Aborto, Consulta boccia ricorso sul caso della minorenne di Spoleto. Legge 194 rimane intatta
Questione di legittimità sollevata dal giudice tutelare dichiarata inammissibile. La soddisfazione di Prc e Sel (nei commenti)
E’ arrivata pochi istanti fa l’attesa decisione della Corte Costituzionale sulla questione di legittimità della legge sull’aborto, sollevata l’8 giugno scorso dal giudice tutelare di Spoleto. La consulta ha giudicato il ricorso “manifestamente inammissibile”. I dubbi di legittimità costituzionale erano stati sollevati in seguito al caso di una ragazza spoletina di 16 anni che aveva manifestato la chiara volontà di abortire senza renderne partecipi i genitori. In particolare, il giudice tutelare aveva posto dubbi sulla costituzionalità dell’articolo 4 della legge, il cuore della norma, quello che stabilisce tutti i casi in cui è possibile chiedere l’interruzione volontaria della gravidanza. La bocciatura del ricorso rappresenta una ulteriore conferma della legge. Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che verranno redatte dal giudice Mario Rosario Morelli, già relatore della sentenza con cui la Cassazione ammise l’interruzione dell’alimentazione per Eluana Englaro.
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Commenti
2) inserito il da Postato dal Circolo SEL Spoleto
La 194/78 era arrivata di fronte alla Corte in seguito alla richiesta di una ragazza minorenne di Spoleto di ricorrere all'aborto senza informare i suoi genitori. Il giudice aveva ritenuto che la norma contraddicesse in particolare, gli articoli 2 e 32 della Costituzione, rispettivamente sui diritti inviolabili dell'uomo e sulla tutela alla salute, e citava a sostegno della sua tesi una sentenza della Corte di Giustizia Ue sul tema dell'embrione umano.
Fortunatamente la Corte non è stata dello stesso avviso ed ha preservato l'integrità di una legge che, dalla sulla sua approvazione nel settantotto, è stata negli anni oggetto di continui attacchi e tentativi di ridimensionamento da parte di poteri ecclesiastici, partiti politici, medici obiettori e in questo caso anche giudici. A difesa della legge in vigore è intervenuto anche l'avvocato dello Stato, Maria Gabriella Mancia.
Rimane comunque l'amarezza per la modalità in cui è stata gestita la vicenda della giovane ragazza, che rivolgendosi al Consultorio per esplicitare un suo diritto invece di essere tutelata e sostenuta in una situazione così delicata, si è ritrovata suo malgrado sulle pagine dei giornali nazionali.
Sinistra Ecologia Libertà a quella ragazza esprime la sua solidarietà e ribadisce con forza e fermezza l’importanza della tutela di tutti i diritti civili che, in uno stato laico, quale la Repubblica italiana, dovrebbero sempre essere garantiti ai propri cittadini.
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1) inserito il da Mail postata da Maura Coltorti - Segreteria Provinciale Prc-FdS, Responsabile Nuovi Diritti
Ancora una volta dopo oltre 30 anni dalla sua approvazione con referendum popolare la legge 194 subisce un attacco ” sventato” solo grazie alla Corte Costituzionale che “ritiene inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art 4 della legge 194 sull’aborto”.
La 194 è una buona legge che tutela la donna e la sua salute, una legge da paese civile, ma sono continui e ripetuti gli attacchi per modificarla e snaturarla, con il fine ultimo di mettere in discussione l’autodeterminazione delle donne e il loro diritto a scegliere la propria gravidanza. Diverse infatti sono le proposte di modifica depositate in Parlamento ad opera di parlamentari dell’UDC ( Buttiglione, Volontè) e del PDL ( Barbieri , Farina).
Crediamo che invece di pensare a modificare una legge che ha il sostegno di larghissima parte degli italiani, bisognerebbe interrogarsi perchè nel nostro paese siano completamente assenti l’educazione alla sessualità e alla procreazione responsabile , perchè cosi pochi sono i consultori intesi come sostegno alla famiglia e alla maternità o ancora come mai tantissimi medici in Italia si dichiarano obbiettori di coscienza, dato che di fatto sta cancellando il diritto ad abortire per mancanza di medici che praticano l’aborto nelle strutture pubbliche. La legge 194 non si tocca, nè oggi nè domani, è una legge che noi donne abbiamo conquistato e siamo pronte a difendere in ogni momento.