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martedì 18 giugno 2013 -

Spoleto Ims/Isotta, l’arcivescovo al fianco dei lavoratori. La sberla di Cremaschi a Mimì, Pecos e Celestone “Mi scuso io per loro”. AGGIORNAMENTO: Il comunicato dei dipendenti "da domani al lavoro"

photoSpoleto Ims/Isotta, l’arcivescovo al fianco dei lavoratori. La sberla di Cremaschi a Mimì, Pecos e Celestone “Mi scuso io per loro”. AGGIORNAMENTO: Il comunicato dei dipendenti "da domani al lavoro"

Mons. Boccardo davanti ai cancelli. Maura Coltorti (Prc) accompagna presidente Fiom “resistete e lottate”. Sit-in durante Corsa dei vaporetti. Il sostegno degli studenti (nei Commenti)

(Aggiornamento ore 11) - E’ clamorosa la novità del giorno alla Ims/Isotta Fraschini di Santo Chiodo. I dipendenti hanno deciso di tornare al lavoro già da domani, giovedì 10 maggio. La decisione, maturata ieri non senza patemi d’animo, è stata annunciata in un comunicato stampa condiviso all’unanimità che Tuttoggi.info è in grado di anticipare. “Le maestranze delle Industrie Metallurgiche Spoleto srl e Isotta Fraschini srl, nonostante l’atteggiamento provocatorio, intimidatorio, irrispettoso e di sfida continuamente manifestato nei propri confronti dal Direttore Generale Santoro, anche se preoccupate per la mancanza di risposte ai dubbi e alle perplessità più volte manifestate, facendo leva sul proprio senso di responsabilità e di rispetto sempre dimostrato nei confronti della Proprietà Aziendale, nella quale nutrono ancora fiducia, decidono in maniera unanime di riprendere l’attività lavorativa a partire da giovedì 10 maggio 2012”.
Fin qui la parte più soft del comunicato. Il perché della decisione di tornare a indossare le tute è contenuta nelle ultime “infuocate” righe del documento, che recitano così: “Si tiene a precisare che la ripresa dell’attività lavorativa è volta esclusivamente a dar continuità all’attività produttiva, allo scopo di salvaguardare e mantenere la clientela esistente e non è quindi una decisione presa in seguito alle minacce di chiusura delle due aziende fatte lunedì dalla Direzione Generale”. Più chiaro di così si muore. “Inoltre – hanno aggiunto a voce alcuni lavoratori – più tempo gli impianti rimangono fermi più è alto il rischio che si rovinino”.
Nella mattinata odierna i dipendenti in presidio davanti ai cancelli hanno ricevuto la breve visita, annunciata ieri, dell’Arcivescovo di Spoleto Renato Boccardo, che ha rivolto loro parole di grande conforto e li ha esortati ad avere fiducia. Quella fiducia che ormai è andata definitivamente perduta nei confronti del Direttore Generale Santoro, contro cui è apparsa oggi, scritta su un lenzuolo, la seguente frase “Santoro? No grazie”.

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Anche l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, scende al fianco dei lavoratori della Ims-Isotta Fraschini (ex Pozzi), l’azienda metallurgica i cui lavoratori sono in sciopero ad oltranza da venerdì scorso. Fra poche ore infatti – alle 9 di questa mattina (mercoledì) – si recherà davanti ai cancelli della fabbrica, accompagnato dal sindaco Benedetti, per portare il proprio sostegno agli operai. La discesa in campo di Boccardo fa intuire quanto la situazione sia drammatica e come le decisioni prese di recente dalla direzione del gruppo Castiglioni abbiano accelerato questo braccio di ferro che impone a  tutte le istituzioni (a cominciare da quelle regionali) a non procrastinare ulteriormente un intervento risolutivo.
In mattinata era stato il sindaco a recarsi davanti alla azienda per ascoltare i dipendenti e assicurare un suo viaggio a Varese per incontrare la proprietà e cercare di trovare una intesa (clicca qui). Sono lontani i tempi in cui l’azionista di riferimento sorvolava la città del festival in elicottero: ora non si fa vedere, talmente convinto a non uscire dal proprio “castello” da costringere il sindaco ad abbandonare la propria città pur di realizzare l’incontro. Segno di come cambiano i tempi,  di quanto poco rispetto c’è per le istituzioni. La notizia, non confermata, che l’azienda avrebbe avviato le operazioni di liquidazione del 50% dello stipendio non è servita, come era prevedibile, a rasserenare il clima.
La sberla di Cremaschi – a scuotere gli animi è stato il presidente del comitato centrale della Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi, arrivato nel pomeriggio a Spoleto grazie all’interessamento della segretaria di Prc Maura Coltorti. Una visita che si è rivelata una vera e propria mazzata per i sindacalisti locali Francesco Giannini, Adolfo Pierotti e Umbro Conti (noti ormai con i soprannomi di Mimì Metallurgico, Pecos Pierotti e Celestone per il loro modo di gestire alcune vertenze). Specie per Giannini che ha dovuto ingoiare l’amaro calice. Perché Cremaschi non ci è andato leggero con i rappresentanti delle OOSS locali:  “È vero che il sindacato non fa quello che deve fare – ha detto il presidente Fiom -, mi scuso io per loro”. “C’è bisogno di una posizione più dura del sindacato. A livello locale sicuramente ci sono state delle sottovalutazioni…i sindacati comunque possono fare degli errori ma non mettono in crisi l'azienda” ha aggiunto mentre  Giannini restava in disparte senza battere ciglio.
I lavoratori avevano poco prima spiegato all’inaspettato ospite la propria situazione e quella in cui versa l’azienda, denunciando in particolare il crollo delle tessere Cgil all’interno della Ims. E invitato lo stesso Giannini a dire pubblicamente come si sta comportando il direttore Santoro nei loro confronti: ma Mimì si  guardato bene dal pigolare. Quanto sia ridotta ai minimi termini la loro fiducia nel sindacato è risaputo (qui). A riportare la calma è stato lo stesso Cremaschi che ha invitato i presenti a “resistere. Adesso bisogna organizzarsi seriamente per come fronteggiare il prossimo futuro, per come prepararsi alla lotta. Bisogna fare paura all'azienda ed alla società. Se loro vogliono chiudere lo stabilimento di Spoleto e lasciare aperto quello di Dongo, prendete un pullman e andate a manifestare davanti ai cancelli dell’industria di Varese”. Poi la mazzata finale: “se non vi sentite rappresentati, organizzate con le Rsu un Comitato di lotta per partecipare ai vari tavoli, immagino che il sindacato non si opporrà…” ha continuato. Le Rsu si sono dichiarate favorevoli ad attuare questa strategia, Giannini, neanche a dirlo, ha continuato il suo momento di religioso silenzio. “Ci deve comunque essere un intervento forte delle istituzioni, la Regione deve venire qua e farsi dire dall'azienda come stanno realmente le cose”. Parole che hanno rinfrancato i lavoratori, ormai delusi dall’inerzia delle parti sociali.
Le prossime iniziative – fra i dipendenti è emersa intanto la necessità di richiamare l’attenzione dell’intera città. Fino a tarda sera si è fatto il punto della situazione e studiato possibili iniziative. Tra cui quella di organizzare un sit-in durante la prossima Corsa dei vaporetti, manifestazione capace di richiamare migliaia di spoletini fra le vie del centro storico. 
(Car. Cer.)
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Commenti

1) inserito il da mail postata da: Associazione Culturale Casa Rossa

Non lasciare soli i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, deve essere questo l’impegno da mettere in campo subito.

Solidarietà dei fatti e non delle parole.

Cogliere ogni occasione per manifestare in difesa del lavoro e rafforzare la mobilitazione.

Costruire lo sciopero generale della città per la riapertura dello stabilimento.

I fatti degli ultimi due giorni parlano chiaro, bisogna costruire un fronte ampio che appoggi le rivendicazioni degli operai, che sono nell’immediato: 1) Pagamento degli stipendi dovuti 2) Rotazione della Cassa Integrazione tra tutti i lavoratori 3) Chiarezza sui tempi della ripresa del lavoro e sulle prospettive dell’Azienda.

La trattativa svoltasi lungo l’intera giornata di ieri (7 maggio) ha avuto come protagonisti gli operai dello stabilimento. Sono stati loro a controllare dal basso la trattativa condotta dai rappresentanti sindacali con la Direzione dello stabilimento, che hanno proposto varie ipotesi di accordo che i lavoratori hanno sistematicamente bocciato, perché nessuna di esse conteneva le garanzie richieste.

Il presidio permanente si è trasformato nella mattinata in blocco, quando il Direttore della Fabbrica Santoro è arrivato a bordo dalla sua auto e ha dovuto attendere un quarto d’ora prima che gli operai decidessero di farlo passare protetto da una abbondante presenza di Forze dell’Ordine.

Nella giornata di oggi (8 maggio) gli operai alla presenza del Presidente del Comitato Centrale della FIOM Giorgio Cremaschi, hanno apertamente contestato la linea sindacale tenuta negli ultimi mesi, perché dando credito alle promesse della Direzione sono stati giudicati corresponsabili dell’incancrenirsi della crisi dello stabilimento, non avendo dato quella risposta forte che sarebbe stata necessaria già questa estate, quando era evidente che la Direzione aveva già deciso di scaricare tutti i problemi, di cui è peraltro responsabile, sui lavoratori.

Come Associazione di Cultura Operaia, facciamo appello a chi è disposto a mettersi in gioco in questa battaglia per il lavoro.

Mettiamoci la faccia, costruiamo un Comitato Cittadino di appoggio ai lavoratori IMS, uno strumento per condurre la città accanto ai lavoratori della sua più grande fabbrica.

I lavoratori garantiti, le famiglie di Spoleto, gli studenti delle scuole e tutti coloro che saranno colpiti da questa crisi, devono prendere per mano la città e portarla in piazza fino alla ripresa del lavoro.

ASSOCIAZIONE CULTURALE CASA ROSSA

2) inserito il da Postato da ufficio stampa Comune di Spoleto

“Stiamo seguendo costantemente la situazione dell'IMS con l'obiettivo di trovare la strada per garantire tutti i lavoratori dell'azienda”. Con queste parole il Sindaco Daniele Benedetti
è tornato a parlare della crisi dell'IMS (Industrie Metallurgiche Spoleto) dopo l'incontro avuto anche questa mattina, insieme all'arcivescovo Mons. Renato Boccardo, con gli operai davanti ai cancelli della fabbrica. “Abbiamo già comunicato alla Regione che lo stato di crisi si è acuito. Adesso ritengo indispensabile, insieme alla Regione Umbria, coinvolgere anche le istituzioni nazionali; dobbiamo investire direttamente il governo perché questo non è più un problema solo locale, come ho già avuto modo di dire nel recente passato ai parlamentari umbri”.
Il Sindaco ha già annunciato che la prossima settimana sarà a Varese per incontrare la proprietà. “L'incontro di martedì prossimo – ha spiegato Benedetti – è un passaggio necessario e obbligatorio. È chiaro che subito dopo servirà interloquire con il governo perché il perdurare di questa situazione di crisi sta avendo un impatto molto pesante sulle famiglie dei lavoratori e, più in generale, sul nostro territorio”.
Vicinanza agli operai della IMS è stata espressa anche dall’arcivescovo di Spoleto, mons. Renato Boccardo, presente oggi insieme al parroco di S. Angelo in Mercole e di S. Martino in Trignano di Spoleto, don Gianfranco Formenton.
Mons. Boccardo ha incontrato gli operai della IMS che da alcuni giorni hanno iniziato un nuovo presidio dinanzi ai cancelli dell’azienda per protestare contro una possibile chiusura dell’azienda e per l’ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi.
Mons. Boccardo, che già aveva incontrato in diverse occasioni rappresentanti degli operai, ha voluto portare loro la vicinanza della Chiesa di Spoleto-Norcia, esprimendo solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie in questo momento di particolare difficoltà e condividendo la loro preoccupazione. «Seguo con particolare attenzione le vicende della IMS», ha detto. «Sono costantemente in contatto con le Istituzioni pubbliche per capire l’evolversi della vicenda. Mi auguro di poter tornare qui tra voi, presto, in una situazione di normalità lavorativa». Gli operai, che hanno ringraziato mons. Boccardo per questo ulteriore gesto di vicinanza, hanno chiesto di ricordare Casimiro Eleuteri, operaio della IMS che sarebbe andato in pensione il prossimo novembre, deceduto a causa di un infarto nella giornata di martedì 8 maggio a Borgo Cerreto: il Presule e i lavoratori hanno pregato, nel piazzale dell’azienda, in suffragio del signor Casimiro.

3) inserito il da Postato da Studenti ITIS Spoleto

Gli studenti dellI'TIS Fratelli Campani di Spoleto, riuniti in assemblea generale, gioved 10 maggio 2012, esprimono la propria solidariet ai lavoratori IMS, in cassa integrazione da mesi e ora anche senza salario. Come studenti non possiamo non sentirci coinvolti in questa vicenda. Essa riguarda tanti nostri famigliari e amici.
Alla IMS hanno lavoratori fino a poco tempo fa, con contratti a termine, decine
di ragazzi usciti dalla nostra scuola. I contratti non gli sono stati rinnovati e la nostra sensazione che questi ragazzi sono stati usati e poi quando non servivano più, buttati come fossero oggetti inutili e non persone.
Al destino di questa industria che la più grande della nostra città poi legato anche il nostro futuro. La chiusura o il ridimensionamento della fabbrica di Santo Chiodo infatti
toglierebbe a tanti di noi, studenti dellIstituto Industriale, una delle poche
possibilit di lavoro (la più importante) che il territorio spoletino offre.
Per tutto questo ma anche per un senso di piena solidarietà sociale e umana, esprimiamo la nostra vicinanza ai lavoratori dellIMS in lotta per la difesa del posto di lavoro, e per
questo ci dichiariamo disponibili a partecipare a ogni iniziativa e manifestazione che
coinvolga la città e che porti a risolvere la crisi dellIMS e alla ripresa del lavoro di tutti i lavoratori dellazienda, sia quelli dell'Alluminio che quelli della Ghisa.

4) inserito il da Postato da Senatore Domenico Benedetti Valentini

Il senatore PdL Domenico Benedetti Valentini ha partecipato, lunedì scorso, all'assemblea dei lavoratori dell'IMS a Santo Chiodo dinanzi ai cancelli dello stabilimento ed ha avuto un lungo confronto con l'ing. Massimo Santoro per una verifica oggettiva della situazione. Ha poi ricevuto più delegazioni dei dipendenti, per i quali sono diverse le posizioni lavorative ma resta comune l'interesse al mantenimento dell'attività produttiva: "I nodi sono chiari, anche se il passaggio resta delicatissimo" ha dichiarato Benedetti Valentini a margine di questi incontri "Credo vi siano spazi di soluzione, ma fare generico movimentismo e delegittimazione tra le parti è inutile se non dannoso: infatti i rapporti commerciali, cui è legato il destino produttivo di Santo Chiodo, sono molto pregiudicati dalla sensazione di inaffidabilità che lo stabilimento dovesse trasmettere. In questo senso il rientro al lavoro dei dipendenti fa onore al loro spirito di sacrificio e responsabilità, perchè permette di rispettare le forniture e i clienti più corposi. Ora l'azienda deve a sua volta onorare l'impegno tassativo a saldare le competenze arretrate dei lavoratori, le cui famiglie sono in ansia". Il parlamentare aggiunge che sussistono ragioni positive: "Se le informazioni raccolte sono genuine, la FIAT avrebbe assicurato un sufficiente volume di approvvigionamenti per più mesi dall'IMS e sul versante ghisa, pur nella difficoltà di mercato, le ditte clienti, se puntualmente fornite, dovrebbero assicurare con ravvicinati pagamenti risorse per la normalità dei cicli. Certo" conclude il sen. Benedetti Valentini "se saltano questi presupposti, si ricade nell'emergenza e solo il Gruppo proprietario, con dirette responsabilità finanziarie, potrebbe confermare la vitalità del sito produttivo". Il sen. Benedetti Valentini si è riservato nuove iniziative di competenza parlamentare che non siano di "pura facciata" quando risulteranno verificate in concreto le ipotesi di cui ha parlato e che continua a confrontare sia con i lavoratori sia con i responsabili aziendali.
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