Spoleto IMS, lavoratori disperati "Senza soldi e futuro". Presidio in Comune, il flop del sindacato - AGGIORNAMENTI: il monito di Benedetti, la nota tardiva delle OOSS (nei Commenti) - Foto TO®
La proposta-ricatto: "Se vi fermate vi diamo mezzo stipendio". "La montagna andrà da Maometto". Lo schiaffo a Conti, Giannini e Pierotti: da soli davanti ai cancelli. Cisl e Uil firmano targa ricordo Cgil
Jacopo Brugalossi
Sono senza soldi e senza speranze ma disposti a tutto per salvare il proprio posto di lavoro. Alla Ims di Spoleto, l’azienda metallurgica che fa capo al Gruppo Castiglioni, gli operai stanno vivendo una nuova stagione di disperazione. Da ieri sera hanno proclamato lo sciopero ad oltranza per il mancato pagamento dello stipendio e anche stamattina si sono ritrovati a presidiare il cancello di ingresso alla fabbrica. Un picchetto, presenti una settantina di dipendenti, che intorno alle 9 si è trasferito a palazzo comunale dove il sindaco Daniele Benedetti ha risposto al loro appello.
Mail “indignata” – Il presidio era stato annunciato ieri sera ai quotidiani attraverso la mail di un operaio. L’uomo, che si firma “indignato”, scriveva così: “Sono un operario cassa integrato dell'Industrie metallurgiche Spoleto (ex pozzi) sono due mesi che non ci pagano, abbiamo bisogno della stampa per fare sapere all'Italia quanto la nostra azienda sta giocando sporco con le nostre vite, tenendoci all'oscuro dei loro programmi e non dandoci lo stipendio. Venite domani alla nostra sede di Spoleto dalle 6:00 in poi troverete una massa di operai disperati che manifesteranno contro la direzione ASSENTE e menefreghista, ABBIAMO BISOGNO DI VOI aiutateci a smuovere le istituzioni al fine di risolvere i problemi dell'azienda, unica grande realtà del comprensorio spoletino”. Di stampa però quest’oggi ce n’era davvero poca, un paio di redazioni inclusa quella di Tuttoggi.info.
Senza soldi e futuro – A quanto dichiarano gli operai l’ultimo stipendio pagato risalirebbe al mese di febbraio: non un euro è stato versato a marzo, né ad aprile. In più, confermano alcuni rappresentanti della Rsa, la cassa integrazione a rotazione non funziona per tutti. Ci sarebbero ancora una decina di persone – “quelle più scomode per la direzione dello stabilimento” dicono i presenti – che non mettono piede in fabbrica dall’agosto 2011. Attualmente, il comparto della ghisa lavora quasi al completo grazie alle commesse della Fiat e di una multinazionale tedesca, mentre quello dell’alluminio è completamente fermo. Ad alimentare le preoccupazioni dei lavoratori contribuisce l’assenza di un piano industriale, che fa vacillare anche le già flebili speranze. Specialmente quelle di chi ha una famiglia e dei figli da mantenere e non sa per quanto ancora potrà provvedere ai loro bisogni.
La disperazione – La situazione per alcuni di loro è disperata. Al punto che, ironia della sorte, c’è chi può far spesa solo presso qualche piccolo esercizio di alimentari “che ancora ti fanno credito”. Insomma, si torna a ‘segnare’ quello che si acquista con la promessa di pagarlo. Prima o poi. Un operaio confida di ricorrere spesso a questo metodo di pagamento, anche per mettere “venti euro di benzina, per raggiungere il lavoro e accompagnare i figli”.
“Non ci fidiamo più” – Erano le 19 di ieri (da poco era terminata l’assemblea che aveva deliberato lo sciopero ad oltranza) quando è arrivato il coupe de theatre da parte della proprietà. Una proposta, dai più definita un vero e proprio ricatto, che prevedeva, in cambio della rinuncia a scioperare, il pagamento entro oggi della metà dello stipendio di marzo scorso. L’altra metà sarebbe stata liquidata venerdì prossimo. “Non ci fidiamo più di queste false promesse - è il ritornello che ripetono i lavoratori davanti al Comune - siamo stanchi di essere presi in giro”.
"Se Maometto non va..." – Un barlume di speranza si è acceso sui volti dei 6 operai al termine dell’incontro con il primo cittadino. “La sensazione è che le istituzioni si stiano dando da fare per aiutarci – dicono – così come crediamo che la proprietà dell’azienda, a differenza della direzione di cui non ci fidiamo più da tempo, possa ancora fare qualcosa di importante per noi”. C’è da capirli. Essendo venuta meno la fiducia nei sindacati e nella direzione, i lavoratori devono pur appigliarsi a qualcuno che tenga vive la loro speranze. Benedetti è stato perentorio: “Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”, come a dire che è pronto a raggiungere Varese per incontrare Casiglioni e chiarire una volta per tutte il futuro di quella che è la più grande azienda metalmeccanica del comprensorio. Prima di lasciare piazza del Comune per far ritorno allo stabilimento, i manifestanti hanno discusso sull’eventuale ritorno al lavoro all’inizio della prossima settimana. “Se ci pagano metà stipendio rientriamo lunedì”, ha detto qualcuno. Ma non è affatto scontato che andrà così.
Ai ferri corti coi sindacati – Sembra ormai ridotta ai minimi termini la fiducia dei lavoratori nei confronti dei rappresentanti sindacali che nel corso degli anni hanno seguito le loro vicende. Che l’aria fosse piuttosto pesante si era capito già all’alba di stamani di fronte ai cancelli della fabbrica quando Umbro Conti (Uilm) ha provato ad aprire un dialogo con gli operai: un tentativo andato a vuoto per l’indifferenza mostratagli dalle maestranze. Nonostante il presidio si fosse spostato al centro storico, Giannini (Fiom-Cgil), Pierotti (Fim) e lo stesso Conti hanno preferito rimanere da soli davanti ai cancelli di Santo Chiodo, cercando di capire da lì come gestire la situazione. “Le commesse e il lavoro ci sarebbero anche – è stato il commento rilasciato a TO® dai tre – ma purtroppo manca la liquidità”.
La crisi del sindacato – Che le parti sociali a Spoleto siano in profonda crisi nei rapporti con i lavoratori lo si sa da tempo. Una ulteriore quanto amara prova è venuta martedì scorso quando per la festa del 1 maggio, davanti al palco della Triplice, si sono ritrovate sì e no una trentina di persone: in pratica neanche tutti i dirigenti sindacali del territorio. Perché di lavoratori non ce n’era traccia. Un clamoroso flop, a differenza di altre piazze umbre, specie per Cisl e Cgil da un po’ di tempo rimaste anche senza responsabili territoriali. Una curiosità: nel corso della cerimonia è stata consegnata al sindaco Benedetti una targa in ricordo del centenario della fondazione della Camera del lavoro a Spoleto che ricorre quest’anno (venne istituita nel febbraio 1912). Fin qui nulla di strano se non fosse che la targa reca la firma non della Cgil, ma di tutte e tre le sigle sindacali (la Cisl risale al 1948, la Uil al 1950): che sia la nuova stagione, tutta spoletina, dell’unità sindacale? Di certo i festeggiamenti e le iniziative che una simile data imponevano, in parte annunciate dal duo Mazzoli-Ciavaglia lo scorso febbraio (qui), fin qui non ci sono state. Segno di come il sindacato spoletino continui a soffrire lo strapotere folignate (a differenza della politica che sembra invece essersi smarcata dalla città della quintana) che per il proprio centenario – era il 2006 - organizzò svariati eventi. E’ stato invece formalizzato, a quanto è dato sapere da ambienti perugini, l’acquisto della nuova sede: la Cgil infatti a breve si trasferirà al quartiere di San Nicolò, per la gioia del dirigente Francesco Raspa che, ironizzano alcuni, potrà così fare ‘casa e bottega’. Resta però da capire se anche gli iscritti gradiranno la scelta di trasferirsi dal centro storico.
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Commenti
2) inserito il da Postato alle 15.43 del 4 maggio da Fim, Fiom e Uilm
Pertanto verranno effettuate 8 ore di sciopero giornaliero a oltranza, per tutti i turni di lavoro (fatta salva la salvaguardia degli impianti), e, solo a fronte di certezze, ci si renderà tutti disponibili a tornare alla normale attività lavorativa. Si è deciso altresì il presidio della portineria tutti i giorni
3) inserito il da mail postata da: Gruppo Pdl Comune di Spoleto
Il Gruppo consigliare del Pdl di Spoleto, esprime tutta la nostra solidarietà ai lavoratori della ISM (ex Pozzi) che oggi, con estrema civiltà, hanno manifestato in Comune il loro grave disagio. Con fermezza chiediamo al Sindaco, dandogli mandato e tutto il nostro appoggio politico, di usare la stessa determinazione e attenzione avuta in occasione della protesta dei trasportatori della Cemetir.
Il Sindaco deve dare precedenza a questa vicenda della ISM che si protrae ormai da diversi mesi, rispetto a tutti i suoi impegni istituzionali seppur importanti. La situazione è grave e non può più essere sottovalutata o tenuta a margine dalla politica e dai suoi rappresentanti.
La crisi in atto colpisce direttamente le 300 famiglie dei lavoratori, ma rischia di mettere in grave difficoltà l’intero tessuto economico della Città. Non possiamo permetterci di mettere a rischio anche l’ultima realtà industriale rimasta nel nostro territorio.
Confidiamo nell’impegno del Sindaco affinché siano coinvolte tutte le Istituzioni per trovare una soluzione che dia respiro, fiducia e futuro ai lavoratori della “Pozzi”.
4) inserito il da mail postata da: Gruppo consiliare Terzo Polo- Spoleto
Esprimere solidarietà ai dipendenti della IMS in questo particolare momento della loro esperienza lavorativa, e' doveroso e sacrosanto.
Ma anche toppo semplice e scontato!
Semplice perché basterebbero due parole di vicinanza per stare in pace con la propria coscienza.
Scontato perché la partecipazione verbale di chi e' impegnato in politica e' routine in simili frangenti.
I lavoratori della IMS, pero', come altri nelle medesime condizioni, vogliono i fatti e non le parole.
Sicuramente sono più che stanchi di analisi, di considerazioni, di ipotesi.
Quando alla fine del mese in una famiglia non arriva lo stipendio, le difficoltà diventano problemi seri, ed i buoni propositi degli altri, si scontrano con la dura realtà del sostentamento quotidiano.
Questi problemi, quindi, dobbiamo affrontarli tutti, con assoluta serietà e concretezza.
La ex Pozzi, per Spoleto, ha sempre avuto una valenza significativa nel contesto produttivo locale, essendo un tassello fondamentale per alimentare il volano economico della città.
Forse non si doveva arrivare a questo stadio di gravita', ma ormai anche ciò fa parte del passato.
Inutile adesso fare sterili, anche se sacrosante, polemiche.
Non servirebbero a nulla.
Ci ritorneremo quando la tempesta sara' passata, ora occorre guardare al presente e al futuro.
Qualche mese fa, in occasione dell'incontro con le maestranze ed i sindacati in Consiglio Comunale, prospettammo una strada da seguire, che vogliamo ribadire ora più che mai.
1) il problema della IMS non può essere racchiuso alla sola città di Spoleto, ma deve coinvolgere realtà istituzionali più ampie. Da soli, nonostante la buona volontà, non riusciremo a fare nulla. Dobbiamo pretendere l'interessamento fattivo della Regione e dei Parlamentari umbri tutti. Di quelle stesse persone, cioè, che accorrono spesso e volentieri al capezzale di altre realtà produttive territoriali. Dobbiamo pretendere che questi rappresentanti di "peso", siano fortemente, costantemente e fisicamente presenti.
2) Se ancora non esiste, occorre sollecitare la elaborazione di un progetto industriale che, partendo dalla fotografia dell'esistente, dica chiaramente cosa e' importante che quell'azienda faccia per il futuro per essere competitiva, se necessita di consolidamenti o di diversificazioni, se esistono responsabilità oggettive della proprietà o della direzione.
Bisogna cioè sapere se si può fare di più, si può fare altro, si può fare meglio.
3) Occorre con immediatezza gestire l'esistente attraverso la individuazione di supporti di sostegno finanziario e lavorativo, sia per il mantenimento dei livelli occupazionali, che per la non perdita di nicchie di mercato.
Tutto questo può avvenire solo intorno ad un tavolo “reale” di studio, confronto e concertazione, permanente e non occasionale, allargato ai soggetti di cui sopra.
Il problema della IMS, sottolineiamo ancora una volta, non può essere solo spoletino.
Su questa strada le maestranze, i Sindacati, l’Amministrazione Comunale avranno tutto il sostegno del Terzo Polo, pronto a fare la propria parte in ogni contesto istituzionale necessario.
GRUPPO CONSILIARE TERZO POLO
5) inserito il da I DIPENTENTI I M S
CHE DIREZIONE!!!! SVEGLIAMOCE TUTTI !!!! IN PRIMIS LA PROPIETA' CHE CON QUESTI INDIVITUI A PERSO CREDIBILITA' CAMBIA COMANDANTE DOTTOR CASTIGLIONI!!!! QUESTO E' PEGGIO DI SCHETTINO!!!!!
6) inserito il da postato alle 21.43 del 5 maggio dalla Segreteria del Prc
Auspichiamo che, come promesso, le istituzioni si attivino e siano vicine ai lavoratori, che stanno vivendo un momento di grave difficoltà. Riteniamo che sia necessario intervenire congiuntamente presso Comune, Provincia, Regione per il rilancio delle imprese e per ricostruire una politica occupazionale ed industriale nel nostro territorio.
Per quanto ci riguarda saremo vicini, anche fisicamente, alle lavoratrici/lavoratori della IMS-ISOTTA FRASCHINI assicurando il nostro interessamento alle problematiche della loro azienda con il coinvolgimento, anche dei nostri rappresentanti Regionali e Provinciali.
La Segretaria Maura Coltorti
7) inserito il da Postato da: Partito Democratico Spoleto
8) inserito il da Postato da: Italia dei Valori Spoleto
Premesso che all’interno dell’IMS esistono due linee di produzione: una dell’alluminio per il settore automobilistico, che sicuramente può aver avuto una flessione di mercato dovuta al persistere della crisi globale del settore; l’altra produzione che viene svolta all’interno dell’ex pozzi riguarda la ghisa, nel quale la fabbrica era leader nel settore con un portafoglio di ordine elevato in especial modo nei confronti della Germania. Per questi motivi possiamo capire solamente in parte la situazione che si sta verificando attualmente.
Il coordinamento cittadino dell’IDV Spoleto si impegnerà ad incontrare i rappresentanti degli operai per discutere con loro di questa crisi e trovare un modo per affrontare e superare la situazione anche con l’aiuto dei vertici provinciali, regionali e nazionali del nostro partito e chiedere alla proprietà dell’IMS un piano industriale di lungo respiro capace di dare garanzie agli attuali operai e di riassumere coloro che negli ultimi anni hanno perso il loro impiego.
Inoltre proponiamo che si effettuino un serie di riunioni programmatiche a cui debba partecipare l’intera città di Spoleto con tutti i rappresentanti politici eletti per proporre nuovi sviluppi occupazionali nella valle spoletana che sta vivendo il punto più basso economico-occupazionale dal dopoguerra ad oggi.
9) inserito il da enrico
10) inserito il da indignato
11) inserito il da scioperante
12) inserito il da scioperante
Questo era l'articolo che scrivevate il 04/10/2011 dove era dichiarato lo sciopero con tanto di presidio a perugia ,durante l'incontro tra proprietà e azienda.Dopo poco si veniva a sapere che a Perugia non si andava più perchè la nostra presenza non era gradita.Possiamo fidarci ancora di sindacati che proclamano sciopero solo per paura degli operai arrabbiati giustamente?E di voi politici ora basta fare finta di tutto ,presentarsi dopo crisi enormi solo perchè non siete in grado di affrontare la realtà?E soprattutto non fate finta di niente quando vi sentite tutti con tutti e gli unici che non ascoltate sono i cittadini e poi con quale faccia chiedete i voti?
13) inserito il da odio conte
14) inserito il da odio conte
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1) inserito il da postato da Ufficio Stampa del Sindaco di Spoleto Daniele Benedetti
Ringraziando i lavoratori per la civiltà con cui hanno manifestato il proprio disagio, dopo l’ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi, il sindaco ha tenuto a sottolineare il fatto che quello che più preoccupa, tanto i lavoratori quanto la stessa Amministrazione, è l’assenza di informazioni precise sulle prospettive di rilancio dell’azienda. Un tema questo che dallo scorso agosto, con l’inizio della cassa integrazione ordinaria, è stato più volte affrontato sui vari tavoli insieme alla proprietà, alla Regione, alla Provincia, alle organizzazione sindacali, a Sviluppumbria e ai Parlamentari umbri del territorio.
Quello che hanno rimarcato i dipendenti della IMS è una condizione psicologica, personale e familiare, che impedisce di sopportare il ritardo del pagamento degli stipendi in assenza di prospettive certe.
Durante il sit-in il sindaco aveva già ha contattato la Regione e le organizzazioni sindacali di categoria chiedendo la riconvocazione immediata del tavolo di crisi.
“Non possiamo più aspettare. Chiederò un incontro con la proprietà - ha detto Benedetti. Nel giro di dieci giorni, insieme a chi la Regione vorrà mettere a disposizione dell’Amministrazione, verificheremo l’esistenza di prospettive per il rilancio dell’azienda più importante del nostro territorio”.
Contestualmente il sindaco si è impegnato a verificare l’esatta applicazione dell’accordo sottoscritto dalle organizzazione sindacali per la cassa integrazione ordinaria, nonché il rispetto dei tempi e delle modalità per il pagamento degli stipendi.
Tra dieci giorni è previsto un nuovo incontro tra l’Amministrazione Comunale e i dipendenti della IMS per fare il punto della situazione.