TUTTOGGI.info

Quotidiano online dell'Umbria

giovedì 23 maggio 2013 -

Chiusura Euroservice, la Presidente Marini ferma i lavori del Consiglio per ascoltare le 50 lavoratrici

playEuroservice_protesta a Perugia

Stamattina il presidio della coop di Pineta ha manifestato davanti a Palazzo Cesaroni

di Sara Minciaroni

Ha sospeso i lavori del Consiglio Regionale, questa mattina, la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, per incontrare il presidio delle 50 lavoratrici di Euroservice, che stavano manifestando davanti all’ingresso di Palazzo Cesaroni.
Dall’incontro tra la Governatrice e le dipendenti della Cooperativa alla diretta committenza della multinazionale Nestlè, è emersa la massima volontà di sotegno e aiuto, al fine di salvaguardare i 50 posti di lavoro. Il presidente del consiglio regionale, Eros Brega, ha garantito ''la massima attenzione di tutti i gruppi politici '' alla vertenza, mentre Catiuscia Marini ha evidenziato ''l'importanza di mantenere il lavoro in quel territorio, soprattutto tenendo conto che questa e' un'azienda di tutte donne''.
Domani mattina il presidente della cooperativa Giancarlo Faltoni  incontrerà l’assessore regionale Vincenzo Riommi per formulare un piano industriale con il quale chiedere alla multinazionale di tornare a sedersi ad un tavolo di trattativa e riconsiderare la scelta fatta.
Al presidio hanno portato il loro sostegno numerosi esponenti politici tra cui il sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino, l’assessore regionale Stefano Vinti, il consigliere provinciale Franco Granocchia, il consigliere comunale Emiliano Pampanelli, Oscar Monaco della segreteria provinciale Prc, Cesare Megha della segretaria regionale Pdci.

La storia - Euroservice nasce nel 1989 come una vera e propria costola dell'allora Perugina SpA, oggi multinazionale Nestlè, da un accordo sindacale che fa seguito alla chiusura dello stabilimento di Castiglione del Lago. Il fine è quello di ricollocare il personale esternalizzando il servizio di imballaggio. Da 23 anni, circa 150 lavoratrici sono state impiegate con contratti stagionali all'interno della cooperativa, ma già nel 2009 la multinazionale inizia a minacciare il termine delle commesse fino ad arrivare alla scorsa settimana, quando viene definitivamente sancito lo stop delle commesse. Adesso le 50 donne ancora impiegate nella cooperativa temono per il loro futuro.

La lettera delle lavoratrici - “Questo è l’ennesimo appello che noi operaie, anzi ex operaie della Euroservice vogliamo lanciare alla multinazionale Nestlè, ad Euroservice ed alle istituzioni perché vogliamo tenere alta l’attenzione sulla nostra situazione. Disoccupate e senza prospettive. In Italia si permette ad una multinazionale di fare il bello ed il cattivo tempo e di raschiare il fondo del barile fino a che ce n’è, poi arrivederci e grazie, e la parte debole, che per anni è stato il vero ed unico pilastro di un meccanismo per far soldi (e di soldi ne sono girati tanti), a casa e distinti saluti. Noi non permetteremo a nessuno di far si che in un’Italia democratica che scende in piazza unita a difendere il lavoro, a 50 donne venga tolto tutto, dignità compresa, senza lottare fino alla fine. Insieme alla Cgil ed a tutte le istituzioni che vogliono e possono darci una mano chiediamo un impegno serio e concreto su tutti i fronti: occupazione ed ammortizzatori sociali. Nestlè per un motivo ed Euroservice per altri non possono pensare di risolvere la “ faccenda” fra di loro senza tener conto che dove sono arrivati ce li abbiamo portati noi con il nostro lavoro, con la nostra professionalità, con la disponibilità in orari e giorni fuori dall’ordinario e con il sacrificio. Noi siamo pronte a rimboccarci le maniche ma adesso servono solo i fatti. Siamo consapevoli di essere entrate in un meccanismo più grande di noi, ed il vero problema è che oggi siamo abituate ad i giochi politici e di denaro che quasi li abbiamo scambiati per normalità. Non è così che dovrebbe essere, vogliamo poter provare a cambiare le cose e nel nostro piccolo anche se ne usciremo sconfitte potremo dire di aver lottato fino in fondo. La Cgil che in questo percorso ci è stata vicina nella lotta deve continuare con noi questa battaglia. Siamo come in tempo di guerra e noi non abbiamo niente da perdere. E’ arrivato il momento che qualcuno ci metta o ci rimetta la faccia, perché noi ce l’abbiamo messa e forse anche persa insieme al nostro lavoro.
Ognuno faccia la sua parte perché noi la nostra l’abbiamo sempre fatta. Noi non avremo né una buonuscita , né una bella pensione ( a dire il vero non avremo proprio la pensione), né tanto meno uno straccio di lavoro, ma la possibilità di far crescere i nostri figli, almeno quella ci è concessa? Il nostro contratto non lo prevede. Niente cassa, né mobilità, né disoccupazione perché non lavoriamo. Allora dopo la mano sulla coscienza i nostri imprenditori la mettessero al portafoglio che è pieno grazie a noi. Provocazione? Nemmeno tanto. Sarebbe solo giusto per noi e per tutti quelli che come noi si ritrovano a casa dopo anni di lavoro, con tante scuse ma… c’è crisi. La crisi c’è di sicuro ma non è solo quella, è tutto il meccanismo ingarbugliato che ci ritroviamo e che permette che nel 2012 ci siano famiglie alla fame e pensionati milionari che non sanno nemmeno cosa vuol dire lavorare. Svegliamoci tutti !”.

 

Commenti

1) inserito il da mail postata dall'Uff.Stampa della CGIL

“Noi siamo qui oggi per chiedere che la dignità di queste lavoratrici sia rispettata – ha spiegato Vasco Cajarelli, segretario regionale della Cgil, rivolgendosi alla presidente Marini e ai capigruppo presenti all'incontro – siamo di fronte ad un dramma nel dramma generale, visto che queste donne non sono coperte al momento nemmeno dagli ammortizzatori sociali e per questo chiediamo che su questo fronte la Regione continui ad impegnarsi per trovare una soluzione e garantire una copertura alle lavoratrici”.
L'assessore Riommi, che domani incontrerà nuovamente Euroservice, ha anteposto al ragionamento sugli ammortizzatori e sull'ipotesi di un “divorzio consensuale” tra Nestlè ed Euroservice, la ricerca di una possibile mediazione: “Nell'ultimo incontro che abbiamo faticosamente organizzato – ha detto Riommi – la multinazionale, obtorto collo, ha lasciato aperto uno spiraglio”. L'ipotesi che la Regione sta tentando di percorrere è quella di chiedere alle parti di accordarsi per un prolungamento del rapporto, che possa consentire ad Euroservice di proseguire l'attività per un “periodo congruo” e nel frattempo di cercare altre commesse al di fuori di Nestlè, anche con il supporto di LegaCoop.
In ogni caso, Riommi ha lasciato intendere che anche sul fronte degli ammortizzatori sociali ci possono essere margini, ma ha chiesto al sindacato un confronto sul tema, prima di chiamare in causa l'Inps.
“Conosco bene Euroservice e so che è un'impresa di sole donne in un'area economicamente molto fragile come è quella del Trasimeno – ha detto la presidente della Regione Catiuscia Marini, parlando alle lavoratrici – e questo ci impone, oltre che un grande sforzo a difesa dell'occupazione, anche un'attenzione particolare per il mantenimento dell'attività sul territorio. Ma in quest'ottica – ha concluso Marini – sarà molto importante l'impegno per la diversificazione delle commesse per superare la totale dipendenza di Euroservice da Nestlè”
Inserisci un commento

* Campi obbligatori

È consentita una limitata possibilità di formattazione del testo dei commenti: è possibile inserire link e collegamenti ipertestuali esterni, saranno riconosciuti automaticamente.

 
 

© TUTTOGGI.INFO – Edizioni SYN-MEDIA Srl (P.IVA 02965540541)

Iscrizione al Registro per la Pubblicazione di Giornali e Periodici del Tribunale di Spoleto n. 05/2007 del 18/09/2007

Iscrizione al ROC n. 22904 – CREDITS

Direttore Editoriale: Leonardo Perini (tel. 333.6297471)

Direttore Responsabile: Carlo Ceraso (tel. 349.8943908)

Vice Direttore Responsabile: Sara Cipriani (tel. 333.6297478)