere il pare di altri cittadini, grazie

2) inserito il da SERGIO

Sono perfettamente d'accordo con lo Spoletino indignato

3) inserito il da Arianna

Spoletino Indignato, in tanti saranno con te, io per prima!!

4) inserito il da Mario

Condivido quanto detto dallo "Spoletino "indignato", a parte l'amputazione delle mani (senza per questo sentirmi benpensante).
Gli investimenti da fare sono ben altri, non quello di buttar via soldi per un vetro, solo per salvare la faccia.
Il male peggiore che induce un uomo di 81 anni a chiudere tragimente la propria esistenza è certamente la grande solitudine!!!
Incentivare forme di socializzazione e momenti di svago per gli anziani è il vero investimento!

5) inserito il da Michael Surace

Pur pensando ancora che, come fatto alla Rocca di Perugia, basterebbero delle ampie reti ai lati del Ponte per debellare il fenomeno dei suicidi, credo che come soluzione più semplice senza costringere un cristiano a stare h24 sul ponte, potrebbe essere quella di collegare il Ponte agli orari e a chi sorveglia le scale mobili sulla ponzianina: ovvero mettere un cancelletto elettrico con una telecamera collegata alla centrale che già controlla le scale mobili (non penso che uno schermo in più sia un grosso problema da dover controllare oltre a quelli delle scale mobili) e un piccolo citofono dove gli stessi operatori dell'Umbria mobilità "aprono" su richieste delle persone che spingono il pulsante. Già a questo punto è un bel deterrente per chi vuole far la finita (telecamera, accesso controllato), ma per essere maggiormente sicuri che non passi il suicida di turno basterebbe vincolare l'accesso a gruppi di minimo 2 persone, mai di una, questo appunto è possibile grazie alla telecamera che si attiva alla richiesta di accesso fatta davanti alla sbarra dove è posto il citofono. Infine il vincolare la visita del ponte, agli orari di apertura delle scale mobili (cosa che può avere per il turista anche una maggiore logica) ne impedirebbe quindi l'accesso negli orari notturni e/o di prima mattina, cioè gli orari dove si sono concentrati maggiormente i suicidi in quanto il ponte è meno frequentato. Forse non ci sarà una garanzia al 100%, ma sono convinto che si registrebbe comunque un notevole calo dei caso di suicidio. E non è poco..
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