Umbria Mobilità, i dipendenti scendono in piazza. Niente quattordicesima nel mese di luglio
Provincia e Regione : “Noi siamo in regola”. Rischio aumenti delle tariffe
Sara Minciaroni
Il sit-in- Hanno incrociato le braccia questa mattina i lavoratori del trasporto pubblico locale in concomitanza con lo sciopero nazionale indetto dalle sigle di settore di Cgil, Cisl, Uil, Orsa e Cisal. A Piazza Italia si è tenuto il presidio dei dipendenti che in Umbria oltre al tema del mancato rinnovo del contratto collettivo, protestano per la mancata erogazione da parte di Umbria Mobilità della quattordicesima mensilità ( che di solito percepivano nel mese di luglio).
L’incontro- Nei giorni scorsi i rappresentanti sindacali avevano avuto un incontro con il cda e la dirigenza aziendale di Umbria Mobilità, incontro al quale non hanno partecipato gli Enti proprietari. La dirigenza aziendale durante l’incontro ha confermato che, a seguito delle difficoltà legate all’incasso dei crediti vantati nei confronti di alcuni Enti (per altro fatturati e scaduti prevalentemente legati ai servizi effettuati a Roma), non sarà in grado di erogare la quattordicesima entro i termini di contratto e in assenza di elementi di novità, neanche di assumere impegni a breve e lunga scadenza. Sono 1.300 i lavoratori di Umbria Mobilità che a causa della mancanza di liquidità dell’azienda, non si vedranno corrisposte le 14esime , malgrado i 35 milioni gli euro di credito che UM vanta per appalti vinti nel Lazio. Oltre a questi ci sarebbero almeno 6-7 milioni che l’azienda unica dei trasporti deve avere dagli enti locali umbri: in particolare da Spoleto, Terni (Comune e Provincia) e Orvieto mentre Perugia. Comune e Provincia,si dichiarano a posto con i versamenti.
Possibili aumenti tariffe - Nel corso dello stesso incontro la dirigenza di UM ha sottoposto alle sigle sindacali le difficoltà legate non solo alla riscossione dei crediti vantati ma anche alla inadeguatezza dei corrispettivi per i servizi svolti fermi all’anno 2005 e non più congrui agli attuali costi di gestione. Per questi motivi l’azienda a sottoposto agli enti proprietari la possibilità di aumentare le tariffe che i corrispettivi al chilometro da settembre 2012.
Appuntamento al 26 - Questa mattina è intervenuto al sit-in anche l’assessore regionale Silvano Rometti, spiegando che il 26 luglio sarà convocato il tavolo sui trasporti e che in quella sede si parlerà anche di Umbria Mobilità.
La protesta dei sindacati - “Si tagli dove è giusto tagliare” è questo che i lavoratori ripetono come un mantra e si riferiscono alle consulenze e agli stipendi da sogno dei super manager e dei 20 membri del Cda. Si sentono l’anello debole di un sistema sul quale si continua ad infierire , con le mancate quattordicesime oggi e con le mancate assunzioni dopo i pensionamenti che di fatto gravano su turni di servizio più pesanti.
Le interrogazioni in consiglio regionale - Sono già due e bipartisan le interrogazioni presentate dai consiglieri regionali sull’argomento. In ordine di presentazione quella di Paolo Brutti Idv e di Andrea Lignani Marchesani Pdl, il quale chiede “modalità e tempi di pagamento della quattordicesima mensilità ai lavoratori di Umbria Mobilità”. Secondo Brutti “La Regione richiami al dovere la dirigenza di Umbria Mobilità, la quale chiama inopinatamente in causa vertenze che riguardano altre società e altre forme di contratto e che dunque non giustificano simili provvedimenti e che da questa vicenda si tragga spunto per una ridefinizione del Piano del Trasporto pubblico”.
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Commenti
2) inserito il da Luciano Della Vecchia, Segretario Regionale Prc - FdS Umbria
proposta di sciopero generale nella nostra regione avanzata da Cgil, Cisl e
Uil Alta Umbria. Una proposta che viene da un territorio da sempre
fondamentale per l'apparato produttivo regionale e che oggi subisce
pesantemente i colpi della crisi. Di più. Pensiamo che per fermare l'opera
antipopolare di questo governo serva lo sciopero generale nel paese. Dopo
l'approvazione del Fiscal Compact passata sotto silenzio, dopo l'introduzione
del vincolo del pareggio di bilancio in Costituzione, dopo lo
smantellamento dei diritti dei lavoratori, dopo i provvedimenti di spending
review fatti di tagli alla democrazia, alla sanità, all'istruzione e al
trasporto pubblico, non sono più possibili tentennamenti. Siamo di fronte
ad un governo chiaramente contro i lavoratori, un governo che utilizza le
risorse pubbliche per salvare le banche private e gli speculatori, un
governo che per la nostra regione è una vera e propria sciagura. Hanno
proprio ragione Cgil, Cisl e Uil Alta Umbria a chiedere lo sciopero
generale. Per parte nostra pensiamo che proprio attraverso la mobilitazione
politica e sociale possa sostanziarsi la costruzione di una “vertenza
Umbria” contro governo e Confindustria. Contro il governo Monti e
Confindustria, per difendere la democrazia, i diritti delle lavoratrici e
dei lavoratori, la Costituzione, per l’Europa sociale, sciopero generale in
Umbria e nel paese.
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1) inserito il da Enrico Flamini (Prc)
sciopero odierno dei lavoratori del trasporto pubblico locale della nostra
regione. Infatti la giusta e sacrosanta mobilitazione dei lavoratori ha
come obiettivo non solo il rinnovo del CCNL della Mobilità e di categoria
scaduto dal 2007, ma anche l’avvio di una vera politica di riorganizzazione
nel settore del trasporto.È bene ricordare che i provvedimenti scellerati
del governo contenuti nella spending review, che colpiscono ancora una
volta i più deboli con tagli indiscriminati a servizi e diritti come sanità
ed istruzione, non risparmiano nemmeno i trasporti: infatti il governo ha
tagliato altri 700 milioni di euro, un taglio linerare e indiscriminato che
rischia di mettere definitivamente in ginocchio tutto il sistema. Questi
provvedimenti penalizzano poi ulteriormente regioni che come la nostra
hanno da tempo avviato sul trasporto pubblico un’azione riformatrice e di
vera semplificazione attraverso l’istituzione dell’azienda unica. Per i
lavoratori di Umbria Mobilità c’è anche la questione di garantire loro il
diritto al salario. In questo senso auspichiamo che si mettano da parte
atteggiamenti piccosi e che tutti gli Enti interessati dalla vicenda
collaborino per la risoluzione possibile e positiva della vicenda.
Soprattutto perchè la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del
settore si unisce a tutte quelle che stanno dicendo basta alle politiche di
Monti, senza prospettive di sviluppo e davvero sciagurate per l’Umbria e
per il Paese.