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giovedì 23 maggio 2013 -

Canile di Perugia: situazione al collasso. Struttura per 30 cani, ce ne sono più di 100

Canile di Perugia: situazione al collasso. Struttura per 30 cani, ce ne sono più di 100

La Lav : “partano i lavori per garantire agli animali le condizioni minime di igiene e benessere”

Sa.Mi.
Sono anni che la LAV di Perugia, a seguito di sopralluoghi effettuati presso la struttura sanitaria, inoltra richieste formali, chiede incontri e fa appello tramite la stampa al sindaco di Perugia perché intervenga con urgenza  in quelle sezioni indispensabili alle attività sanitarie.
Le urgenze-  Vi è necessità di un reparto di isolamento;  un reparto per le malattie infettive; una vasta zona per la gestione e il recupero dei cani così detti impegnativi,  che nella situazione provvisoria e inadeguate in cui passano la loro già difficile esistenza non possono che peggiorare le loro caratteristiche e rischiare così  la morte  per soppressione eutanasica  come cani pericolosi. Nella struttura di base, peraltro, già poco adatta ad ospitare i cani in soprannumero rispetto a quelli previsti.
Le condizioni-  30 cani i previsti all’epoca della realizzazione sono sopitati in una struttura che secondo gli animalisti sarebbe diventata oggi oltremodo fatiscente e rischiosa per i 100 cani attualmente ospitati tanto che gli addetti del Servizio Veterinario  vi lavorano con professionalità e diligenza ma con enorme fatica per garantire agli animali le minime condizioni di  igiene e di benessere. Inoltre i cani, sostiene la Lav, “mangiano sempre lo stesso scadente mangime e il mangime dei gatti non è sufficiente tanto che le associazioni di volontariato sono chiamate a dare un contributo”.
I fondi ci sono- “Oggi, siamo preoccupati- spiegano-  che il denaro pubblico stanziato dalla Regione Umbria  non venga usato per risanare il canile sanitario ma che vada in altre direzioni  magari meno urgenti , perché se oggi ci sono 170.000 euro in passato ci sono stati miliardi di lire  e migliaia e migliaia di euro di cui, anche se previsto, niente è andato  per  l’adeguamento del canile sanitario.Se questo dovesse accadere, all’interno della struttura, si potrebbe riscontrare il maltrattamento di animali, nonostante  il lavoro professionale, scrupoloso ed etico che vi svolgono coloro che ci lavorano”.
L’appello- “ La LAV è pronta a promuovere e /o appoggiare qualsiasi azione la dirigente del canile sanitario stesso volesse intraprendere per far si che quanto chiede da anni venga attuato- spiega Graziella Crescentini Gori  portavoce dell’associazione- La LAV, oggi meno ingenua dati i risultati ottenuti,  non intende  fare un nuovo appello al sindaco di Perugia  intende, invece, con il dovuto rispetto, porgli  la domanda  del perché la gestione economica e attuativa delle strutture comunali  per il controllo del randagismo non sono state affidate all’assessorato all’ambiente come ogni logica lascerebbe prevedere.Abbiamo appreso,con piacere, che il coordinatore cittadino IDV di Pg, Franco Granocchia, interviene sulla questione del canile sanitario sito a Collestrada, richiamando l’attenzione del Comune di Perugia sulla disponibilità di denaro pubblico (170 mlla euro) stanziati dalla Regione Umbria per la messa a norma della struttura in oggetto”.

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