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martedì 21 maggio 2013 -

Carcere di Capanne, visita delle istituzioni. Detenute chiedono percorsi di reinserimento

Carcere di Capanne, visita delle istituzioni. Detenute chiedono percorsi di reinserimento

Formazione nel carcere e trasporti per chi lavora fuori alcune delle richieste

Un migliore reinserimento nella società e nel mondo del lavoro è quanto richiesto dalle donne detenute nel Carcere di Perugia Capanne ad alcuni esponenti delle istituzioni in visita alla struttura.

A far visita alle donne carcerate nel centro di detenzione perugino, notoriamente gravato dal problema del sovraffollamento, sono stati ieri alcuni esponenti delle istituzioni, come la vicepresidente della regione Carla Casciari, l’assessore alle Pari opportunità del comune di Perugia Lorena Pesaresi, l'assessore provinciale Ornella Bellini e Eleonora Pace, presidente del Centro Pari Opportunità regionale.

Il tema del reinserimento è stato al centro anche di un incontro dei giorni scorsi a Perugia, nel contesto del Festival Internazionale di Giornalismo.

A proposito delle necessità e delle richieste espresse dalle detenute la vicepresidente ha riferito che la direttrice del carcere, Bernardina Di Mario, proprio a loro nome ha posto l’accento sulla necessità di continuare le attività di formazione finalizzate all’inserimento lavorativo all’interno dell’istituto penitenziario perché ciò permette di poter apprendere e, nello stesso tempo, di avere sempre un occhio attento verso l’esterno per vivere meglio il presente caratterizzato dal fatto di scontare la pena, e il futuro. 

“Secondo quanto riferito  dal direttore dell’istituto – ha detto Casciari – attualmente sono cinque le detenute recluse nel carcere di Capanne che lavorano all’esterno grazie all’applicazione dell’art 21, ed altre già sarebbero pronte per questa fase resa più complicata anche dalla mancanza di collegamenti in alcuni orari del giorno tra Perugia e la località in cui è ubicato il carcere”.

Oltre al problema dei trasporti, le detenute hanno espresso il desiderio, o meglio la necessità, di lavorare e di continuare in modo stabile l’attività formativa. L’assessore Bellini ha quindi proposto di organizzare in tempi brevi un incontro anche con la Regione per affrontare proprio queste tematiche e decidere come meglio utilizzare le risorse. Un aspetto fondamentale questo anche per l’assessore comunale Pesaresi, che ha ricordato che la detenzione trova il suo senso proprio se finalizzata al reinserimento.

La visita alle donne carcerate è stata organizzata  tra le iniziative previste nell’ambito della Giornata internazionale della donna.

Commenti

1) inserito il da Max75

Cavolo che sensibilità istituzionale... speriamo che i politici nostrani dimostrino tale interesse e sensibilità verso le MIGLIAIA di cassaintegrati e lavoratori in mobilità che non hanno neanche più un centesimo per comprare il pane per i propri figli. Perchè non vanno a visitare la Ex Pozzi a Spoleto o la Spigadoro a Foligno, li non hanno problemi di trasporto come le detenute ma di pane. Non vedo l'ora che arrivino le elezioni.
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